Gli opposti non si attraggono: il vantaggio di essere simili

giugno 3rd, 2012 | Posted by Igor Vitale in Persuasione | Relazioni Interpersonali

Molto spesso è stato riscontrato, nei detti popolari, un fondamento scientifico. Non pare esser così per il detto “gli opposti si attraggono”, la maggior parte degli studi di psicologia sociale suggeriscono infatti che sono i simili ad attrarsi, e non gli opposti.

Tendiamo a valutare positivamente le persone simili a noi, sia per quanto riguarda la somiglianza fisica, sia per quanto riguarda la somiglianza nei termini della personalità, degli hobby e così via. Questa naturale tendenza avviene per mantenere alta l’autostima oltre perché siamo più in grado di comprendere le persone a noi simili.

Per mantenere alta l’autostima abbiamo infatti diverse strategie,
1. valutare positivamente noi stessi
Questa strategia è molto esplicita, e tende proprio per questo ad essere poco utilizzata, proprio perché è molto esplicita.  Per non apparire vanitosi pochi scelgono questa alternativa.
2. valutare positivamente i nostri simili
Questa strategia è più implicita, non valutiamo direttamente bene noi stessi, ma tramite i nostri simili o le persone a noi vicine, in implicito valutiamo positivamente noi stessi, ad esempio vantare continuamente un amico può essere un modo per valutare positivamente noi stessi.

3. svalutare chi è diverso da noi
Questa modalità è molto sottile, ciò che si dice esplicitamente infatti non fa direttamente riferimento a se stessi, dunque almeno esplicitamente non fa riferimento all’autostima, lo fa indirettamente, svalutando gli altri, di riflesso e implicitamente valuto positivamente me stesso.
Anche in contesti in cui le preferenze personali non dovrebbero interferire con le valutazioni, come ad esempio nella selezione del personale, è stato dimostrato che l’effetto somiglianza è forte.
I selezionatori, specialmente quelli inesperti, tendono a selezionare più probabilmente persone simili a sé.

Lo stesso vale per l’identificazione di gruppo, la ricerca sull’identità sociale, e sui gruppi minimali dimostrano come la semplice appartenenza a un gruppo porta alla valutazione positiva del proprio gruppo (ingroup) e alla svalutazione degli altri gruppi (outgroup).

 

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