Leadership e psicopatologia

giugno 3rd, 2012 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica | Psicologia del Lavoro

Quando parlo di psicologia del lavoro, molto spesso la risposta è qualcosa di simile a “Eh, ce ne sarebbe proprio bisogno, il mio capo/collega è proprio fuori di testa! Sai cosa fa?”. Sebbene lo psicologo del lavoro non sempre si occupi degli aspetti psicopatologici di personalità delle persone nelle organizzazioni trovo molto utile offrirne un breve riassunto, in quanto sebbene la psicopatologia sia un fenomeno poco comune, tutti noi abbiamo alcuni aspetti psicopatologici di personalità, almeno in parte.
Vediamo cosa dice Otto Kernberg (1998) riguardo i principali aspetti psicopatologici di personalità nelle organizzazioni:
1. Aspetti schizoidi di personalità, l’isolamento emotivo
Possono proteggere il leader da un’eccessiva regressione: l’isolamento emotivo lo rende infatti meno permeabile ai processi di gruppo regressivi. Ma la produzione di fantasie distorte su di lui da parte del personale è difficile da correggere proprio per la sua distanza e la sua mancanza di disponibilità.
Un leader eccessivamente schizoide può anche frustrare i giusti bisogni di dipendenza del personale, tuttavia la presenza di alti dirigenti schizoidi tende ad essere compensata dal calore e della spontaneità dei dirigenti di livello intermedio.
2. Aspetti ossessivi di personalità
L’attenzione per l’ordine e per la precisione può favorire la delega stabile dell’autorità e la chiarezza nel processo decisionale; contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, le personalità ossessive che arrivano a una posizione di leadership manifestano pochi dubbi: di solito le gravi personalità ossessive non arrivano a posizione di vertice se il  dubbio e l’ esitazione sono le loro caratteristiche dominanti. Quindi le personalità ossessive normalmente funzionano in modo abbastanza efficiente.
Alcune personailtà ossessive che si  trovano in posizioni di leadership possono esercitare il loro grave sadismo irrisolto, può avere effetti devastanti sulla struttura funzionale dell’organizzazione. Tutte le volte che il personale manifesta una decisa opposizione nei confronti di una decisione presa dal dirigente, questi può diventare ostinato, controllante ,vendicativo, martellando i suoi messaggi e forzando i suoi oppo-
sitori a sottomettersi.
3. Aspetti paranoidi di personalità
Le personalità paranoidi costituiscono sempre un serio pericolo per l’azienda.
C’è sempre la possibilità, che il dirigente diventi sospettoso, quando il dirigente mostra caratteristiche paranoidi di personalità, il pericolo di una reazione paranoide a situazioni di lotta-fuga diventa più consistente. Data la facilità con cui il leader interpreta quello che loro dicono come mancanza di rispetto, come ostilità nascosta nei suoi confronti, nel personale può subentrare la paura anche di parlare. La paura del personale a sua volta può alimentare la sospettosità del leader creando così un circolo vizioso. Essi percepiscono il gruppo interno che rappresentano come totalmetne buono e i gruppi esterni e l’ambiente come totalmente cattivo. All’interno dell’organizzazione, la persecuzione vendicativa nei confronti di coloro che il leader paranoide sospetta essere potenziali nemici può limitare la critica creativa molto più di quanto avvenga nel caso di personalità ossessive con tratti sadici.
4. Aspetti narcisistici di personalità
Kernberg, usa in questo caso il concetto di narcisismo in maniera restrittiva: si riferisce a individui dalle relazioni interpersonali eccessivamente autoriferite e autocentrate, in cui grandiosità e sopravvalutazione di sé si uniscono ai sentimenti di inferiorità che sono eccessivamente dipendenti dall’ammirazione esterna, emotivamente poco profondi, intensamente invidiosi, insieme sprezzanti e profittatori nelle relazioni con gli altri. La grandiosità e l’egocentrismo smodato dei narcisisti contrasta in modo soprendendente con la facilità con cui diventano invidiosi. L’incapacità di valutare adeguatamente se stessi e gli altri li rende incapaci di empatia di scelte accurate nelle relazioni con le persone, che possono diventare tutte pericolose quando essi occupano posizioni elevate.
Inoltre, quando non ricevono le gratificazioni esterne che si attendono, o quando capita loro una grave frustrazione/fallimento, questi individui possono sviluppare tratti paranoidi invece di una piuù comune depressione o senso di fallimento.
Le persone con narcisismo patologico aspirano alle posizioni di comando più per l’ ammirazione e la gratificazione narcisistica che possono ricevere dai membri del personale e dall’ambiente esterno, che per un effettivo interesse nei confronti di un particolare compito o per l’ideale rappresentato dall’istruzione. Al contrario dei leader con tratti patologici ossessivi e paranoici il leader narcisista non richiede al suo staff solo sottomissione: vuole anche amore.Fa parte del narcisismo normale saper godere  della gioia e del successo di coloro che abbiamo aituato a crescere. Godere del lavoro e del successo di altri è un’importante funzione che manca nella personalità narcisistica. Un’ altra conseguenza del narcisismo patologico è la spinta alla sottomissione nei confronti del personale. Poiché i leader narcisisti tendono a circondarsi di  yes-men e di abili manipolatori che sfruttano i loro bisogni narcisistici, i membri più onesti, ma anche più critici, dello staff vengono messi da parte.

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