Psicologia politica: personalità, oratoria e simboli.

ottobre 24th, 2012 | Posted by Igor Vitale in Linguaggio del Corpo | Persuasione | Relazioni Interpersonali

Quante volte vi siete chiesti come mai alcune persone riescano ad influenzare grandi masse della popolazione, ed altre no? Quante volte avete pensato quanto lavoro ci sia dietro la preparazione di un discorso politico? Cosa influenza il voto elettorale?

La psicologia politica ha cercato spesso di dare una risposta a questa domanda, facendo riferimento a decine di migliaia di ricerche in psicologia della decisione, linguaggio del corpo, tecniche di public speaking e psicologia della personalità.

Forse può incuriosire che gli studi non si siano soffermati troppo sui programmi politici, sui dati concreti che un politico potrebbe usare per farsi seguire dall’elettore, sebbene dovrebbero essere proprio i programmi politici a far operare una scelta all’elettore.

Diventa un dato meno curioso se leggiamo i risultato di uno studio di Zimbardo e collaboratori: l’elettore ricorda molto facilmente la personalità di un politico, ricorda molto meno il suo programma!

Moltissime decisioni (anche ad es., le decisioni economiche), non seguono percorsi razionali, non necessariamente si  basano su un accurato calcolo di quale possa essere il vantaggio atteso di un voto piuttosto che di un altro, ma si basano su un complesso costituito di:

1. impressioni

2. personalità percepita del politico

3. capacità argomentative

4. simpatia

5. somiglianza

Diventa strategico il lavoro, di personalità, di gestione delle impressioni (impression management) che un politico può effettuare.

Così come nella vita quotidiana siamo continuamente influenzati da brevi e fugaci impressioni sugli altri, che ci portano a fare decisioni anche importanti come “evito quella persona, mi è antipatica a pelle“, o anche “stringo un rapporto con quella perché è attraente fisicamente” o ancora “quel venditore mi è simpatico dunque ora torno da lui a comprare, anche se non ha la migliore offerta disponibile”, anche in politica si effettuano scelte basate su scorciatoie di pensiero (euristiche), valutazioni istintive.

Il linguaggio del corpo, alcune tecniche

Proprio ieri (23/10/2012) si è riscontrato un aumento dei consensi di Obama, nei confronti del suo avversario, Romney. Consapevoli che la scelta sia dettata da una molteplicità di fattori, possiamo notare uno degli aspetti che può aver favorito Obama. Nella foto osserviamo una strategia non verbale che Obama ha messo in atto per portarsi in vantaggio rispetto a Romney.

Come potete vedere dalla foto, Obama stringe la mano a Romney e appoggia la sua mano sinistra sul braccio di Romney. In linguaggio del corpo (CNV) chi tocca prima l’altro è percepito come dominante rispetto all’altro, più influente. In risposta, Romney, afferra il braccio di Obama, per controbilanciare la dominanza. Sembrano gesti ugualmente influenti, e invece non è così. Innanzitutto il gesto di Obama è iniziato leggermente prima, e chi tocca per primo l’altro è percepito come dominante, inoltre, le telecamere, disposte frontalmente ai due mostrano molto meglio il gesto di Obama, mentre quello di Romney è nascosto dal corpo di Obama!

La fiducia in un politico, e anche le scelte elettorali dipendono in larga misura dal modo in cui questi esprimono, con il linguaggio verbale e non verbale ciò che vogliono esprimere.

Il linguaggio verbale: la tecnica della ristrutturazione (reframing)

A fianco al linguaggio del corpo, esistono un’infinità di tecniche verbali utilizzate dai politici per ottenere consenso, tecniche che si basano sulle parole scelte.

Sulle capacità oratorie sono stati scritti un’infinità di libri, e avere una ricetta stabile su come presentare un discorso è un’impresa impossibile. Esistono tuttavia alcune tecniche che in sostanza funzionano anche al variare del contesto. E sono le tecniche di ristrutturazione (reframing, o in PNL sleight of mouth).

Per apprendere bene la ristrutturazione occorrono anni di studi e di pratica, vediamo qui solamente un breve esempio, una delle tecniche più utilizzate per cambiare la percezione di un fenomeno.

La “ridefinizione” (ad es., in Dilts, 1999) è una tecnica di ristrutturazione che si basa sull’uso di “quasi sinonimi” e ha l’obiettivo di modificare la percezione di un fenomeno.

Alcuni esempi sono i casi in cui i bidelli vengono chiamati “collaboratori scolastici”, i gestori di magazzino vengono chiamati “Warehouse Manager”, i venditori vengono chiamati “Sales Manager”, le frittate diventano le ben più eleganti “omelette”: sono tutti tentativi più o meno efficaci di modificare la percezione dell’ascoltatore.

Vediamo degli esempi in politica:

Ad esempio, Berlusconi nel caso Ruby è stato accusato di vari scandali di natura sessuale, in risposta al fatto che si parlasse di alcuni travestimenti la risposta di Berlusconi è stata netta, non erano travestimenti ma gare di burlesque!

“Travestimenti” è un termine spesso associato a disturbi sessuali (le cosiddette parafilie), gare di burlesque dà invece una percezione più ludica del fenomeno.

La Fornero, che ha definito i giovani come choosy, parola sconosciuta ai più fino a qualche giorno fa, ha effettuato un tentativo di ristrutturazione della parola “schizzinoso” che suona molto peggio. In ogni caso, poi la diffusione della notizia tradotta… ha avuto ugualmente un effetto disastroso!

Moltissimi i casi di politici, di tutti gli schieramenti, quando vengono accusati di aver detto qualcosa di troppo offensivo nei confronti di qualcuno di ridefinire subito… non era un insulto, era una provocazione

Che rimanda a una percezione diversa, l’insulto è da violenti, la provocazione serve invece a far riflettere, direbbero alcuni!

Berlusconi invece usava spesso questa ristrutturazione, non era un insulto, era una battuta!

Fornero, ieri, ha subito ristrutturato quello che viene percepito come un insulto: è vero ho detto che i giovani sono choosy, ma era una frase riferita al passato!

La tecnica della somiglianza

Abbiamo visto in altri articoli in questo sito che spesso le persone sono guidate e stringono relazioni con persone che percepiscono come molto simili a sé, allontanano le persone che percepiscono come diverse (tecnica della somiglianza).

La tecnica della somiglianza si basa sull’uguaglianza tra leader e gregario (vedi qui un esempio).

La tecnica dell’autorità si basa sulla differenza tra leader e gregario.

Percorrendo una breve storia dei leader possiamo osservare come i leader, molto tempo fa usavano soprattutto tecnica di autorità e lo vediamo nell’abbigliamento.

I faraoni apparivano nell’abbigliamento molto diversamente dalla popolazione, il potere era legittimato totalmente dall’autorità, il faraone infatti rappresentava in qualche modo il potere divino.

Anche i leader dell’Antica Roma o dell’Antica Grecia giocavano molto il ruolo dell’autorità.

Con l’avvento della democrazia sono sempre più frequenti strategie basate sulla tecnica della somiglianza.

Non è un caso se nella politica recente, spesso i politici si mostrino in attività comuni, che qualunque cittadino effettua abitualmente.

Esempi comuni sono quello di Mussolini, che viene raffigurato come agricoltore (tecnica della somiglianza per i lavoratori).

Berlusconi che inizia a spazzare Napoli, o Berlusconi vestito da operaio.

Obama che mangia un hamburger e una birra.

consulenzabrevegratuita

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 You can leave a response, or trackback.

6 Responses



Leave a Reply