Locus of control: una traccia per capire le persone

novembre 26th, 2012 | Posted by Igor Vitale in Psicologia del Lavoro

Secondo la teoria del Locus of Control (Rotter, 1966), le persone differiscono riguardo un aspetto specifico: come si spiegano gli eventi.

Non sono i fatti in sé ad avere effetto sulle persone. L’effetto di ciò che ci accade dipende da come noi percepiamo ciò che ci accade, non da ciò che ci accade.

Il locus of control è dunque definibile come uno stile di attribuzione causale, ovvero, riguarda come le persone interpretano le cause degli eventi.

Le tendenze al Locus of Control (LOC) sono due:

locus of control interno: la persona attribuisce le cause degli eventi a se stesso. Quindi se la persona ha un successo tenderà a motivare questo successo affermando che è merito delle proprie capacità, se la persona ha un insuccesso tenderà ad affermare che è causa dei propri difetti, e non del contesto o del caso. Lo stesso accadrà, tendenzialmente, per le altre persone: se un’altra persona ad esempio vende molto, è merito delle proprie capacità di vendita (skill interna) e non del prodotto, dell’azienda o del contesto socio-economico.

locus of control esterno: la persona attribuisce le cause degli eventi al caso, alla fortuna, o a fenomeni esterni a se stesso. Così se si ha successo o insuccesso “non è merito della persona”, “è fortuna”, “l’ha deciso il destino”. Se una persona ha successo “è fortunata”, “è merito del supporto che ha avuto”, oppure “è raccomandata”, “è figlia di qualcuno di importante”, “è intelligente per natura”, “ha i geni giusti”, “è un fatto genetico”, “la natura gli ha donato la sua capacità di vendere”.

Quale è meglio tra le due?

In assoluto, nessuna delle due è migliore. Il locus of control interno (LOC-I) ha indubbi vantaggi, la persona è in grado di premiarsi per un successo, e fonda il successo sulle proprie caratteristiche individuali: in altre parole si responsabilizza.

Allo stesso tempo però quando ha un insuccesso la colpa (causa) è sempre della persona, e questo ha un effetto colpevolizzante.

Questo senso di colpa, nelle persone con locus of control esterno (LOC-E), invece, non è presente. Se la persona ha successo o  insuccesso non è merito suo, ma del “fato”, del “destino”, o di qualunque teoria psicologica che la persona assume sia vera. Questo in qualche misura deresponsabilizza, perché se si assume questa teoria come vera, la persona ha poco o nessun controllo sul proprio successo, ma allo stesso tempo è ridotto anche il senso di colpa (cosa può fare una persona se a decidere la realtà è il destino, il fato, la natura, la genetica o una divinità?”.

La situazione migliore è molto probabilmente una via di mezzo: è giusto che la persona si premi per i propri successi, ma è positivo che non si colpevolizzi troppo per ogni fallimento.

Veniamo ora a una domanda interessante. Come si fa a capire se una persona ha un locus of control interno o esterno?

Sicuramente non è facile, molto spesso le persone infatti sono a una via di mezzo, ma di sicuro esistono modalità per comprendere meglio in quale direzione è la persona.

Vediamo alcune caratteristiche tipiche di chi ha un locus of control esterno, ovvero quello proprio delle persone che attribuiscono al destino e alla genetica il successo delle persone.

– quando raggiungono un risultato non si premiano, minimizzano, affermano che è stato un caso

– utilizzano teorie implicite di personalità che minimizzano la persona e questo lo capiamo con la tecnica delle norme implicite:

Vediamo alcune frasi tipo (se volete un approfondimento sulla codifica della tecnica delle norme implicite scaricate il corso gratuito sulla leadership):

“Il cervello a trent’anni è meno plastico che a venti”

“Uno a trent’anni è rigido, a venti no”

“E’ normale che passa l’esame il più simpatico non il più bravo” (chi afferma questo tende a far riferimento ad un fattore più o meno casuale, la simpatia a pelle e non gli aspetti tecnici)

“E’ stato deciso che le cose dovevano andare così”

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