Psicologia dei Fast Food

gennaio 7th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Marketing | Psicologia del Lavoro | Psicologia Sociale

8757468-altissima-risoluzione-rendering-3d-di-un-hamburger-bigCosa fanno i fast food per incrementare il loro business? Quali sono le strategie implicite di fast food per aumentare la clientela e mantenerla stabile?

Non conosciamo le reali intenzioni di aziende come McDonald, Burger King, Spizzico, dunque non affermiamo che le strategie utilizzate siano esattamente quelle che verranno esposte, tuttavia è possibile formulare alcune deduzioni dall’osservazione del comportamento e dall’analisi di marketing.

Diversi sono i documentari che si sono focalizzati sui valori nutrizionali dei cibi proposti nei fast food. Nel documentario SuperSize Me (2004), Morgan Spurlock documenta gli effetti di una dieta di 30 giorni (colazione, pranzo e cena) da McDonald, testimoniandone diversi effetti negativi. In questo documentario si documentano anche alcuni effetti di assuefazione legata agli aspetti nutrizionali del cibo. Nel 2009, in Food Inc. si documentano le modalità in cui vengono trattati gli animali, e i punti negativi di una dieta basata sul fast food.

Prendiamo innanzitutto l’organizzazione del lavoro dei fast food. Ogni processo è del tutto standardizzato, le parole dette dai cassieri, la forma dei panini, la dimensione delle patatine, e inserito all’interno della catena di montaggio.

Un fast food, per definizione, lavora sulla velocità del consumo del pasto che rappresenta al tempo stesso una caratteristica di brand, ma anche una caratteristica di business, più i cibi vengono mangiati velocemente, più se ne possono vendere.

Tralasciando il fatto che mangiare velocemente fa male alla salute, vediamo alcune strategie utilizzate nei fast food:

Musica: il ritmo della musica influenza largamente le nostre azioni. Uno studio sui vini, ad esempio, mostra che se si fa degustare un vino mentre nel negozio c’è un sottofondo di musica classica, esso viene valutato come più costoso e più buono, se si fa degustare lo stesso vino nello stesso negozio senza musica esso viene valutato come meno costoso e meno buono.

vino_rosso_web--400x300

La psicologia dei supermercati inoltre insegna che la velocità e il ritmo della musica di sottofondo influenzano le azioni del consumatore. La musica lenta tende a far permanere più a lungo la persona nel supermercato. Il consumatore dunque, se è in un contesto in cui la musica è lenta, rallenterà involontariamente il ritmo delle proprie azioni, e questo è positivo per un supermercato in quanto tenderà ad acquistare più beni. La musica con un ritmo veloce, produce un aumento del ritmo delle azioni utilizzate. Questo in un supermercato è svantaggioso, la persona infatti tenderà a permanere meno, l’unico effetto dal  punto di vista del marketing è il seguente: la musica veloce distrae il nostro apparato razionale e tende a farci formulare scelte più impulsive e irrazionali, ovvero, attiva l’amigdala, una regione emotiva del nostro cervello. Nella logica del fast-food invece, la musica lenta è controproducente in quanto rallenta il tempo percepito di attesa. E’ invece più conveniente utilizzare musiche dal ritmo veloce, la musica veloce, il locale pieno di gente che parla, distrae la mente razionale e favorisce l’acquisto impulsivo e irrazionale di cibi.

Presentazione del cibo: qualunque chef direbbe che la presentazione del cibo ai commensali è un aspetto molto importante nei ristoranti. Molti direbbero “anche l’occhio vuole la sua parte”, ed è proprio questo il ragionamento che viene fatto nei fast food. Il modo in cui vengono presentati i prodotti non è casuale, non è frutto di un creativo. Le relazioni tra dimensione della scatola e cibo, influenzano la grandezza stimata di un pasto (per un approfondimento si legga Neuroeconomia di Balconi e Iannello). In altre parole un piatto di pasta di 100 grammi presentato in un piatto molto capiente sembra più piccolo dello stesso piatto di pasta presentato in un piatto meno capiente.

Non è un caso se, nei fast food, i panini siano confezionati in scatole che a malapena li contengono e le patatine fuoriescano dal contenitore in maniera abbondante. In questo modo le porzioni sembrano ancora più grandi.

Velocità di ingestione: è più facile mangiare un panino se la pasta del pane è morbidissima e il cibo si scioglie in bocca, le patatine che fuoriescono dalla scatola inoltre trasmettono una sorta sentimento di urgenza, la particolare conformità della scatola infatti fa fuoriuscire velocemente nuove patatine, man mano che vengono mangiate.

consulenzabrevegratuita

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 You can leave a response, or trackback.

Leave a Reply