La percezione dell’immagine pubblica dello psicologo (Weeb, Speer, 1985)

February 20th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Uncategorized

375929_417100194993545_1229937760_nThe Public Image of Psychologists (Weeb, Speer 1985)

(un articolo di Elisa Spisni)

Nel 1983 appare ci sia un sentimento generale dell’immagine pubblica della psicologia come relativamente povera e/o in declino, tanto che tra i capi nel settore, quattro dei cinque candidati per la presidenza APA  hanno citato l’immagine pubblica dello psicologo come la loro maggior preoccupazione. Tuttavia l’evidenza empirica di questa opinione non è confermata. Solo tre studi americani si sono interessati della questione e nessuno l’ha fatto recentemente. Da questi vecchi studi emerge che le persone hanno un atteggiamento moderatamente favorevole verso la professione. Inoltre questi vecchi studi non forniscono molte informazioni utili riguardo a quanto accuratamente le persone percepiscono gli psicologi. Mancando queste informazione non si può perciò sapere se le opinioni delle persone sugli psicologi accordano con le attività e gli scopi propri degli psicologi.

Webb e Speer hanno cercato di scoprire ciò che le persone pensano degli psicologi e se il loro punto di vista era favorevole verso la figura dello psicologo (se avevano un’ immagine positiva). L’obiettivo era di valutare il contrasto tra lo psicologo e le altre figure che condividevano alcune funzioni con la psicologia. E’ stato chiesto ai partecipanti di scrivere un breve saggio descrittivo riguardo gli psicologi, gli psichiatri, i medici, i consuelor, gli scienziati e gli insegnanti. Usando descrittori estratti da questo saggio gli autori sono stati in grado di derivare un profilo semantico per ognuna delle sei professioni. Inoltre gli autori sono stati in grado anche di utilizzare descrittori per derivare una stima della valutazione per ogni professione. I risultati hanno dimostrato che lo psicologo ha il grado di correlazione più alto con lo psichiatra e il meno alto con lo scienziato, quindi i partecipanti confondevano lo psicologo con lo psichiatra. Due scale dimensionali  suggeriscono che le dimensioni semantiche sottostanti che influenzano le percezioni delle persone di queste sei professioni potrebbero essere: deciso versus irrisoluto e tratta con fenomeni normali versus tratta con fenomeni anormali.

Se si assume questa interpretazione come corretta la scala mostra che gli psicologi e gli psichiatri sono considerati come persone indecise che trattano con fenomeni anormali, mentre i consuelor e gli insegnanti sebbene anch’essi considerati indecisi hanno a che fare con fenomeni normali. In contrasto il medico è considerato come deciso e che lavora con soggetti anormali e gli scienziati sono visti come persone risolute che si focalizzano sul normale. I risultati della gradibilità posizionano gli psicologi leggermente dietro agli psichiatri e davanti ai medici, ai consuelor e gli insegnanti e scienziati. Su una base assoluta solo gli scienziati erano visti sfavorevolmente. Siccome i partecipanti della ricerca erano per la maggior parte studenti appartenenti alla classe media e i genitori provenienti da Dallas, Houston e la campagna rurale, occorre generalizzare questi dati con cautela. Con lo scopo che i dati riflettano la percezione degli Americani appartenenti alla classe media in generale, i dati suggeriscono che gli psicologi sono percepiti favorevolmente ma in modo non accurato. I partecipanti sembrano vedere gli psicologi come virtualmente indistinguibili dagli psichiatri-clinici, irrisoluti e preoccupati, professionisti che lavorano con l’anormalità psicologica. Sebbene l’alone di umanitarismo che circonda tale descrizione potrebbe tenere conto della stima relativamente alta che gli psicologi hanno da queste persone. La descrizione stessa fa un’ ingiustizia persino ai clinici allenati secondo il modello scientifico pratico, e, soprattutto a quei molti psicologi i cui compiti professionali sono in aree diverse dalla pratica clinica.

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