Il tipo 5 dell’Enneagramma: l’avarizia

marzo 2nd, 2013 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

Enneagramma_53.5      Carattere Cinque: L’Avarizia

di Serena Giovannini

La passione dominante è l’avarizia, in genere inconscia, mossa dal tono emozionale della paura: infatti l’avarizia è intesa come un trattenersi dentro, un accumulare, a causa della fantasia catastrofica che accomuna il concedersi all’essere prosciugati e impoveriti. Il soggetto ha rinunciato troppo presto a richiedere l’amore degli altri  per cui non gli rimane altro che appoggiarsi su se stesso e su ciò che ha, perché si sente minacciato e perché tende a risparmiare  e a sforzarsi il meno possibile, infatti vive minimizzando i suoi bisogni, di conseguenza non  riconoscendoli non li soddisfa. Alla lunga questo atteggiamento lo conduce a ritirarsi dal mondo e isolarsi  risultando agli altri come una persona fredda, autistica e schizoide. (Naranjo, 1996)

 3.5.1     Richiami nella letteratura scientifica precedente

 

Naranjo (1996) riporta la descrizione della sindrome schizoide di Kretschmer (1925) in Korperbau und Charaker  che rappresenta il carattere cinque:

“ 1 . Non socievole, riservato, serio (privo di senso dell’umorismo).

2. Apprensivo, timido, di sentimenti buoni, sensibile, nervoso, eccitabile, amante della natura e dei libri.

3 . Remissivo,  gentile, onesto, indifferente, taciturno.”

Pone attenzione inoltre sui due poli dello schizoide: eccitabilità e apatia, e individua la contraddizione coesistente in lui tra  l’ipersensibilità, la vulnerabilità interiore da un lato e la freddezza, l’apparente insensibilità di superficie dall’altro, questa caratteristica  porta il soggetto  ad allontanarsi da emozioni e sentimenti e a rifugiarsi in un mondo fatto di pensieri e sogni. K Horney (1981) in Nevrosi e Sviluppo della Personalità parla della “soluzione alla rinuncia”, la tendenza schizoide a isolarsi, a evitare i conflitti  come  una forma di sociofobia, che rende il cinque spettatore di se stesso, della sua vita e di quella degli altri e genera un rifiuto inconscio di vivere la vita  in modo attivo. Piuttosto che fare,  il soggetto immagina di fare, cosi non si sforza e non ambisce al successo, perché ha rinunciato ad avere dei desideri, cosi che  le cose non diventino per lui assolutamente necessarie. Fairbairn (1992), in Studi Psicanalitici della Personalità assume che il fenomeno schizoide, inteso come debolezza dell’io è alla base di ogni psicopatologia e che l’atteggiamento distaccato e la propensione alla realtà interna sia una difesa dalla paura di distruggere l’altro per troppo amore; Laing (1969)  inoltre, aggiunge, la paura di perdere anche se stesso in questo enorme bisogno d’amore. In Jung (1979) la migliore corrispondenza è nel tipo sensoriale introverso, un soggetto passivo, tranquillo, razionale, contenuto, interessato a capire il perché delle cose e i meccanismi di funzionamento del mondo. In omeopatia si può associare alla tipologia Sepia per l’indifferenza, la solitudine, il suo rintanarsi, l’evitamento dei legami emotivi, l’apparente mancanza di sensibilità e apatia, alcuni richiami sono presenti anche nella tipologia silica: poco vitale, stabile intellettualmente, predisposto alla concentrazione, timido. (Naranjo, 1996)

3.5.2.   Tratti Caratteriali

Trattenersi

Questo carattere avido è autosufficiente, si basa  sulle proprie forze, ha rinunciato a contare sugli altri, non sa mettersi nei panni degli altri e capire i loro bisogni, non è generoso; il “trattenersi” è inteso anche come rimanere ancorati alla razionalità per capire il senso, il perché delle cose.

Incapacità di dare

Questo tratto deriva dal bisogno del soggetto di  essere libero, autonomo e dall’avarizia e dalla paura di impoverirsi  che  non gli permette di farsi coinvolgere dagli altri e di dare.

Distacco patologico

Il soggetto sceglie di vivere isolato per non perdere ciò che ha, è distaccato emotivamente, rimuove i suoi bisogni di contatto, di rapporto con gli altri.

Paura di venire sommersi

Evita gli altri perché teme di diventare dipendente da loro, a causa della sua ipersensibilità di fronte alle richieste degli altri è arrendevole e blocca la sua spontaneità e le sue preferenze, per cui ha bisogno della solitudine.

Autonomia

Dato che non vuole entrare in relazione con gli altri si costruisce e si basa unicamente  sulle sue risorse personali, idealizzando l’autonomia che a sua volta rinsalda la rimozione dei bisogni.

Insensibilità

C’è una mancanza di consapevolezza e di espressione dei sentimenti che lo rende freddo, distante, sopprime oltre che la rabbia anche il piacere.

Rinvio dell’azione

Il carattere freddo, apatico, indifferente di questo soggetto non ha nulla a che fare con l’azione che è alimentata da un motore emotivo e implica un mettersi continuamente in gioco e  in discussione. Per la paura che ha  di fare scelte sbagliate alla fine non si muove.

Orientamento cognitivo

Il cinque è un introverso, un  intellettuale curioso che vive la vita più nei libri, che fuori nel mondo, vuole capire come funziona la vita e vuole prepararsi bene perché non si sente pronto ad affrontarla. E’ interessato a catalogare, dividere, organizzare l’esperienza,  ama  in particolare la scienza e la cultura.

Senso di vuoto

La rinuncia ai rapporti con gli altri, il blocco delle azioni, la soppressione di emozioni e sentimenti crea un senso di vuoto che questo carattere riempie con l’attività di pensiero.

Colpa

Il suo ritiro dal mondo degli affetti è dato dalla mancanza di amore nell’infanzia e ha a che fare col suo senso di colpa, insieme a un forte Super Io e a un atteggiamento di disprezzo ostile.

Un Super Io esigente

Questo carattere subisce la presenza di  un forte e distante Super Io  che lo induce al senso di colpa e a pretendere molto da se stesso, inoltre si identifica con il suo sé svalutato.

Negativismo

Questo soggetto trasforma le richieste degli altri e del Super Io in doveri, ribellandosi non esaudisce nessun desiderio.

Ipersensibilità

Sentendosi molto vulnerabile e ipersensibile diventa apatico ed si isola per proteggersi da rapporti dolorosi e frustranti.

3.5.3.               Il punto di vista eziologico e psicodinamico

Sembra che sia mancato un legame profondo e precoce con la madre e come aggravante anche coi fratelli e col padre. In genere la madre può essere stata ingombrante, invadente,  manipolativa  (schizofrenogenica) e ha indotto il bambino a chiudersi in sé, rifugiarsi nella sua vita interiore e a rinunciare all’amore visto che esigeva troppo in cambio. Molto sfiduciato nei confronti degli altri, teme di essere manipolato e non è obbiettivo riguardo i sentimenti degli altri. Questo vuoto che lo pervade va colmato attraverso la capacità di dare e di ricevere amore, vivere la pienezza della vita e i rapporti affettivi non nell’isolamento, nell’avidità che non fanno altro che perpetrare la voragine. (Naranjo,1996)

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