Enneagramma e associazioni col DSM IV

marzo 7th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

DSM-IV-TRCorrelazioni col DSM IV

 di Serena Giovannini

 

5.1.      Carattere Uno e il Disturbo Ossessivo-Compulsivo

 

A livello patologico il carattere uno può sfociare nel disturbo di personalità ossessivo – compulsivo (Naranjo, 1996; Quattrini 2007), riporto la descrizione del quadro clinico del DSM IV:

“Un quadro pervasivo di preoccupazione per l’ordine, perfezionismo, e controllo mentale e interpersonale, a spese di flessibilità, apertura ed efficienza, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:

1)     attenzione per i dettagli, le regole, le liste, l’ordine, l’organizzazione o gli schemi, al punto che va perduto lo scopo principale dell’attività

2)     mostra un perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti (per es., è incapace di completare un progetto perché non risultano soddisfatti i suoi standard oltremodo rigidi)

3)     eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività, fino all’esclusione delle attività di svago e delle amicizie

4)     esageratamente coscienzioso, scrupoloso, inflessibile in tema di moralità, etica o valori(non giustificato dall’appartenenza culturale o religiosa)

5)     è incapace di gettare via oggetti consumati o di nessun valore, anche quando non hanno alcun significato affettivo

6)     è riluttante a delegare compiti o a lavorare con altri, a meno che non si sottomettano esattamente al suo modo di fare le cose

7)     adotta una modalità di spesa improntata all’avarizia, sia per sé che per gli altri; il denaro è visto come qualcosa da accumulare in vista di catastrofi future

8)     manifesta rigidità e testardaggine”

5.2.      Carattere Due e Il Disturbo Istrionico

Il carattere due a livello patologico può sfociare nel Disturbo Istrionico di Personalità (Naranjo, 1996; Quattrini, 2007), descrivo il quadro clinico:

“Un quadro pervasivo di emotività eccessiva e di ricerca di attenzione, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi :

1)     è a disagio in situazioni nelle quali non è al centro dell’attenzione

2)     l’interazione con altri è spesso caratterizzata da comportamento sessualmente seducente o provocante

3)     manifesta un’espressione delle emozioni rapidamente mutevole e superficiale

4)     costantemente utilizza l’aspetto fisico per attirare l’attenzione su di sé

5)     lo stile dell’eloquio è eccessivamente impressionistico e privo di dettagli

6)     mostra autodrammatizzazione, teatralità, ed espressione esagerata delle emozioni

7)     è suggestionabile, cioè, facilmente influenzato dagli altri e dalle circostanze

8)     considera le relazioni più intime di quanto non siano realmente”.

5.3.      Carattere Tre e l’Isteria

L’aspetto patologico del carattere tre manca nel DSM forse perché  questo carattere incarna la personalità media americana, quindi implicitamente apprezzata a livello culturale, forse perché apparentemente sembrano persone tendenzialmente felici e produttive. (Naranjo, 1996)  Naranjo (2009) individua nell’isteria la patologia verso cui è predisposto il carattere tre: può avere disturbi psicosomatici, alterna  un’ emotività controllata e a sprazzi  esplosiva, confonde emozioni “finte” funzionali alla sua passione con emozioni autentiche, ha un intelligenza prettamente pratica. Naranjo nel 2007 cita Otto Kernberg (1976) per differenziare l’isterico (carattere tre) rispetto all’istrionico (carattere due), l’isterico non è così impulsivo e infedele come l’istrionico, ma è caratterizzato dall’immedesimazione in un ruolo nel rappresentare  le emozioni del personaggio prescelto  come se fossero le sue senza rendersi conto di avere emozioni proprie più vere, quindi autoingannandosi e trasmettendo agli altri la sensazione di falsità e superficialità. L’isteria di conversione di cui parla Freud è tipica del carattere tre. (Danesi Elena, 2009)

5.4.      Carattere Quattro e il Disturbo Borderline di Personalità

Questo carattere masochista che si sente schiacciato dai problemi  ed è in richiesta continua  di soccorso, nella patologia può sfociare nei “disturbi borderline di personalità” (Naranjo, 1996), qui descritta:

“Una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore e una marcata impulsività, comparse nella prima età adulta e presenti in vari contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1)     sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono. Nota Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.

2)     un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’ alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione.

3)     alterazione dell’identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili

4)     impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto,quali spendere, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate). Nota Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.

5)     ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidari, o comportamento automutilante.

6)     instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore (per es., episodica intensa  disforia, irritabilità  o ansia, che di solito durano poche ore, e soltanto raramente più di pochi giorni)

7)     sentimenti cronici di vuoto

8)     rabbia immotivata e intensa o difficoltà a controllare la rabbia (per es., frequenti accessi  di ira o rabbia costante, ricorrenti scontri fisici)

9)     ideazione paranoide, o gravi sintomi dissociativi transitori, legati allo stress.”

Grinnker, nel 1968 in The Borderline Syndrome, riporta un’ analisi su un campione di popolazione borderline dalla quale si evincono ulteriori conferme della corrispondenza di questa categoria diagnostica al tipo quattro, inoltre sono emersi nei tre raggruppamenti i tre sottotipi caratteriali. (Naranjo, 1996)

Millon(1981) in Disorder of Personality descrive i borderline  come bisognosi di protezione, di sostegno, impauriti dalla solitudine e dall’abbandono perché incapaci di provvedere a se stessi; evidenzia l’aspetto del “sacrificio di sé”, una maschera di premura e gentilezza   che obbliga gli altri a ricambiare. (Naranjo, 1996)

5.5.      Carattere Cinque e il Disturbo Schizoide di Personalità

Questo carattere è predisposto al Disturbo Schizoide di Personalità, qui descritto:

“A. Una modalità pervasiva di distacco dalle relazioni sociali ed una gamma ristretta di espressioni emotive, in contesti interpersonali, che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:

1)     Non desidera né prova piacere nelle relazioni strette, incluso il far parte di una famiglia

2)     quasi sempre sceglie attività solitarie

3)     dimostra poco o nessun interesse per le esperienze sessuali con un’altra persona

4)     prova piacere in poche o nessuna attività

5)     non ha amici stretti o confidenti, eccetto i parenti di primo grado

6)     sembra indifferente alle lodi o alle critiche degli altri

7)     mostra freddezza emotiva, distacco o affettività appiattita.

B. Non si manifesta esclusivamente durante il decorso della schizofrenia, di un Disturbo dell’Umore con Manifestazioni Psicotiche, di un altro Disturbo Psicotico, o di un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, e non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una condizione medica generale..”

Naranjo (1997) indica che in estremo questa patologia può sfociare nella sindrome catatonica della schizofrenia, fuga dalla realtà, mancanza di rapporti, passività del proprio mondo interiore e del proprio corpo dato in mano agli altri. Millon (1981) parla di personalità passivo – aggressiva che come quella ossessiva soffrono di ambivalenza verso gli altri e verso se stessi, ma a differenza degli ossessivi perfezionisti che rimuovono i conflitti, i passivi – aggressivi non li risolvono e quindi vivono nell’ambivalenza, indecisi tra obbedienza  o diffidenza,  tra passività o azione … (Naranjo, 1997)

5.6.      Carattere Sei e il Disturbo Paranoide di Personalità

Il Disturbo Paranoide di Personalità mostra l’aspetto patologico, qui descritto:

“A. Diffidenza e sospettosità pervasive nei confronti degli altri (tanto che le loro intenzioni vengono interpretate come malevole), che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti,come indicato da quattro (o più) dei seguenti elementi:

1)     sospetta, senza una base sufficiente, di essere sfruttato, danneggiato o ingannato

2)     dubita senza giustificazione della lealtà o affidabilità di amici e colleghi

3)     è riluttante a confidarsi con gli altri a causa di un timore ingiustificato che le informazioni possano essere usate contro di lui

4)     scorge significati nascosti umilianti o minacciosi in rimproveri o altri eventi benevoli

5)     porta costantemente rancore, cioè, non perdona gli insulti, le ingiurie, le offese

6)     percepisce attacchi al proprio ruolo o reputazione non evidenti agli altri, ed è pronto a reagire con rabbia o contrattaccare

7)     sospetta in modo ricorrente, senza giustificazione, della fedeltà del coniuge o del partner sessuale

B. Non si manifesta esclusivamente durante il decorso della Schizofrenia, di un Disturbo dell’Umore con Manifestazioni psicotiche, o di un altro Disturbo Psicotico, e non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una condizione medica generale.

 Il sottotipo sessuale per Millon (1981) è dato da alcuni aspetti del Disturbo Ossessivo Compulsivo e il Paranoide, la differenza sta che tali soggetti non vogliono essere dipendenti dagli altri quindi risultano più autodiretti e introversi. Shapiro (1960) in Stili Nevrotici delinea due tipi di stili: uno più simile al paranoico (DSM), l’altro più simile all’evitante. La personalità evitante nella sua guerra preventiva o nella distanza di sicurezza dagli altri nasconde un emotività profonda: un forte desiderio rimosso di essere visto e accettato, la paura di lasciarsi andare per essere tradito. (Naranjo, 1996)

   5.7.         Carattere sette e il Disturbo Narcisistico di Personalità

Nella patologia può sfociare nel Disturbo Narcisistico di Personalità, in seguito descritto:

“Un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che compare entro la prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1)     ha un senso grandioso di importanza (per es., esagera risultati e talenti, si aspetta di essere notato come superiore senza una adeguata motivazione)

2)     è assorbito da fantasie di illimitati successo, potere, fascino, bellezza, e di amore ideale

3)     crede di essere “speciale” e unico, e di dover frequentare e poter essere capito solo da altre persone (o istituzioni) speciali o di classe elevata

4)     richiede eccessiva ammirazione

5)     ha la sensazione che tutto gli sia dovuto, cioè, la irragionevole aspettativa di trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative

6)     sfruttamento interpersonale, cioè, si approfitta degli altri per i propri scopi

7)     manca di empatia: è incapace di riconoscere o di identificarsi con i sentimenti  e le necessità degli altri

8)     è spesso invidioso degli altri, o crede che gli altri lo invidino

9)     mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi.”

Una descrizione molto simile ne fa Freud (1979) in Tipi Libidici quando parla della tipologia narcisistica. Millon (1981) in Disorder of Personality, descrive la personalità narcisistica  come soggetti sicuri di sé, a proprio agio nelle situazioni sociali, compiaciuti, egocentrici, con un alto concetto di sè senza motivi reali, più o meno consapevolmente tendono a sfruttare gli altri senza ricambiare. Si sentono persone superiori,  speciali, e non lo mettono in discussione, sono fantasiosi, trasformano i fallimenti in successi, si autoesaltano; avendo una percezione distorta della realtà sono spesso  allegri e spensierati e nei momenti down si irritano facilmente, si infastidiscono dalla presenza degli altri e si deprimono sentendosi vuoti o umiliati. Hanno un’ idea di se stessi quasi divina, per cui si creano alibi per sfuggire alle responsabilità e  alle normali esigenze della vita quotidiana, non si interessano del giudizio altrui, infatti, utilizzano strategie e tattiche difensive che appaiono agli altri come una maschera scadente. Shapiro (1996) in stili nevrotici paragona due modalità impulsive di due caratteri: gli impulsivi psicopatici (enneatipo otto) e i passivi narcisistici (enneatipo sette), entrambi cedono nella deliberatezza e nell’intenzione compiono un azione lasciandosi andare agli impulsi senza averla completamente decisa in precedenza. (Naranjo, 1996; 2007)

5.8.      Carattere Otto e il Disturbo Antisociale di Personalità

Nella patologia può sfociare nel Disturbo Antisociale di Personalità, qui descritto:

“ A. Un quadro pervasivo di inosservanza e di violazione dei diritti degli altri, che si manifesta fin dall’età di 15 anni, come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:

1)      incapacità di conformarsi alle norme sociali per ciò che concerne il comportamento legale, come indicato dal ripetersi di condotte suscettibili di arresto

2)      disonestà, come indicato dal mentire, usare falsi nomi, o truffare ripetutamente, per profitto o per piacere personale

3)      impulsività o incapacità di pianificare

4)      irritabilità e aggressività, come indicato da scontri o assalti fisici ripetuti

5)      inosservanza spericolata della sicurezza propria e degli altri

6)      irresponsabilità abituale, come indicato dalla ripetuta incapacità di sostenere una attività lavorativa continuativa, o di far fronte ad obblighi finanziari

7)      mancanza di rimorso, come indicato dall’essere indifferenti o dal razionalizzare dopo avere danneggiato, maltrattato o derubato un altro

B.  L’individuo ha almeno 18 anni

C. Presenza di un Disturbo della Condotta (pag .72) con esordio prima dei 15 anni di età

D. Il comportamento antisociale non si manifesta esclusivamente durante il decorso della Schizofrenia o di un Episodio Maniacale.”

5.9.      Carattere Nove e il Disturbo Depressivo Maggiore

Naranjo (1996) crede che nella patologia il carattere nove possa sfociare nel Disturbo di Personalità Dipendente:

“Una situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accuditi, che determina  comportamento sottomesso e dipendente e timore della separazione, che compare nella prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi:

1)     ha difficoltà a prendere le decisioni quotidiane senza richiedere una eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni

2)     ha bisogno che altri si assumano le responsabilità per la maggior parte dei settori della sua vita

3)     ha difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri per il timore di perdere supporto o approvazione. Nota Non includere timori realistici di punizioni

4)     ha difficoltà ad iniziare progetti o a fare cose autonomamente (per mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità piuttosto che per mancanza di motivazione o di energia)

5)     può giungere a qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento e supporto da altri, fino al punto di offrirsi per compiti spiacevoli

6)     si sente a disagio o indifeso quando è solo per timori esagerati di essere incapace di provvedere a se stesso

7)     quando termina una relazione stretta ,ricerca urgentemente un’altra relazione come fonte di accudimento e supporto

8)     si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato a provvedere a se stesso.”

Millon (1981) in Disorders of Personality afferma che il motore di questo tipo di  personalità è dipendere dagli altri, agire per compiacerli, mettendo in ombra i propri pensieri, desideri, la propria individualità. (Naranjo, 1996). Elena Danesi (2009) notò che il carattere nove è predisposto al Disturbo Depressivo Maggiore, nel quale, in base se ad Episodio singolo o Ricorrente, si trova uno  o più Episodi Depressivi Maggiori, qui descritti:

“A. Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2 settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è costituito da 1) umore depresso o 2) perdita di interesse o piacere.

Nota Non includere sintomi chiaramente dovuti ad una condizione medica generale, o deliri o allucinazioni incongrui all’umore.

1)     Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto (per es., si sente triste e vuoto) o come osservato dagli altri (per es., appare lamentoso). Nota – Nei bambini e negli adolescenti l’umore può essere irritabile

2)     Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno (come riportato dal soggetto o come osservato dagli altri)

3)     Significativa perdita di peso (per es., un cambiamento superiore al 5 % del peso corporeo in un  mese), oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno. Nota Nei bambini, considerare l’incapacità di raggiungere i normali livelli ponderali

4)     Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno

5)     Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (osservabile dagli altri, non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieti o rallentato)

6)     Faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno

7)     Sentimenti di svalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi ogni giorno (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per essere ammalato)

8)     Ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri)

9)     Pensieri ricorrenti di morte(non solo la paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.”

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