Attaccamento disorganizzato, dissociazione e Disturbo Borderline di Personalità

di Anna del Torto

  1. ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO E DISSOCIAZIONE NEL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ

Una storia di abuso, specie durante l’infanzia, sembra rappresentare uno dei maggiori fattori che predispongono una persona a diventare un paziente psichiatrico.”

       JUDITH  HERMAN [1]

Se è vero che non bisogna considerare come causale la relazione tra sviluppo traumatico e disturbi mentali, è altrettanto vero che un’ampia percentuale di coloro che sviluppano un qualsiasi disturbo psichiatrico esso proviene da storie traumatiche dello sviluppo: le stime variano dal 40% al 70% (Weich et al., 2009, cit. in Liotti e Farina, 2011).

Secondo i ricercatori del Neuroscience Institute della Princeton University, stress e trauma sono in assoluto i più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi mentali (Leuner et al., 2010; cit. in Liotti e Farina, 2011).

In altri termini, come affermano Liotti e Farina (2011), stati mentali riferibili a storie di sviluppo traumatico e a sintomi dissociativi possono essere presenti in maniera variabile in quasi tutti i disturbi del DSM-IV-TR (APA, 2000).

Tra tutti i disturbi il Disturbo Borderline di Personalità è quello che maggiormente risponde, da un punto di vista eziopatogenetico, alla relazione tra sviluppo traumatico derivante da un attaccamento disorganizzato e i successivi sintomi dissociativi (Liotti e Farina, 2011).

Il Disturbo Borderline di Personalità è stato a lungo studiato sia in riferimento allo sviluppo traumatico, quale l’esperienza di un attaccamento disorganizzato, sia dal punto di vista della sua associazione allo spettro di disturbi traumatico-dissociativi (Liotti e Farina, 2011).


[1] J. Herman (1992), Guarire dal trauma, tr. it. MaGi, Roma 2005, p. 28; cit. in Liotti, Farina, 2011, p. 123.

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