Gli stili di attaccamento sono meccanismi innati?

novembre 15th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

stile attaccamentoIn generale né gli approcci genetici né le teorie basate sul contesto hanno portato a una completa comprensione dell’eziologia della grande maggioranza dei disturbi psichiatrici. Tra natura e cultura esistono una serie di interazioni delicate e complesse. Ad esempio, alcuni studi condotti su disturbi ereditari in gemelli monozigoti mostrano che sono rari i casi in cui si riscontri una completa sovrapposizione. È dunque ragionevole pensare che se i fattori genetici possono portare a una predisposizione o a una vulnerabilità rispetto a un determinato problema psicologico, gli aspetti ambientali non sono da sottovalutare, anche essi possono giocare un ruolo fondamentale nel determinare il modo in cui i sintomi di una malattia possano verificarsi.

Gli studi di Gillath, Shaver, Baek e Chun (2008) si sono occupati di investigare i fattori genetici dello stile di attaccamento negli adulti. La teoria dell’attaccamento cerca di spiegare gli effetti dell’esperienza sociale sullo sviluppo della personalità e fa meno attenzione invece ai correlati genetici. La maggior parte degli studi sull’insicurezza dell’attaccamento enfatizza l’esperienza sociale più dei geni. In questo studio, i ricercatori analizzano le associazioni tra attaccamento insicuro e specifici polimorfismi genetici. In particolare, i ricercatori hanno trovato che:

  • 1)           l’attaccamento ansioso è associato al polimorfismo del gene recettore della dopamina DRD2;
  • 2)           l’attaccamento evitante è associato al polimorfismo del gene recettore della serotonina 5HT2A;
  • 3)           il polimorfismo del recettore dell’ossitocina OXTR non è associato all’insicurezza dell’attaccamento. Tali studi suggeriscono che è possibile riscontrare dei fattori genetici alla base dello sviluppo dei vari stili di attaccamento, sebbene queste rimangano spiegazioni parziali, gli autori concludono che probabilmente il resto della percentuale di influenza può essere spiegata da altri geni o dall’esperienza sociale.

Di recente, i teorici hanno iniziato a studiare la natura dell’amore. Gli psicologi evoluzionisti hanno sottolineato spesso la natura pan-culturale dell’amore passionale. Gli storici e gli antropologi hanno invece fatto il contrario, infatti, nel tempo l’atteggiamento delle persone verso l’amore, il sesso e l’intimità è variato di molto.

I ricercatori dell’ipotesi cross-culturale affermano che anche oggi, nelle diverse società, le persone differiscono significativamente riguardo i loro atteggiamenti nei confronti delle relazioni d’amore. Nello studio di Doherty, Hatfield, Thompson & Choo (2005) è stato selezionato un campione composto di 124 uomini e 184 donne di diverse appartenenze etniche per studiare i costrutti di passionate love e companionately love. I quattro gruppi differivano, come previsto, nel loro atteggiamento generale nei confronti della vita. Gli americani e gli europei sono risultati più individualisti, i Giapponesi Americani e coloro che provenivano dalle isole del Pacifico erano una via di mezzo tra individualismo e collettivismo, mentre i Cinesi Americani erano i più collettivisti.

Il tema dell’ereditabilità dello stile di attaccamento è dunque un tema dibattuto. In una ricerca di Brussoni, Jang, Livesley & Macbeth (2005) è stato studiato un campione di 220 coppie di gemelli adulti (116 gemelli monozigoti, 104 dizigoti). Questi ricercatori hanno studiato l’attaccamento tramite il Relationship Scales Questionnaire (RSQ). Gli effetti genetici hanno spiegato rispettivamente il 37%, il 43% e il 25% della varianza dello stile di attaccamento sicuro, ansioso e preoccupato negli stili di attaccamento adulto, ma nessuno di questi ha spiegato la varianza nello stile evitante. Invece i fattori di influenza ambientali hanno spiegato in tutti i casi la maggior parte della varianza per tutti gli stili, il 63% per lo stile sicuro, il 57% per lo stile ansioso, il 7% per lo stile preoccupato e il 71% per lo stile evitante.

 

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