Microespressioni di rabbia secondo il FACS di Ekman (Facial Action Coding System

novembre 25th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Persuasione | Psicologia Clinica | Psicologia del Lavoro | Relazioni Interpersonali | Tecniche di Comunicazione

occhio rabbia di Roberto Desiderio

L’espressione di rabbia attraverso il Facial Action Coding System

Come specificato precedentemente, il Facial Action Coding System (F.A.C.S.) è uno strumento di codifica delle espressioni facciali sviluppato da Ekman. Secondo l’autore, ad ogni muscolo del volto corrisponde una specifica Action Unit (AU) e, attraverso la loro combinazione, è possibile codificare le varie emozioni che appaiono nel volto. Ad ogni emozione, infatti, corrisponde un gruppo di AU più o meno uguali in ogni essere umano, indipendentemente dalla razza, dalla cultura, dal genere e da molte altre variabili[1]. Con questi studi, Ekman riprende le idee sviluppate da Darwin e conferma la sua ipotesi sull’universalità delle espressioni emotive.

Per quanto riguarda la rabbia, le aree del viso su cui fare riferimento per una corretta codifica sono le sopracciglia, gli occhi (e le palpebre) e la bocca.[2]

Le sopraccigliacomunicazione non verbale di rabbia

Nella mimica della rabbia, le sopracciglia risultano abbassate e ravvicinate. Il ravvicinamento degli angoli interni di solito produce delle rughe verticali tra le sopracciglia. Questo aggrottamento di solito è accompagnato da segni di rabbia negli occhi e nella bocca, anche se a volte il resto del viso può rimanere neutro e, in questi casi, non necessariamente è indice di rabbia.

Gli occhi e le palpebrecomunicazione non verbale di rabbia

Nella mimica della rabbia le palpebre sono tese e gli occhi sembrano fissare in maniera dura o penetrante. Questo aspetto, è impossibile senza l’intervento delle sopracciglia, perché è proprio il loro aggrottamento a causare il rimpicciolimento della parte alta dell’occhio, spingendo in basso la palpebra superiore.

La tensione e il sollevamento della palpebra inferiore, invece, possono presentarsi anche da soli, ma in quel caso il significato è ambiguo; potrebbe indicare lieve irritazione, oppure una rabbia mascherata, ma anche la difficoltà di mettere a fuoco lo sguardo.

La boccacomunicazione non verbale di rabbia

Ci sono due tipi base di bocca nell’espressione di rabbia. Nella prima tipologia (A), le labbra sono serrate ad indicare il passaggio all’azione per aggredire fisicamente l’altro, oppure lo sforzo di controllare l’espressione vocale di rabbia. Nella seconda tipologia (B), invece, la bocca è aperta e squadrata ed è osservabile mentre si grida o si esprime rabbia a parole.

Tipicamente questi due aspetti della bocca sono accompagnati dall’espressione irata degli occhi e delle sopracciglia, ma possono presentarsi anche da soli. Il messaggio in questo caso è ambiguo, come quello inviato solo dalle sopracciglia aggrottate o dalle palpebre tese: la bocca da sola può indicare lieve irritazione, rabbia controllata o sforzo fisico (per esempio sollevare un oggetto pesante); quella aperta può apparire, invece, quando si grida non per rabbia (per esempio allo stadio) o si emettono certi suoni.

Mimiche incompletecomunicazione non verbale di rabbia

Al fine di una corretta interpretazione dell’espressione della rabbia, è necessaria la modificazione di tutte e tre le aree del viso sopraelencate. La presenza di una o due di queste aree (ad esempio sopracciglia e palpebre o bocca e palpebre), non garantisce il riconoscimento dello stato emotivo in quanto il significato potrebbe risultare ambiguo. In questo la rabbia differisce notevolmente dall’espressione delle altre emozioni, come la paura, la sorpresa, la felicità, ecc, nelle quali l’azione di due di queste aree può far riconoscere con certezza la determinata emozione.

L’ambiguità della mimica della rabbia quando non si estende all’intera faccia, in cui si nota un aspetto leggermente diverso nelle palpebre.

L’occhio appare sporgente e la palpebra inferiore tesa; se ciò è accompagnato solo dall’abbassamento delle sopracciglia, il messaggio risulta ambiguo (rabbia controllata, concentrazione), ma aggiungendo una lieve tensione nella parte basse del volto, l’espressone perde ogni ambiguità. Questo soprattutto quando c’è una lieve tensione del labbro superiore e degli angoli della bocca, protrusione del labbro inferiore e una leggera dilatazione delle narici. Questo aspetto è molto importante in quanto dimostra che non c’è bisogno di segnali estremi di rabbia al fine del suo riconoscimento; è necessaria, invece, la loro presenza in ogni area del volto al fine di poter indicare, in maniera non ambigua, la presenza dell’emozione.

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[1] In merito a ciò, si veda Ekman P. e Friesen W.(1971), Constants across cultures in the faces of emotions in cui vengono effettuati degli studi transculturali sulle espressione delle emozioni primarie tra gli indigeni Fore in Nuova Guinea.

[2] Non verranno trattate le singole Action Unit in quanto richiederebbero una vasta quantità di informazioni che vanno ben oltre la brevità di questo elaborato e ciò potrebbe risultare dispersivo. Per un ulteriore approfondimento si veda Ekman P. – Friezen W. V. (1978), Manual for Facial Action Coding System, Consulting Psychologist Press, Palo Alto.

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