Le cause della dipendenza affettiva e dell’amore romantico

novembre 28th, 2013 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica | Relazioni Interpersonali

amore romantico dipendenza affettivaIl processo di generazione della dipendenza affettiva può spiegarsi tramite meccanismi di ricompensa emozionali e di motivazione. Tali meccanismi sono stati studiati anche nell’ambito delle prime fasi dell’amore romantico intenso (ad es., Aron, et al. 2005). In questa ricerca è stato scoperto che le primi fasi del forte innamoramento possono indurre euforia. Tale meccanismo  cross-culturale è stato osservato in diverse culture e può essere considerato un meccanismo comune a tutti i mammiferi, meccanismo che li porta a scegliere in qualche modo un compagno preferito.

Un gruppo di antropologi (Jankowiak & Fischer, 1992) hanno studiato 166 società contemporanee e hanno riscontrato che la dipendenza affettiva si verifica in 147 casi, nei restanti 19  sono state formulate analisi metodologicamente inappropriate e in ogni caso non è stata mai trovata alcuna evidenza negativa. Sono numerosi gli studi che associano, in particolare nei primi stadi, una serie di alterazioni fisiologiche, psicologiche e comportamentali (Fisher, 1998; Gonzaga et al., 2001; Harris e Christenfeld, 1996; Hatfield & Sprecher, 1986; Hatfield et al., 1988; Shaver et al., 1987). Questi meccanismi sono rappresentati da aspetti emozionali legati all’euforia, all’attenzione focalizzata verso la persona per cui si prova innamoramento e al pensiero ossessivo. Tale meccanismo, secondo Aron e collaboratori (2005) è alla base della dipendenza affettiva e della crisi di astinenza legata all’unione con la persona amata. Tennov, 1979 ha coniato il termine “limerence” per parlare di questo stato.

Aron e collaboratori (2005), per poter identificare quali fossero i meccanismi neurofisiologici dell’attaccamento al partner hanno effettuato delle risonanze magnetico funzionali su diciassette persone fortemente innamorate. La scelta di utilizzare questo strumento è stata effettuata basandosi su alcune ricerche precedenti. In particolare l’amore romantico dovrebbe riguardare le aree subcorticali che mediano la ricompensa, come il nucleo accumbens, il ventrale striato, l’area tegmentale ventrale (Esposito et al., 1984; Hollerman, et al. 2000; McBride, et al. 1999; Porrino et al. 1984; Robbins and Everitt 1996; Schultz, 2000; Wise & Hoffman, 1992).

Scrivono Aron e collaboratori (2005; p. 327), in riferimento alla relazione tra forte innamoramento e meccanismi di dipendenza che “l’amore romantico attivi meccanismi simili a quelli che si attivano nel processo di ricompensa associata all’uso di cocaina, si tratta di forte euforia, energia eccessiva, mancanza di sonno, perdita dell’appetito (Fisher, 1998)”. Sono numerosi gli studi che mostrano che l’iniezione di cocaina attivi il VTA (area ventrale tegmentale) (David et al., 2004; Kalivas, Duffy, 1998; McBride et al. 1999; Wise & Hoffman, 1992 (Breite et al. 2001; Delgado et al. 2000; Elliott et al. 2000,2003 2004; Knutson et al. 2001).

Meccanismi simili sono stati identificati nella ricompensa da cibo, associato alla cioccolata. L’attivazioni di aree come l’area ventrale tegmentale (VTA) e la regione sub callosa portano alla riduzione dell’attività metabolica e al desiderio di ulteriore cioccolata. Altri dati (Fisher, 1998), hanno trovato che aree della ricompensa come la dopamina sono regolate da importanti neurotrasmettitori associati all’amore romantico.

La seconda ipotesi, riguardante i sistemi neurali coinvolti nelle prime fasi dell’amore romantico era basata sul nucleo caudato anteriore. Il caudato gioca un ruolo importante nel riconoscimento della ricompensa e nelle aspettative, nella rappresentazione dei risultati e nell’integrazione dei sistemi sensoriali di input che preparano all’azione. Sebbene alcune persone abbiano considerato l’amore romantico come un’emozione, non c’è una grande evidenza su questa ipotesi, infatti, l’amore romantico, non si associa ad alcuna espressione facciale ed è specifica per un certo tipo di ricompensa. Dal punto di vista di Aron e collaboratori (Aron & Aron, 1991; Aron et al. 1995) l’amore romantico è uno stato diretto a un obiettivo (e così si spiegherebbe il coinvolgimento di nucleo caudato inferiore) che porta successivamente allo sviluppo di determinate emozioni.

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Il campione era costituito da 17 persone, 10 femmine e 7 maschi. I partecipanti alternavano la visione di una fotografia della persona amata a una fotografia di un familiare. In questo modo era possibile osservare delle differenze tra due diversi tipi di legame. Per poter verificare il livello di legame affettivo e di amore romantico sono stati somministrati due questionari:

1) Passionate Love Scale (PLS; Hatfield, 1986). Un esempio di item era “Io voglio ____ fisicamente, emotivamente e mentalmente”; “A volte non riesco a controllare i miei pensieri, sono focalizzati ossessivamente su _____”. Le misure di coerenza interna tramite Alpha di Cronbach sono soddisfacenti, alpha = .81. Sono dunque misure che superano i criteri definiti da Nunnally (1970), psicometrista che definisce come soddisfacente un valore alpha = .70.

2) Affect Intensity measure (AIM; Larsen et al. 1987). Un esempio di item era “Sono spesso troppo entusiasta”; “I film tristi mi toccano profondamente”. Anche in questo caso la misura di coerenza interna era pienamente soddisfacente (alpha = .85).

Successivamente, tali misure sono state correlate con aspetti come il genere, la durata della relazione o altri questionari per poter verificare la validità concorrente di tali strumenti.

Sono state riscontrate delle attivazioni nelle aree ricche di dopamina, associate alla ricompensa e alla motivazione. Tali aree sono l’area tegmentale ventrale destra e il corpo postero-dorsale destro, il nucleo caudato mediale. È stata inoltre riscontrata un’attivazione dell’area tegmentale ventrale sinistra, il livello di attivazione di tale area era correlata con i punteggi ai questionari di attrattività del volto della persona.

L’attivazione del caudato intermediale destro era correlato positivamente con i punteggi ottenuti al questionario che ha quantificato l’intensità della passione romantica. I risultati suggeriscono che l’amore romantico faccia riferimento alle aree di ricompensa sottocorticali e ai sistemi di motivazione, le regioni corticali limbiche processano i fattori emotivi individuali. In qualche modo è possibile osservare che c’è un certo livello di eterogeneità nelle funzioni di ricompensa nelle varie aree del cervello. Le variazioni di attivazioni nei sistemi di ricompensa sembrano essere legati a fattori affettivi (il grado di intensità self-report del livello di affettività, e il grado di attrattività fisica del volto).

Nello studio di Aron et al. (2005) si può osservare una correlazione lineare positiva tra l’attivazione del corpo caudato anteromediale e la Passionate love Scale (Hatfield, 1986). Tale correlazione è moderata, positiva e significativa (p = 0.01). Tale risultato indica che, tendenzialmente, maggiore sarà il livello di attivazione del corpo caudato anteromediale, maggiore sarà il livello di amore passionale. Vi è inoltre una correlazione lineare positiva tra la differenza di attrattività del volto della persona amata rispetto a un volto neutro. Quando tale differenza era positiva, si è verificata una correlazione positiva e significativa tra l’attrattività del volto della persona amata e l’attivazione dell’area ventrale-tegmentale.

Complessivamente possiamo osservare che i circuiti rilevanti per l’amore romantico e materno sono il cingolato anteriore, l’insula mediale, lo striato e l’area ventrale tegmentale . Sembra che sia l’amore romantico sia quello materno per esempio siano meditai dal cingolato anteriore, dall’insula mediale e dal nucleo caudato (Bartels et al., 2004). Nelle relazioni a lungo termine, invece sono coinvolte la corteccia insulare e il cingolato anteriore (Bartels et al., 2005). Mentre c’è una disattivazione durante l’attaccamento e l’amore che riguarda la corteccia frontale, parietale, temporale e l’amigdala.

Le fibre dopaminergiche che hanno origine nell’area ventrale tegmentale e la dopamina hanno un ruolo centrale sia negli stati di attaccamento, sia nei processi di ricompensa. La serotonina e la norepinefrina giocano un ruolo nei processi cognitivi affettivi significativi. I neuro peptidi prosociali come l’ossitocina e la vasopressina possono facilitare il rilascio di dopamina nei centri di ricompensa, e rafforza la memoria, in modo tale da rafforzare i legami sociali con particolari individui.

Da un punto di vista genetico alcuni sistemi di monamine e vasopressine possono contribuire nel determinare significative differenze nel comportamento riproduttivo (Prischard et al., 2007), di legame col partner (Walum et al., 2008; Emanuele et al., 2007).

 

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