L’attività del cervello in amore romantico e dipendenza da sostanze è simile

febbraio 5th, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

L’esperienza del rifiuto d’amore e la dipendenza da sostanze sono simili

Il rifiuto sentimentale, i comportamenti ossessivi e la dipendenza affettiva

Il rifiuto in amore è un fenomeno comune che causa stress nella maggior parte degli individui, è un fenomeno che può essere considerato universale ed è stato studiato anche dal punto di vista antropologico da Jankowiak & Fisher (1998). Questi autori hanno riscontrato tale fenomeno analizzando anche la letteratura (poesia, canzoni, storie, miti e leggende) di diverse culture come quella Sumera, Greca, Romana, Araba, Azteca, Giapponese, Cinese, Indiana, Polinesiana etc.

Uno studio condotto da Baumeister et al. (1993) ha rilevato che l’esperienza del rifiuto e dell’allontanamento sentimentale è  molto diffusa.

In un’ indagine condotta tra gli studenti di college americani, nel 93% dei casi sia i maschi che le femmine hanno riportato di essere stati rifiutati da qualcuno di cui erano fortemente innamorati, il 95% ha detto di aver rifiutato qualcuno che era fortemente innamorato di loro. Tale comportamento può portare anche ad esiti come il suicidio e l’omicidio (Wilson & Daly, 1992). Occorrerebbe tuttavia effettuare studi paralleli in diverse nazioni per poter stimare se anche la pervasività di tale fenomeno sia comune e cross-culturale o che si riscontra solo in alcune situazioni. Sebbene sia risaputo che iniziare una relazione e l’espressione dell’amore romantico possa essere influenzato in maniera notevole dalle influenze culturali (Aron et al., 2006) gli studi basati sull’fMRI hanno l’obiettivo di identificare i correlati neurobiologici che si presuppone siano biologicamente determinati.

Oltre alle differenze culturali occorre valutare le differenze individuali delle modalità in cui si può esprimere l’amore. Spesso tali differenze individuali possono essere studiate tramite l’analisi degli stili di attaccamento che una persona ha sviluppato, oppure tramite l’analisi dei tipi di relazione (Hendricks & Hendricks, 2003).

Alcuni psicologi considerano l’amore romantico come una specie di dipendenza costruttiva quando l’amore è ricambiato, ma può essere considerata una forma distruttiva quando l’amore non è ricambiato. Sebbene i processi di legame al partner e  i processi di scelta del compagno siano stati studiati a lungo, sono minori gli studi sistematici sui processi che si verificano quando l’amore non è ricambiato o quando comunque c’è un rifiuto o un allontanamento dal partner. Solitamente il rifiuto elicita reazioni di protesta e disperazione nella persona rifiutata (Lewis et al., 2000).

Durante la fase di protesta la persona rifiutata cerca di ritornare ossessivamente con la persona amata, mentre la fase di disperazione entra in gioco quando la persona si arrende.

Nello studio di Fisher e collaboratori (2010) sono state formulate quattro ipotesi diverse. La prima previsione riguarda il sistema sottocorticale che media la motivazione e la ricompensa, in particolare l’area tegmentale ventrale (VTA), in quanto gli studi di Bartels & Zeki (2004) hanno indicato che tali aree sono legate ai sentimenti di amore romantico, e come riferiscono Hatfield & Rapson (1996) le avversità alla relazione tendono ad attivare le aree legate a tali sentimenti.

La seconda ipotesi prevede che il rifiuto romantico attivi le aree sottocorticali e corticali tipiche della dipendenza da sostanze stupefacenti, e in particolare si ipotizza che si attivi il nucleo accumbens e la corteccia prefrontale indicazione comune  a tutti gli studi che associano l’amore alla dipendenza (Frascella et al., 2010).

La terza ipotesi  riguarda la previsione di attivazione delle aree del cervello attivate quando si perde o si guadagna qualcosa e i sistemi di regolazione delle emozioni (Wager et al., 2008). La quarta e ultima ipotesi riguarda l’attivazione delle regioni del cervello associate al sistema nervoso autonomo come la corteccia insulare, in quanto si ipotizza che le persone rifiutate rispondano con un’intensa attivazione emotiva.

Se l’amore romantico è un fattore che può essere incluso nel sistema biologico associato alla ricompensa e alla riproduzione, si può comprendere che esso possa avere caratteristiche simili a quelle della dipendenza, e si capisce anche che per motivi evoluzionistici la perdita della relazione possa portare ad esiti devastanti.

Lo studio di questo fenomeno può inoltre permettere di capire meglio i costi psicologici, sociali, riproduttivi e le conseguenze mediche del rifiuto d’amore.

Nello studio di Fisher et al. (2010) per identificare i sistemi neurali associate allo stato di perdita è stata effettuato un’osservazione mediante risonanza magnetica funzionale (fMRI) su un campione di 10 donne e 5 uomini. Criterio di inclusione nel campione era quello di essere innamorati di una persona nonostante fosse avvenuto un rifiuto dal partner desiderato. Similmente agli studi solitamente affrontati per indagare tramite fMRI la relazione d’affetto i partecipanti dovevano vedere la fotografia della persona che li aveva rifiutati, successivamente vedevano la foto di un familiare interrotte da un compito di attenzione, che fungeva da distrattore. Le risposte ottenute dai soggetti rispetto alla persona che aveva rifiutato sono state molto diverse tra loro, alcune reazioni sono state: l’amore, la disperazione, la rievocazione di ricordi positivi e negativi etc.

Le attivazioni, come previsto dalle ipotesi formulate, hanno riguardato l’area tegmentale ventrale (VTA) in maniera bilaterale, lo striato ventrale (nucleo accumbens), la corteccia mediale e laterale orbito frontale e prefrontale e il giro cingolato. Se confrontiamo tali dati con le persone che sono solo innamorate e non hanno subito un rifiuto e le attivazioni dell’area tegmentale ventrale (VTA) si può affermare che il sistema di ricompensa mesolimbico riguarda tanto la passione romantica felice quanto quella non ricambiata.

Le attivazioni del prosencefalo, che hanno un ruolo motivazionale di guadagno e perdita, il desiderio della cocaina, la dipendenza e la regolazione delle emozioni suggeriscono che i sistemi di ordine superiore all’esperienza e all’apprendimento possono mediare tale reazione al rifiuto. L’attivazione delle aree coinvolte nella dipendenza da cocaina possono aiutare  a spiegare i comportamenti ossessivi associati al rifiuto nell’amore.

 cervello-dipendenza

 Immagine – Tratto da Fisher et al. (2010).

Nell’immagine a sinistra sono rappresentate alcune attivazioni dello studio di Fisher e collaboratori (2010). Nell’immagine A la freccia a destra rappresenta l’area tegmentale ventrale (VTA). Tale area si attiva anche nelle persone che sono felicemente innamorate. La freccia centrale riguarda le attivazioni che includono il nucleo accumbens e il pallido ventrale. La croce rappresenta lo stesso punto nelle proiezioni A, B e C. La corteccia prefrontale ventrolaterale è mostrata nella freccia più a sinistra, tale area media la regolazione delle emozioni. Nell’immagine B c’è la vista coronale, il nucleo accumbens è indicato dalla freccia centrale. Nell’immagine C c’è la vista sagittale, l’accumbens e il ventrale pallido sono indicati rispettivamente dalla freccia destra e la croce. Nell’immagine D c’è la vista coronale, il nucleo accumbens destro è nella freccia a sinistra, l’attivazione del putamen ventrale sinistro è indicato dalla freccia a destra. Nell’immagine E c’è la vista assiale, la croce rappresenta la regione media orbito frontale in E e in F. La freccia sinistra indica l’insula anteriore destra e il solco ventrale laterale sinistra è segnato dalla freccia destra. Nell’immagine F la corteccia orbito frontale media sinistra è indicata dalla freccia,  la corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra è indicata dalla freccia destra e il cingolato anteriore dalla freccia sinistra. Nell’immagine G la corteccia dell’insula sinistra è indicata dalla freccia destra e il giro frontale medio è dalla freccia sinistra. Nell’immagine H la freccia indica la corteccia prefrontale media. Il colore rappresentati nella scala indica i valori t-test per ogni valore.

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