Comunicazione non verbale in selezione del personale: gestualità e ricerche

aprile 2nd, 2014 | Posted by Igor Vitale in Linguaggio del Corpo | Psicologia del Lavoro

L’influenza della comunicazione non verbale nella selezione del personali

Comunicazione non verbale nel mondo del lavoro

Valeria Bafera

comunicazione-non-verbale-lavoroIl presente capitolo rappresenta il focus della nostra indagine sui colloqui di selezione. Abbiamo visto come attraverso il colloquio si ottengono numerose informazioni, tra cui quelle relative alle capacità comunicative e relazionali dei candidati. Per questa ragione, durante lo svolgimento, l’attenzione del selezionatore sarà tesa non soltanto allo scambio comunicativo contenutistico, per capire “cosa dice” la persona da esaminare, ma anche agli aspetti non verbali che ne caratterizzano il contenuto, comprendere il “come lo dice”; questi aspetti, come più volte accennato, rappresentano una preziosissima fonte d’informazione sul candidato, in quanto permettono di percepire meglio il modo in cui viene detta una cosa, come si pone, come interagisce (Cocozza, 2006).

Nella tecnica del colloquio diviene importante imparare a riconoscere i messaggi fra le righe, cercando di scindere il vissuto dal dichiarato dei candidati nei processi selettivi. Non sempre le persone pensano ciò che dicono o affermano realmente ciò che pensano; d’altra parte, come accennato, esistono dei meccanismi di difesa più o meno coscienti attivati dai candidati, orientati a fornire immagini di sé fuorvianti o discordanti dai fatti (Gandolfi, 2003).

La comunicazione non verbale rappresenta una componente essenziale dei rapporti interpersonali e,pertanto, ignorarla comporterebbe l’incapacità di cogliere gli indizi che gli altri ci offrono. Tutto ciò che talvolta viene mostrato, è un’affettazione involontaria che sottrae valore a quanto viene affermato, rendendo contraddittorio il messaggio per l’interlocutore. (Borg, 2008). Sarà, quindi, utile per il selezionatore prestare attenzione a certi segnali non verbali, in modo da poter evidenziare le discrepanze tra i messaggi verbali e quelli non verbali e avere ulteriori indicazioni ai fini di una corretta valutazione.

Inoltre, la comunicazione non verbale tra chi seleziona e il candidato, è un processo fondamentale al fine di ottenere successo all’interno del colloquio: un intervistato può considerare vincente un colloquio qualora abbia fatto un’impressione positiva sull’intervistatore; d’altra parte, quest’ultimo può guardare con successo all’intervista qualora abbia ottenuto l’informazione necessaria per prendere una decisione.

Ebbene, infatti, ricordare che i comportamenti degli intervistatori possono influenzare i comportamenti non verbali dell’intervistato: se chi intervista mostra continuamente soddisfazione e approvazione nei confronti dell’intervistato attraverso l’uso di indizi non verbali (quali il sorriso, cenni del capo, contatto visivo, gestualità), favorisce l’emergere di comportamenti non verbali positivi da parte del candidato, poiché si sente a proprio agio e più stimolato a fornire maggiori dettagli. Viceversa, gli intervistatori che mostrano disapprovazione scuotendo la testa, diminuendo il contatto visivo e la gestualità, rendono il candidato più teso e meno sicuro, portandolo a mettere in atto comportamenti non verbali meno positivi che di conseguenza ne influenzeranno l’esito finale (Keenan, 1976)).

Eppure, nonostante la comunicazione non verbale risulti importante in contesti professionali come i colloqui di selezione, rappresenta un ambito poco studiato nei contesti lavorativi reali. Esplorando la letteratura a riguardo, infatti, emerge che la maggior parte delle indagini sono state effettuate in laboratori con materiale videoregistrato o simulazioni e, per quanto efficienti, pongono sempre un controllo delle variabili da esaminare, manipolandone gli effetti.

In questo capitolo verranno presentati alcuni studi che hanno focalizzato l’attenzione proprio sugli aspetti non verbali che influenzano il processo di formazione delle valutazioni dei candidati da selezionare, evidenziando eventuali correlazioni e specificando gli indizi non verbali che sono comunemente associati ad una comunicazione vincente nei colloqui di selezione. Dal punto di vista metodologico gli autori si sono avvalsi principalmente di un disegno di ricerca di tipo correlazionale al fine di verificare e misurare, attraverso l’analisi del coefficiente di correlazione, il grado di associazione tra le variabili prese in esame (in maggioranza scale metriche delle trasformazioni artificiose dei gradi di accordo o disaccordo in un ordinamento gerarchico, per esempio la scala Likert).

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