Disturbi specifici dell’apprendimento e comorbilità: ADHD, disturbo della condotta, ansia, depressione

giugno 14th, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

E000002Le emozioni e i DSA: comorbilità psicopatologica. Abbiamo visto nel grafico precedente, come in un quadro di disturbo specifico di apprendimento, possano associarsi disturbi psicopatologici. Sono state eseguite molteplici ricerche in questi anni, che hanno dimostrato che nel 50% dei DSA è presente una concomitanza o comorbilità tra disturbo specifico dell’apprendimento e disturbi psicopatologici (DSM-IV). Ciò accade in conseguenza al disturbo di apprendimento soprattutto quando la diagnosi arriva tardivamente, in quanto la frustrazione di questi bambini spesso è determinata dalla loro incapacità di soddisfare le aspettative dei loro genitori e degli insegnanti che vedono un bambino intelligente ed entusiasta che però non riesce ad imparare a leggere e scrivere.

Molteplici sono i fattori che portano il bambino DSA allo sviluppo dei sopracitati disturbi come il sottoporlo a molto stress tramite una didattica inappropriata, sottoporlo a molti fallimenti in un contesto in cui dovrebbe riuscire a trovare gratificazione, ma che invece risulta umiliante e frustrante, mettere il bambino nella condizione di essere sottoposto ad un giudizio negativo da parte della classe, mostrare disinteresse per le sue difficoltà, non dargli l’opportunità di mostrare i suoi ambiti di successo. Molti dei problemi emotivi causati dai disturbi specifici dell’apprendimento, derivano dalla frustrazione sperimentata a scuola o nelle situazioni sociali. Questi soggetti sono portati a produrre innumerevoli insuccessi scolastici, e da qui possono nascere disturbi psicopatologici, che possono essere distinti in

È probabile che nel bambino si manifestino o peggiorino tensione, mal di testa, predisposizione al disimpegno mentale, sensazioni di ansia, incontrollabilità e impotenza, un senso di frustrazione, di avvilimento, demoralizzazione, bassa autostima, una tensione con gli adulti (insegnanti e/o genitori che si occupano dei compiti), un atteggiamento rinunciatario ed evitante lo sforzo mentale, con progressivo ritiro dell’investimento motivazionale sullo studio, facile distraibilità, bassa autoregolazione e carente adesione alle regole. Un aspetto molto importante da prendere in considerazione è l’immagine di sé che un soggetto DSA si crea.

Secondo Erik Erikson, durante i primi anni di scuola ogni bambino deve risolvere i conflitti tra un’immagine di sé positiva e i sentimenti di inferiorità. Se i bambini riescono a scuola, essi svilupperanno sentimenti positivi su se stessi e penseranno di riuscire nella vita. Se i bambini vanno incontro a insuccessi e frustrazioni, essi si fanno l’idea di essere inferiori agli altri e che i loro sforzi facciano poca differenza. Invece di sentirsi adeguati e produttivi, essi apprendono che è l’ambiente a determinare la loro vita. Essi si sentono inadeguati e incompetenti. I ricercatori hanno scoperto che quando gli individui riescono nell’apprendimento, attribuiscono il successo ai loro sforzi; quando falliscono, ci riprovano con maggiore energia. Tuttavia, non è così per un DSA: quando riesce, probabilmente attribuisce il proprio successo alla fortuna; quando fallisce, semplicemente si considera un incapace. La ricerca ha anche evidenziato che questi sentimenti di inferiorità, si stabilizzano attorno ai dieci anni. Dopo questa età diventa estremamente difficile aiutare il bambino a sviluppare un’immagine positiva di sé.

di Fortuna Esposito

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