Come funziona l’apprendimento in età adulta

agosto 4th, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia del Lavoro

formazione-adultiL’apprendimento in età adulta

Il termine apprendimento fa riferimento al “processo che permette l’acquisizione di comportamenti, conoscenze, abilità e atteggiamenti” (Boyd, 1980, p. 101), consentendo agli individui un miglior adattamento personale, professionale e sociale. Contribuendo a fondare il tema dell’apprendimento in età adulta, Knowles si è concentrato sulla specie trascurata (1973, p. 45) del discente adulto e ha proposto un approccio di tipo andragogico radicalmente differente da quello con cui viene descritto l’apprendimento nell’età dello sviluppo. Secondo Knowles gli adulti:

  • Sono disponibili ad apprendere se ciò consente loro di far fronte efficacemente alle sfide della vita reale, per cui il formatore deve aiutare i discenti a prendere coscienza delle applicazioni di ciò che si trovano ad imparare;
  • Sono diversi gli uni dagli altri, per cui le strategie d’insegnamento vanno differenziate in funzione delle loro caratteristiche;
  • Si ritengono responsabili delle loro decisioni, per cui vanno trattati come persone capaci di gestirsi in modo autonomo;
  • Hanno un’esperienza, per cui sono essi stessi risorse per il proprio e altrui apprendimento.

E’ poi Kolb a sviluppare ulteriormente il tema dell’apprendimento dall’esperienza. A suo parere “l’apprendimento è il processo per cui la conoscenza è creata attraverso la trasformazione dell’esperienza” (1984, p. 38) mediante un ciclo suddiviso in quattro stadi: l’esperienza concreta (ovvero coinvolgersi in un attività), l’osservazione riflessiva (pensare a cosa si è fatto da molte prospettive), la concettualizzazione astratta (produrre teorie in grado di spiegare ciò che è accaduto) e la sperimentazione attiva (provare ad agire di nuovo in base alle teorie elaborate). L’ultimo ventennio ha visto emergere differenti modelli di analisi dei processi di apprendimento definiti da nuove parole (Cortese, 2005): il lifelong learning, o apprendimento continuo, che si interessa di come rendere permanente l’apprendimento nel corso della vita; il reflective learning, o apprendimento riflessivo, che pone l’accento sui temi della ri-appropriazione dei contenuti di apprendimento e dell’ apprendere ad apprendere; il trasformative learning, o apprendimento trasformativo, che chiama in causa gli aspetti taciti e impliciti dell’apprendere per integrarli in un percorso di cambiamento.

di Giovanni Montesano

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.