Matrici di Raven Forma Colore (CPM): Come misurare l’intelligenza nei bambini

ottobre 8th, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica | Psicometria

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  • La Forma colore delle Matrici di Raven (CPM) è costituita da 36 figure da cui è stata tolta una parte che deve essere scelta tra una delle 6 alternative posto immediatamente sotto. Queste figure sono raggruppate in 3 serie di difficoltà crescente, ognuna costituita da 12 matrici. Lo sfondo a colori vivaci, rende il test accattivante per i bambini o gli anziani. Esistono due versioni del test: la versione a incastro, costituita da tavole e pezzi mobili (adatta per i bambini dai 3 ai 6 anni) e la versione a quaderno con appunto illustrazioni a stampa ( utilizzabile a partire dai 3 anni di età).

La versione a incastro richiede tempi di somministrazione più lunghi, rende osservabile in diretta il processo di problem solving. La versione a quaderno di più facile somministrazione consente di effettuare rilevazioni sia individuale che collettive essendo possibile anche la procedura di autosomministrazione.

Complessivamente tale test prevede l’ uso di tutti i processi di ragionamento percettivo di cui sono capaci i bambini tra i 3 e i 10 anni di età. Sebbene le serie  A,Ab e B siano in grado di diffenziare tra i diversi livelli di sviluppo intellettivo,le CPM come affermano anche Raven e altri (1998), non hanno questo scopo ma sono uno strumento idoneo a valutare se una persona è in grado di effettuare confronti e di ragionare per analogia. Quindi questa prova consente la valutazione degli aspetti di intelligenza fluida applicata a materiale visuo-spaziale.

 La corretta soluzione delle tre serie  richiede diversi tipi di competenza, sempre più complesse (Villardita, 1985):

  • Serie A : capacità di identificazione.
  • Serie Ab: capacità di cogliere la simmetria.
  • Serie B: capacità di pensiero analogico e concettuale.

Sono stati individuati 5 livelli qualitativi di sviluppo nella capacità intellettiva più o meno direttamente implicati anche nel test:

-inizialmente il bambino è abile a distinguere figure identiche da figure differenti poi figure simili da figure dissimili;

-qualche tempo dopo diviene capace di apprezzare l’ orientamento spaziale delle figure rispetto sia a se stesso sia ad altri oggetti;

-successivamente è in grado di confrontare elementi analoghi;

-diventa poi abile a considerare ed analizzare l’ insieme percepito in rapporto alle singole  componenti elementari;

 -infine diventa capace di rappresentarsi due o più figure descrete come un insieme o come entità individuale organizzata. Le CPM sono largamente utilizzate anche nella popolazione anziana, in cui ci sono specifici disturbi neurologici e di linguaggio.

Applicazione delle CPM

Sono state individuate le seguenti principali applicazioni delle CPM:

 -misurazione  del livello di sviluppo cognitivo di bambini normodotati   (fascia di età 3-6 anni)

-diagnosi di ritardo sia in età evolutiva che in età adulta;

-diagnosi di deterioramento mentale ( in popolazioni anziane senza patologie e in popolazioni adulte con una qualche patologia che portui la compormissione delle capacità cognitive );

– utilizzo a scopo di ricerca;

Oltre a quantificare lo sviluppo intellettivo le prestazioni della CPM possono, fornire interessanti dati a livello quantitativo attraverso l’ analisi degli errori. Infatti anche le risposte errate possono dirci qualcosa circa lo sviluppo mentale del soggetto esaminato. Anche in questo caso, Raven e altri (1998) individuano 4 possibili categorie di errore alle CPM:

—Differenze: scelta di una figura diversa e irrilevante rispetto al target;

 -Inadeguata individuazione: scelta di una figura che combina elementi irrilevanti;

 -Ripetizione di una figura: scelta di una figura che riproduca parzialmente lo schema della figura target e che è o immediatamente vicina al target;

-Correlati incompleti: scelta di una figura che individua correttamente il pattern del target ma orientato in modo scorretto o incompleto.

Alcune scelte sbagliate possono essere classificate in categorie di errore diverse. Queste categorie inoltre non individuano in maniera esaustiva tutti i possibili percorsi di risposta errata, perché non è facile misurare i processi inferiali usati nel problem-solving ed inoltre è la struttura stessa del test ad ostacolare tale analisi qualitativa , in quanto le alternative di risposta fornite a ciascun item sono qualitativamente disomogenee rispetto a quelle degli altri item.

Somministrazione e scoring delle CPM

Le CPM sono state somministrate ad un campione di 4877 bambini italiani, privi di handicap psicofisici, di età compresa tra i 3 e i 12 anni e 6 mesi frequentanti scuole distribuite in varie regioni d’ Italia.

In genere la somministrazione delle CPM deve avvenire in un ambiente luminoso e silenzioso, il soggetto deve avere uno spazio sufficiente per poter lavorare agevolmente con il fascicolo degli stimoli e il modulo di scoring. Le CPM possono essere somministrate individualmente o collettivamente in entrambi i casi l’ esaminatore dovrà accertarsi che sia stata chiara la consegna del compito e che il soggetto si impegni e mantenga l’ attenzione; deve poi astenersi dal fare commenti o dall’aiutare il soggetto a trovare la soluzione giusta. Il test deve essere somministrato senza interruzioni e seguendo l’ ordine delle serie, infatti secondo Raven, l’ ordine di presentazione dei problemi consente al soggetto di apprendere un metodo di lavoro standard. Non vi sono limiti di tempo, tuttavia l’ esaminatore deve avere un cronometro per la misurazione del tempo impiegato per l’ esecuzione della prova complessiva e dei singoli item.

Somministrazione individuale

Abbiamo quindi detto che la somministrazione può essere individuale o collettiva, il manuale di Raven riporta le consegne per la sola somministrazione individuale, riportando anche una Breve guida per la somministrazione individuale.

 L’ esaminatore dopo aver posto di fronte al soggetto il fascicolo con gli stimoli, spiega il procedimento per giungere alla soluzione. Quindi apre il fascicolo al primo problema e spiega qual’ è il compito. Se la risposta data dal soggetto non è corretta l’ esaminatore spiega di nuovo il compito finchè il soggetto non lo ha compreso, a questo punto passa all’ item A2. Se il soggetto non fornisce la risposta corretta l’ esaminatore torna ad A1 e rispiega il problema, l ‘ esaminatore prosegue in questo modo fino all’ item A5, se il soggetto dimostra di non aver comunque ancora compre il compito  è necessario interrompere il test. L’ esaminatore segna poi le risposte sul rispettivo foglio di risposta. Soggetti di età superiore agli 8 anni possono anche autocompilare il foglio di risposta, dopo che l’ esaminatore ha spiegato come procedere.

Somministrazione collettiva

A partire dagli 8 anni di età le CPM possono essere somministrate in maniera collettiva. Il modulo di autoscoring viene consegnato direttamente al soggetto, il quale provvede autonomamente a scrivere la risposta a ciascun item. La somministrazione collettiva richiede una grandissima attenzione da parte dell’ esaminatore il quale deve infatti accertarsi che i soggetti lavorino in autonomia, non saltino nessun item e che scrivano la risposta nello spazio corrispondente sul foglio di risposta.

Raven, pur prevedendo la somministrazione collettiva delle CPM non ha fornito indicazioni circa la specifica procedura. La somministrazione collettiva delle CPM è stata effettuata per gruppi di 15 soggetti con la supervisione di un numero di esaminatori variabile da 2 a 4 i quali passavano tra i banchi per controllare il corretto svolgimento del compito e rispondendo a eventuali domande.

È possibile differenziare il campione in funzione delle due diverse modalità di somministrazione utilizzate. Si è ritenuto utile verificare l’ esistenza di eventuali differenze di prestazione, tali da richiedere la costruzione di norme differenziate.  A tale scopo sono state considerate solo le fasce comprese tra i 6 anni e mezzo e gli 11 anni e mezzo, che consentono di ottenere sottogruppi di numerosità adeguata. È emerso che la somministrazione collettiva produce prestazioni significativamente migliori per quasi tutte le fasce di età considerate, mentre infatti nella somministrazione collettiva la presenza dell’ esaminatore sembra discreta, in quella individuale è più forte e la presenza di un adulto in attesa delle risposte può provocare una dose più o meno elevata di ansia da prestazione da parte degli esaminati, esercitando su di essi una pressione a rispondere di fretta. Sebbene infatti in entrambi i metodi di somministrazione non vi siano previsti vincoli temporali nel fornire le risposte, nel metodo collettivo i soggetti lavorano più autonomamente gestendo anche meglio il tempo da dedicare a ciascun item.

Attribuzione dei punteggi

La versione italiana delle CPM prevede un modulo di autoscoring, da compilarsi a mano, composto da due fogli di carta chimica, incollati tra di loro, e pre-impostati per l’ attribuzione del punteggio. Sulla prima pagina del modulo vi è una parte per le informazioni sociodemografiche essenziali e il foglio di risposta. Le risposte segnate su questo foglio risultano trascritte anche all’ interno, sulla griglia di correzione, che permette una veloce tabulazione dei risultati. La codifica dei test è semplice e rapida: a ciascuna risposta esatta fornita dal soggetto si assegna 1 punto e zero alla risposta sbagliata, si fa alla fine la somma. Dopo aver contato il numero delle risposte esatte /( per ciascuna delle tre serie e per il totale), i punteggi grezzi così ottenuti verranno confrontati con i punteggi normativi ( punteggi medi per fasce di età) al fine di effettuare una valutazione corretta delle prestazioni.

In sintesi

Sebbene non sia ancora chiaro il concetto di intelligenza, sulla sua natura e sui metodi di misurazione, esiste tuttavia un relativo accordo tra gli studiosi su alcuni assunti di base, ad esempio la distinzione tra intelligenza fluida e cristallizzata. Le Matrici progressive di Raven, di cui esistono diverse forme, rappresentano uno strumento di dimostrata validità per la misurazione delle componenti generali dell’ intelligenza fluida, ovvero della capacità di problem-solving dei soggetti senza un condizionamento delle abilità verbali. La CPM è stata ideata per rilevare il livello cognitivo di soggetti in età evolutiva con sviluppo sia tipico che atipico, di adulti affetti da ritardo mentale e di anziani in caso di deterioramento delle capacità cognitive. Tale test risulta il più utilizzato, a livello internazionale, a scopo clinico soprattutto per effettuare diagnosi differenziali tra diverse patologie in cui si ipotizza deficitario il ragionamento astratto.

di Perla Valentini

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