Colloquio psicologico: Cosa fare nel primo colloquio col paziente

novembre 23rd, 2014 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

colloquio-psicologicoL’assessment è la valutazione iniziale che lo psicologo fa circa la possibile presa   in carico di un paziente; ed è finalizzato a raccogliere tutti i dati per portare ad una formulazione del caso che consenta di:

  1. ricostruire processi e meccanismi che sottendono i problemi;
  2. individuare con il paziente obiettivi a breve e lungo termine;
  3. identificare i trattamenti appropriati
  4. decidere circa la possibilità di presa in carico;

l’assessment fornisce ipotesi e misurazioni, queste ultime consentono la costruzione di una o più linee di base. Al formulazione di ipotesi poggia su quattro livelli logici e cronologici:

  1. ipotesi di relazione tra disturbi ed eventi che possono suscitarli;
  2. ipotesi eziopatologiche
  3. ipotesi di strategia terapeutica
  4. ipotesi di trattamento

l’assessment non si riduce ad un colloquio ma a una serie di colloqui, le informazioni derivano dal linguaggio verbale ma anche ad altri indici; quelli classici sono:

  • indici soggettivi
  • indici comportamentali
  • indici fisiologici

un approccio multidimensionale concepisce l’assessment come valutazione distinta di tre sistemi di risposte:

il primo colloqui ha come finalità l’esame del problema in primis e poi stabilire una collaborazione con il paziente; non è un processo passivo ed inoltre è un processo ipotetico-deduttivo. Il paziente ha un ruolo attivo che mette in atto una  ristrutturazione cognitiva, anche perché la riformulazione del problema è parte integrante del colloquio.

Vediamo una topografia dei colloqui iniziali ricordando che il primo colloquio ha un BASSO LIVELLO di strutturazione:

  • Presupposti: ci vuole uno specifico contesto motivazionale:
    1. c’è richiesta di aiuto
    2. professionista competenze tecniche
    3. possibilità di trattamento
    4. aspettative
  • Fase dei preliminari: con convenevoli di rito, se esistono degli antefatti vanno annotati, definendo,se necessario, il contesto equivoco
  • Apertura: domanda diretta sul problema
  • Specificare il problema: parlare nello specifico di indici comportamentali e cognitivi
  • Analisi delle variabili funzionalmente correlate: se risono delle situazioni che possono elicitare il problema, molte volte si parla di analisi funzionale.
  • Allargamento: specificare tutti i problemi al di là di quello iniziale
  • Storia dei problemi: l’evoluzione dei problemi cercando di capire come sono collegati agli altri problemi con l’obiettivo di capire l’evoluzione e il mantenimento del problema fino a quel momento
  • Storia personale
  • Aspettative di trattamento
  • Ipotesi di trattamento: ipotesi su obiettivi a breve e lungo termine che siano realistici; la scelta della tecnica è in funzione degli obiettivi specifici e della terapia, una buona tecnica deve essere efficace, duratura, generalizzata ad ampi aspetti della situazione ed essere mantenuta dall’ambiente familiare e sociale
  • Formulazione conclusiva e chiusura: riprendere il filo logico, facendo un sunto di quanto è emerso dal colloquio invitando il paziente a fare domande se non a ben chiare determinate cose

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