Freud ha copiato la teoria dell’Interpretazione dei sogni?

gennaio 14th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

indiani americaQuando si parla di Interpretazione dei Sogni, tutti pensiamo allo stesso nome: Sigmund Freud ed al suo omonimo libro del 1899. E se vi dicessi che qualcosa di molto simile alla sua teoria risale almeno al 1647?

Ebbene si, l’antropologo Washburn ce ne parla nel suo testo The Indian In America. Gli indiani d’America già nel Seicento avevano una loro teoria per cui “le nostre anime possiedono desideri innati e nascosti. Dicono che questi provengono dalla profondità dell’anima e non passino attraverso la nostra consapevolezza, bensì tramite un certo trasporto cieco dell’anima verso certi oggetti”.

Non notate già una certa somiglianza con la teoria di Freud e con i temi dell’inconscio?

Ma tenetevi forti. Nella teoria dei sogni degli Indiani d’America c’era esattamente questa distinzione: esistono i desideri innati e i desideri manifesti. Insomma, come diceva Freud 250 anni dopo, nel sogno c’è un contenuto latente ed uno manifesto. Gli Indiani ritenevano che la nostra anima può farci conoscere questi desideri per mezzo dei sogni che rappresentano il linguaggio di questi desideri. Di conseguenza, quando questi desideri vengono adempiuti, l’anima è soddisfatta; altrimenti l’anima si adira e non da più al corpo ciò che desidera, non da al corpo il benessere e la felicità che desidera procurargli, ma spesso si rivolta contro il corpo, causando varie malattie o addirittura la morte.

Secondo l’antropologo Wallace, gli Indiani d’America avevano raggiunto intuitivamente un alto grado di progresso psicologico, arrivando addirittura a riconoscere le parti consce ed inconsce della mente. Conoscevano la grande forza dei desideri inconsci, erano consapevoli che la frustrazione di questi desideri poteva causare malattie mentali e fisiche (psicosomatiche).

Avevano capito che questi desideri venivano espressi in forma simbolica nei sogni e che da solo l’individuo non riusciva sempre ad interpretare in modo adeguato questi sogni.

Inoltre, avevano capito qualcosa che Freud portò in Occidente come una grande novità 250 anni dopo: c’è una differenza tra contenuto manifesto e contenuto manifesto nei sogni, e per scoprire il significato nascosto dei sogni, si usava una tecnica molto simile alle libere associazioni.

Sapevano che il modo migliore per dare sollievo ai disturbi psichici e psicosomatici era di soddisfare i desideri repressi, direttamente oppure in modo simbolico.

E’ interessante notare che forse le culture indiane del XVII e XVIII scolo avevano una maggiore comprensione della psicodinamico di quanto non avessero gli illuministi europei dell’epoca.

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