I benefici dell’Attaccamento genitori figli – Consigli dello Psicologo

febbraio 12th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia della Famiglia | Psicologia dello Sviluppo

genitori-figli

Il contributo della teoria dell’attaccamento alla genitorialità

Nella sua infanzia il bambino deve avere l’esperienza di una relazione calda intima e continua con la madre, nella quale entrambi possano trovare gioia e soddisfazione.

L’attaccamento è un bisogno primario, una predisposizione innata alla continuità e stabilità di un rapporto interpersonale, un legame che si instaura con le condizioni propizie. La relazione con la figura di attaccamento è mantenuta grazie a modalità comportamentali anziché mezzi fisiologici.

Esiste un’organizzazione psicologica interna caratterizzata da schemi di sé, delle figure di attaccamento e delle relazioni. Si costituisce un modello del mondo in cui Sé, altri significativi e loro interrelazioni sono rappresentati (Internal Working Models) modelli operativi interni (MOI) costruiti nel primo anno di vita dal bambino, sulla base di modelli ripetuti di esperienze interattive.

I modelli di rappresentazione relativamente stabili permettono di predire il mondo e di relazionarsi con esso. Secondo Bowlby (1988) le rappresentazioni passate dell’esperienza di attaccamento influiscono su competenze genitoriali perché la rappresentazione mentale dell’interazione influisce sulla qualità dell’attaccamento.

Genitori di bambini classificati come sicuri dalla strange situation erano in grado di parlare coerentemente della propria infanzia. Genitori di bambini classificati come insicuri/evitanti parlavano delle loro esperienze in maniera svalutante, negandone l’influenza sullo sviluppo. Genitori di bambini classificati come insicuri/resistenti non riuscivano a parlare in modo libero ed integrato delle proprie esperienze, pure ricordando avvenimenti non riuscivano ad integrarli. Genitori di bambini classificati come insicuri/disorganizzati avevano avuto difficoltà con una figura significativa della loro infanzia e lottavano con problemi non risolti dell’infanzia.

Lo stato mentale irrisolto del genitore si esprime nelle interazioni col bambino attraverso espressioni di paura, legate a ricordi parzialmente dissociati che spaventano il bambino. La relazione col bambino di ognuno dei due genitori è direttamente determinata dalla rappresentazione interna che ciascun genitore aveva delle relazione coi propri genitori ed in modo indipendente dall’altro genitore.

Esiste una trasmissione intergenerazionale dei modelli di relazione dell’attaccamento, a causa della quale si trasmette sicurezza o insicurezza.

La sensibilità materna è la capacità e la volontà della madre di percepire le comunicazioni del bambino e di rispondere secondo i suoi bisogni evolutivi. La capacità di rispondere con sensibilità empatica ai propri figli durante il primo anno di vita permette di predire la sicurezza nell’attaccamento del bambino alla fine del primo anno di vita.

La responsività materna non va intesa solo in senso comportamentale, ma anche come regolazione e comunicazione affettiva.

Organizzazione interna del pattern di attaccamento del genitore e sua capacità di condividere in modo sintonico affetti positivi e negativi del bambino permettono di rispondere adeguatamente al bambino.

Il modello operativo di sé stesso genitore e del bambino non ancora nato sono messi in sintonia con le caratteristiche del bambino dopo la nascita.

Un attaccamento sicuro del genitore influenza positivamente la costruzione del modello operativo interno del bambino. Madri sicure, madri distanzianti, madri preoccupate, hanno diversi atteggiamenti verso i propri figli con diverse modalità di risposta ai bisogni del bambino.

Con l’acquisizione del linguaggio i MOI subiscono una profonda trasformazione, perché i genitori aiutano i bambini a riorganizzare le proprie esperienze precoci, condividendone le narrazioni a livello linguistico. Stili narrativi adeguati aiutano il bambino ad aumentare la coerenza delle proprie esperienze preverbali e la loro ritraduzione linguistica. Ambienti caotici e disorganizzati determinano invece una frattura fra memoria implicita e memoria dichiarativa.

La mancata integrazione fra i due livelli di rappresentazione farà sì che forme di memoria implicita riemergano in momenti di stress, generando emozioni negative.

Gli adulti definiti sicuri “guadagnati” (learned) pur avendo vissuto un’infanzia travagliata, hanno vissuto nel corso del loro sviluppo ad opera di diversi fattori, tra cui l’incontro con un adulto particolarmente significativo, una trasformazione della loro storia.

L’attaccamento sicuro è un fattore protettivo di resilienza rispetto all’emergenza di specifici fattori di stress nella vita del bambino. Le competenze socio-emotive sono predette non da un singolo modello di attaccamento, ma dall’insieme dei modelli operativi di cui dispone il bambino (dati da madre, padre, caregiver). La capacità di rappresentazione mentale dei genitori indica lo spazio mentale interno in cui si pensa il proprio bambino dotato di sentimenti, desideri, intenzioni. Rappresentazioni da parte dei genitori nel modo di accudire i figli (caregiving) si formano trasformando i propri modelli di attaccamento rispetto alle figure genitoriali. Le rappresentazioni mentali del caregiving di madri di bambini sicuri sono flessibili, realistiche, rispettose dei bisogni evolutivi. Madri di bambini evitanti ed ambivalenti sviluppano modelli rappresentazionali condizionanti, con disconnessione cognitiva e mancata integrazione di aspetti positivi e negativi. I bambini evitanti hanno madri distanzianti e rifiutanti con disattivazione cognitiva del sistema di cure. I bambini disorganizzati e controllanti hanno madri incapaci di prendersi cura, senza risorse adeguate ed efficaci, con un senso di impotenza personale.

Ricerche di Zenah e Slade confermano l’importanza di come i genitori si rappresentano bambino e loro relazione con lui nelle prime fasi dello sviluppo.

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