Il rapporto tra musicoterapia e psicomotricità

marzo 18th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

baby playing balalajkaRAPPORTO SINERGICO TRA MUSICOTERAPIA E PSICOMOTRICITA’

Le motivazioni che mi portano a scrivere questo articolo sono le seguenti: dare la possibilità ai bambini di giocare con diverse modalità espressive e relazionali, stimolare in loro la curiosità verso nuovi contesti, ravvivare la motivazione, integrare con l’ambiente esterno la partecipazione attiva,proponendo nuove esperienze da elaborare ed utilizzare come mezzo comunicativo. Importanti all’interno di questa sinergia sono i concetti di reciprocità, ascolto condiviso, disponibilità reciproca, che sappiamo essere alcuni importanti precursori nello sviluppo delle capacità di mentalizzazione nella vita del bambino.

L’idea che caratterizza questo filone metodologico è di utilizzare la Comunicazione Non Verbale per lavorare sulle dinamiche affettivo-relazionali e sugli aspetti della comunicazione, con l’obiettivo di ridurre i comportamenti difensivi e di chiusura relazionale, facilitare l’esplorazione senso-motoria dello spazio fisico e sonoro, stimolare l’iniziativa e la libera espressione delle tensioni interne, favorire, per quanto possibile, l’elaborazione e la regolazione emotiva, promuovere l’integrazione del gruppo e la dinamica relazionale tra coetanei.

Il setting, come strumento terapeutico, assume un ruolo essenziale, sia per quanto riguarda la scelta degli strumenti musicali e dei materiali ludici che nella composizione e nella strutturazione dello spazio che verrà utilizzato.

Generalmente è attraverso l’osservazione dell’attività spontanea dei bambini che è possibile far emergere le potenzialità e le capacità su cui porre l’attenzione e da valorizzare.

Le proposte di setting devono essere sempre modulate in base a quanto si rileva di volta in volta in modo da rispondere ai bisogni dei bambini e nello stesso tempo favorire l’evoluzione delle modalità relazionali in senso comunicativo. Ad esempio, le fughe verbali vengono affrontate e modificate con improvvisazioni sonore e motorie, focalizzando l’attenzione sugli aspetti simbolici per facilitare l’elaborazione e la trasformazione dei vissuti emotivi negativi espressi.

L’improvvisazione è la principale tecnica d’intervento sia come modalità di relazione nel corso delle sedute che come metodo di lavoro scelta dal musicoterapista.

Le risposte positive ad un tale approccio musicoterapico dovrebbero prevedere una significativa modificazione del comportamento da un uso difensivo degli oggetti e delle sonorità ad un utilizzo comunicativo degli stessi; lo spazio non investito in una situazione individuale di lontananza fisica dovrebbe trasformarsi in uno spazio conquistato in assetto gruppale; infine la ricerca di un rapporto esclusivo con l’adulto dovrebbe essere abbandonato a favore di una relazione interpersonale tra coetanei, con sviluppo di capacità di perspective taking, miglioramento delle capacità di coping, aumento di atteggiamenti cooperativi e di complicità. I segnali che solitamente evidenziano questi cambiamenti interessano, principalmente, la postura, la mimica e l’espressività del volto, la motricità, l’uso della voce etc.

E’ importante anche evidenziare che è dal bambino, dalle sue esigenze che trovano origine queste due discipline, la musicoterapia e la psicomotricità, che si integrano al fine di ricondursi a soddisfare i bisogni di quello stesso bambino.

di Stefania Signorile

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