Come funziona lo Psicodramma Analitico Individuativo

marzo 27th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

psicodramma-analitico-individuativoLo psicodramma analitico individuativo si discosta un po’ dal modello moreniano,in quanto cerca di coniugare in un’unica teoria della psicologia junghiana,di quella analitica,dei gruppo e dello psicodramma.

Si abbandona il teatro classico moreniano, utilizzando invece una semplice stanza,in cui le sedie vengono messe in cerchio delimitando al centro lo spazio scenico,lo spazio di terapia.Il gruppo terapico si riduce a 8-12 persone,rispetto a quello moreniano che poteva avere gruppi più numerosi.Attraverso il gioco psicodrammatico vengono favorite l’azione psichica,la presa di coscienza delle radici storiche del comportamento attuale,l’elaborazione di nuovi punti di vista del problema e la possibile apertura al cambiamento ed a nuove prospettive da cui guardare e vivere la propria esperienza.

Lo psicodramma è analitico non solo perchè è stato elaborato nell’ambito della Scuola di Lacan (da due suo allievi,Jennie e Poul Lemoine) ma anche perche risponde della stessa logico della psicoanalisi,nel senso che opera nella direzione dell’apertura dell’inconscio (Boringhieri, 1991 ).

La scommessa dello psicodramma analitico è quella di poter lavorare in gruppo,insieme con altri e insieme tener aperto,salvaguardato,lo spazio di ciascun partecipante preso nella sua singolarità,perchè l’inconscio fa di ciascuno di noi un soggetto unico.Il discorso del gruppo dello psicodramma produce infatti quello che Freud ha individuato come l’effetto-massa,vale a dire che i componenti di un gruppo sono inevitabilmente portanti a uniformarsi,a togliere di mezzo ciò che li fa differenti per esaltare quello che accomuna;il risultato è l’omogeneizzazione e la tendenza ad una modalità di parola vuota.In questo caso e contesto sono importanti le figure dei due terapeuti presenti nel gruppo,l’animatore e l’osservatore,che lavorano insieme ma con funzioni ben distinte:

– L’animatore: è nel gruppo,anche se piuttosto ai bordi,interviene per far circolare il discorso,puntualizzare qualcosa,ma il suo intervento principale è quello di tagliare il discorso del gruppo,che tende ad essere infinito; l’animatore mette a un certo punto uno stopo alla circolazione delle parole dicendo: proviamo a vederla questa cosa di cui stai parlando,mettiamola in scena,giochiamola.

– L’osservatore: è invece fuori dal gruppo e prende la parola solo alla fine per riprendere alcuni temi che sono circolati,evidenziare qualche questione emersa,non allo scopo di riassumere o di concludere,ma piuttosto di far risaltare quello che è rimasto sospeso e rilanciarlo.L’osservazione non è tanto la chiusura della seduta che si è svolta quanto l’apertura di quella successiva ( G. Gasca, 2003 ).

In conclusione,lo psicodramma è una tecnica psicoterapeutica di gruppo,che differisce dalle altre perché basata sulla drammatizzazione anzichè sulla parola.La messa in scena di eventi,sogni,desideri,sofferenze significative,il  cambio di ruoli,l’osservazione da esterno(lo specchio),la riflessione che accende il doppio permettono all’individuo di uscire dal proprio ruolo sociale spesso cristallizzato ed irrigidito e di guardare al problema da punti di vista differenti.Così da poter eventualmente superare un blocco e sperimentare nuovi ruoli,modificando l’immagine di sè e riappropriandosi di diversi aspetti più spontanei e liberi.

di Stefania Signorile

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