Lo Psicodramma nell’approccio della Gestalt

marzo 27th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

psicodrammaLo psicodramma Gestaltistico

Fritz Perls è il capo riconosciuto del movimento terapeutico della Gestalt. Nei termini gestaltici di Perls,il processo di aiutare un paziente a diventare “reale”non implicava l’analisi o l’adattamento,ma l’integrazione della personalità.Perls descrive il confine dell’Io di una persona come la differenziazione tra il sè e l’altro-dal-sè.Nel negare una parte del suo sè,una persona restringe il confine dell’Io,e più parti del sè nega,meno energia e potere ha.

Uno scopo centrale dichiarato dalla terapia gestaltica è colmare quelli che Perls chiamava “buchi nella personalità”,riprendere tali parti negate e integrarle per ridiventare sani. Secondo Perls,il processo di crescita comporta il trasferimento dal sostegno ambientale(prima della madre,poi da altri adulti e infine da qualunque manipolazione dell’ambiente per soddisfare i propri bisogni)al sostegno di sè e l’andare incontro ai nostri bisogni (M. Schiffman, 2001 ).

La meta essenziale della terapia gestaltica,perciò,è operare il passaggio dal sostegno ambientale al sostegno di sè,e Perls crede che ciò si possa raggiungere attraverso l’impasse.L’impasse è il punto cruciale nella crescita in cui il soggetto ambientale è ancora da venire e il sostegno di sè non è stato ancora raggiunto.Spesso,secondo Perls,l’impasse si rileverà una fantasia,una proiezione catastrofica che impedisce al paziente di crescere(un ego ausiliario modificato)per il paziente e tenti di portare il paziente a faccia a faccia con i suoi blocchi e le sue inibizioni,che sono “il suo modo di evitare di essere una persona sana”.Nella terapia gestaltica,soltanto l’autoconsapevolezza è il mezzo per realizzare la crescita personale.

In questa classica Gestalt, il paziente siede con il terapeuta su una specie di palcoscenico dove lavora,e questo lavoro non è fatto necessariamente davanti a un gruppo.Come nel dibattito psicodrammatico,l’apporto del gruppo è favorito per dare al paziente una certa consapevolezza di come è inteso dagli altri.

Nella Gestalt il gruppo è considerato nella maggior parte dei casi,più importante del terapeuta ai fini del trattamento.Infatti nello psicodramma il terapeuta-regista è essenzialmente un catalizzatore con un certo grado di ugualizanza di status con il gruppo;il terapeuta gestaltico è considerato più che un comandante supremo di tutto il procedimento.Nello psicodramma,dopo che membri del gruppo hanno assunto ruoli di ego ausuliari,sono spesso più in sintonia con le emozioni del soggetto che non il regista.Ciò accade in una seduta gestaltica.Soltanto una persona alla volta lavora e di solito soltanto in un rapporto a due con il terapeuta.Non ci sono ego ausiliari;il paziente parla con altri in pertinenza con lui,rappresentati da sedie vuote.Il protagonista può anche invertire i ruoli con una sedie vuota,un metodo usato anche nello psicodramma.In questa cornice il paziente scrive il suo testo,un dialogo tra sè e l’altra persona.Tutte le volte che rovescerà i ruoli cambierà sedia.E’ importante notare che il testo che il paziente scrive ha sempre luogo nel “qui ed ora”della Gestalt.

Nel “lavoro onirico”dello psicodramma il protagonista sceglierà ego ausialiari per interpretare altre persone o immagini del suo sogno;invece nella terapia gestaltica tutte le parti le intepreterà il paziente.

Psicodramma e terapia gestaltica hanno in comune almeno un fine:l’autorealizzazione in una società in cui i più dedicano la loro vita a realizzare un “dover essere”a cui dovrebbero conformarsi come tanti robot.

Un differenza cruciale,però,qual’è manifestata dalle loro differenti tecniche,sta nel fatto che la terapia gestaltica afferma precisamente che tutto ciò che sta fuori di noi è un proiezione e che la crescita consiste nell’assumersi la responsabilità di quelle proiezioni e confessarle,per così dire. Nello psicodramma, non tutto è una proiezione di sè:ci sono realtà consensuali di gruppo e si dà una certa importanza al riconoscimento delle norme di gruppo e delle emozioni degli altri nel gruppo.

Un significativo concetto gestaltico è il ” qui ed ora “. Nella consapevolezza che il paziente ha del suo processo sta,secondo Perls,la cura.Il ” qui ed ora “nell’ambito dello psicodramma non è radicato come Gestalt soltanto nel conflitto presente,ma è un concetto più ampio che riconosce il principio socio-psicologico secondo il quale ogni pensiero e comportamento presente è anche radicato in concezioni di vita passate e future.Perciò il registra psicodrammatico può variare la seduta al passato,al presente o al futuro,secondo come percepisce il bisogno del protagonista.Un regista psicodrammatico produce una seduta in modo tale da soddisfare i bisogni del protagonista e del gruppo.Il regista psicodrammatico assume un approccio più diretto che non il terapeuta gestaltico.Egli suggerisce le tecniche,condivide le proprie esperienze emotive e interpreta la parte principale nell’allestire per un protagonista scene,che secondo lui,gioveranno all’autoconsapevolezza e alla crescita del paziente. ( M. Schiffman , 2001 ).

Tanto nella Gestalt quanto nella seduta psicodrammatica, si inscena un’azione drammatica.

Nello psicodramma,essa avrà luogo su un ampio palcoscenico della vita,mentre in una seduta gestaltica avrà luogo nel “ qui ed ora “ sul palcoscenico.La sedia bersaglio è il posto di lavoro,un sedia ordinaria su cui il paziente sederà;prendendo posto a questa sedia,accetta di essere pronto a lavorare.

Gli elementi dello psicodramma, comprendono gioco di ruolo e inversioni dei ruoli,doppiaggio,ego ausiliari.Elementi analoghi sono spesso usati nella terapia gestaltica,ma con una importante differenza:nella Gestalt i ruoli non sono interpretati da altre persone.Sono tutti interpretati dal paziente,poichè sono tutti considerati sue proiezioni personali.L’inversione dei ruoli usata nella Gestalt è analoga alla tecnica psicodrammatica dell’inversione dei ruoli con l’ego ausiliario.Ma,anzichè scegliere membri del gruppo come ego ausiliari,al paziente gestaltico si dà una sedia vuota.Su quella sedia vuota siedono,nella fantasia,tutti coloro con i quali il paziente desidera un incontro interpersonale.Poichè questi ruoli sono tutti proiezioni di sè,non c’è bisogno che ci sia effettivamente qualcun altro.

Nella terapia gestaltica,parte del senso di contatto e coinvolgimento va perduta,perchè il pubblico rimane un pubblico e non è coinvolto nel processo rappresentativo della seduta.Nella Gestalt il gruppo può solo identificarsi come osservatore e non pienamente come partecipante.Nello psicodramma le persone del gruppo sperimentano maggior  senso di coinvolgimento interpretando ego ausiliari e doppi.

In sintesi,l’approccio gestaltico potrebbe essere considerevolmente rafforzato coinvolgendo più direttamente il gruppo nella seduta mediante tecniche ed elementi psicodrammatici,come l’ego ausiliario,il doppio e l’inversione dei ruoli.In generale,la produzione del testo esistenziale di una persona in maniera più piena,più drammatica,usando tecniche più psicodrammatiche,aiuterebbe a migliorare la teoria e il metodo della terapia gestaltico.

 di Stefania Signorile

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