La memoria secondo il cognitivismo e il costruttivismo

aprile 4th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Neuroscienze

SPL-C006-8485Il cognitivismo e il costruttivismo
Grazie allo studio di Miller del 1956, da lì a poco, nasce negli Stati Uniti il paradigma Human Information Processing (HIP) della scienza cognitiva. La mente e i suoi processi, come la memoria, sono rappresentati da una fitta rete in cui si snodano informazioni d’entrata chiamati input e d’uscita output. Dunque la mente e l’essere umano stesso è un’agente attivo e partecipe con il mondo sia esterno che interno. La miglior rappresentazione che viene data della mente è quella di un computer. I numerosi processi che la costituiscono sono come dei programmi che elaborano e interpretano costantemente files e informazioni che entrano ed escono. La memoria in tutto questo è un processo che permette di codificare e mantenere in questa fitta rete, che è il sistema cognitivo, le informazioni. Il recupero delle informazioni induce il soggetto stesso a svolgere una ricerca meticolosa all’interno della mente. A essa si appoggiano altri processi cognitivi superiori come il linguaggio, il ragionamento, il pensiero e l’attenzione. Con questa visione, l’uomo è visto come un sistema costituito da strutture gerarchiche nelle quali si appoggiano strutture cognitive sia semplici che complesse permettendone il funzionamento. Il teorico Neisser (Neisser, 1976) sostenne che il funzionamento e l’elaborazione svolta dalla mente avvengono attraverso l’influenza simultanea tra processi dal basso verso l’alto bottom-up e dall’alto verso il basso top-down. I primi processi sono caratterizzati da un’elaborazione influenzata dallo stimolo e proveniente dalla periferia verso l’alto, mentre i secondi vedono un’elaborazione che partendo dall’alto non vede l’influenza da parte dello stimolo, ma essa è guidata dall’idea e dalle nostre aspettative o desideri. Anche i metodi d’indagine con questa nuova visione cognitivista cambiano, l’interesse della ricerca si sposta dalla visione classica della memoria a breve o lungo termine e prende in considerazione nuovi sistemi come la memoria autobiografica, prospettica ecc.

di Chiara Spinaci

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