8 Movimenti delle Mani che Rivelano la Menzogna

maggio 6th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Criminologia | Linguaggio del Corpo | Psicologia del Lavoro | Tecniche di Comunicazione

8 comunicazione non verbaleEkman elenca otto gesti comuni, riguardanti le mani, che indicano la menzogna.

Mano sulla bocca significato

Il primo è la mano sulla bocca: quando viene detta una menzogna il cervello ordina inconsciamente alla mano di bloccare le parole false che pronuncia. Talora avviene che la bocca sia coperta solo da alcune dita o dal pugno, ma il senso del gesto non cambia.

 

Toccarsi il naso significato

Un altro gesto è quello di toccarsi il naso, che può essere costituito da una serie di rapidi sfregamenti sotto di esso o da un unico tocco, rapido e quasi impercettibile. Anche questo gesto va interpretato in relazione agli altri segnali corporei e al contesto, poiché il soggetto che lo compie potrebbe avere il raffreddore o un’allergia.

Sfregarsi l’occhio significato

Il terzo gesto è lo sfregamento di un occhio: quando un bambino non vuole vedere si copre entrambi gli occhi con le mani; quando, invece, un adulto non vuole vedere qualcosa di spiacevole, si sfrega l’occhio inconsapevolmente. Tale gesto rispecchia il tentativo da parte del cervello di non vedere l’inganno oppure il volto della persona a cui mentire. Gli uomini si stropicciano solitamente l’occhio in modo vigoroso mentre le donne tendono a usare di meno questo gesto e, in caso, a sfiorarsi la parte inferiore dell’occhio con tocchi delicati, perché sin da bambine sono state educate a evitare gesti decisi oppure per non rovinarsi il trucco.

Toccarsi l’orecchio significato

Un ulteriore gesto è lo sfregamento dell’orecchio, ovvero un tentativo simbolico da parte dell’ascoltatore di “non sentire”, ossia di bloccare le parole che sente portando la mano all’orecchio. E’, in altre parole, la versione adulta del gesto che il bambino fa tappandosi entrambe le orecchie con le mani quando i genitori lo rimproverano.

Grattarsi il collo significato

Un ulteriore gesto che denota dubbio o incertezza, tipico di chi non è convinto di accettare una proposta o un’offerta è quello di grattarsi il collo: l’indice, di solito della mano con cui si scrive, gratta il lato del collo sotto il lobo auricolare.

Scostarsi il colletto significato

Quello di scostarsi il colletto è un altro fenomeno da prendere in considerazione. Desmond Morris è stato uno dei primi a scoprire che, quando si dice il falso, si avverte un formicolio nei delicati tessuti del viso e del collo che induce a grattarsi o a sfregarsi la parte interessata. Per questo motivo alcuni soggetti non solo si grattano il collo ma si scostano anche il colletto della camicia quando mentono e temono di essere smascherati.

Dita in bocca significato

L’ultimo gesto è quello delle dita in bocca, che denota un bisogno di rassicurazione: si tratta di un tentativo inconscio di tornare alla sicurezza dell’infanzia, quando succhiavamo il latte materno. In assenza del seno materno il bambino piccolo si succhia il pollice o mette in bocca un angolo della coperta, l’adulto invece porta le dita alla bocca oppure succhia una sigaretta, la pipa, una penna, gli occhiali o mastica una gomma, per rassicurarsi.

Nasconderci è una reazione normale che apprendiamo precocemente quando dobbiamo proteggerci.

Da bambini ci nascondiamo dietro a oggetti fisici, per esempio tavoli, sedie, mobili vari, dietro alla mamma e a qualsiasi cosa ci possa difendere dai pericoli. Con la crescita l’uomo impara a incrociare una o entrambe le braccia al petto per cercare di salvaguardarsi inconsciamente nel caso in cui ci si trovi in una situazione minacciosa. Le braccia vengono incrociate proprio all’altezza della regione del cuore e dei polmoni per proteggere questi organi vitali da eventuali lesioni. Se una persona ha un atteggiamento teso, negativo o difensivo, incrocerà le braccia al petto dimostrando che si sente minacciato. Le braccia hanno anche la funzione di rassicurare: quando eravamo piccoli, i nostri genitori ci abbracciavano e stringevano se ci vedevano sofferenti o preoccupati. Da adulti tentiamo spesso di riprodurre quella sensazione di conforto nel momento in cui ci troviamo in situazioni stressogene. Invece di incrociare completamente le braccia, atto che può rendere palese la loro paura, le donne usano un gesto più sottile, l’incrocio parziale: un braccio viene posto orizzontalmente all’altezza della vita e stringe l’altro, in modo da formare una barriera e da ricordare una sorta di abbraccio. Le barriere così create vengono usate di frequente in occasione di riunioni con persone sconosciute o quando ci si sente insicuri. Gli uomini, invece, usano un’altra barriera parziale, l’incrocio delle mani sul corpo, in situazioni di ansia. Questo gesto li rassicura perché protegge i genitali ed evita le conseguenze di potenziali attacchi frontali.

Generalmente i nostri piedi e le nostre gambe rivelano dove vogliamo andare, cosa proviamo e chi apprezziamo o non apprezziamo. Tenere le gambe incrociate indica un atteggiamento di chiusura, di sottomissione o di difesa, mentre quelle aperte denotano sicurezza. Chi d’abitudine incrocia gambe e braccia sostiene di aver freddo più che ammettere di essere teso, ansioso o sulle difensive; altri invece affermano di “stare comodi”, il che è probabilmente vero: quando un individuo si sente insicuro o in pericolo, incrociare gambe e braccia lo fa sentire bene perché è un atto conforme al suo stato d’animo. Quando, invece, siamo interessati a una conversazione o a una persona, mettiamo un piede in avanti per accorciare la distanza tra noi e la persona stessa. Se siamo reticenti o disinteressati, lo spostiamo all’indietro, sotto la sedia se siamo seduti.

di Federica Selvaggio

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.

One Response