Come Smascherare le Menzogne analizzando i Gesti

maggio 6th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Criminologia | Linguaggio del Corpo | Psicologia Clinica | Psicologia del Lavoro

bill_clintonÈ molto semplice controllare i movimenti corporei dato che la maggior parte di essi non è collegata a vie nervose che fanno capo a zone cerebrali interessate alle emozioni. In realtà il corpo lascia trapelare moltissimo, benché prestiamo più attenzione a valutare le parole e ad osservare il volto di chi parla.

Riusciamo a smascherare una persona nel momento in cui vi è discordanza tra le parole e quello che rivelano la voce, i gesti e l’espressione facciale.

Ekman durante il suo primo anno di specializzazione, cercò di dimostrare che i movimenti corporei si alterano in condizioni di stress; invitò un insigne docente universitario ad interrogare alcuni studenti su cosa avrebbero fatto dopo la laurea. Ad ogni loro risposta il professore mostrava sempre una notevole disapprovazione. Durante una delle interviste una studentessa mostrò il dito medio al professore senza rendersene conto e mantenne quella posizione per quasi un minuto. Eppure non sembrava fuori di sé dalla rabbia e il docente non aveva nemmeno notato il gesto. Questo lapsus gestuale esprimeva un sentimento inconscio: la studentessa sapeva di essere arrabbiata, non era consapevole invece dell’espressione di quei sentimenti.

I Gesti Illustratori nella Menzogna

Un altro tipo di movimento corporeo che può fornire indizi di falso sono i cosiddetti illustratori. Questi gesti devono il loro nome al fatto che illustrano il discorso mentre viene pronunciato: si può dare enfasi a una parola o a un’espressione, come un segno d’accento o una sottolineatura, le mani possono disegnare un’immagine o mostrare un’azione ripetendo o amplificando ciò che si sta dicendo. Solitamente sono le mani ad illustrare il discorso, ma possono intervenire nel discorso anche movimenti delle sopracciglia, delle palpebre e di tutto il corpo.

La gestualità aumenta man mano che si fa maggiore la partecipazione al discorso, infatti, si gesticola di più quando si è arrabbiati, agitati o in preda all’entusiasmo. Tuttavia, non è il numero e il tipo di gesti a tradire la bugia: l’indizio viene quando si osserva, ad esempio, una diminuzione dei gesti, quando una persona parlando gesticola meno del suo solito. Solitamente si tende ad accompagnare il discorso con meno gesti quando si è distratti, annoiati o profondamente tristi.

Perciò, una persona che vuole fingere entusiasmo e partecipazione può essere tradita dal fatto che le sue parole non sono affatto accompagnate da gesti vivaci. Inoltre, gesti illustratori tendono a scomparire ogni qualvolta ci sono preoccupazioni e cautela nel parlare. Questo capita quando la posta in gioco è alta come, per esempio, durante un colloquio di lavoro.

Un altro indizio di bugia è l’incoerenza tra il messaggio verbale e quello inviato dal nostro corpo.

In occasione della conferenza stampa indetta il 26 gennaio 1998 per negare l’esistenza di una relazione con Monica Lewinsky, l’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton pronunciò queste parole:

«Voglio dire una cosa agli Americani. Ascoltatemi bene. Lo ripeto: non ho avuto rapporti sessuali con questa donna, la signora Lewinsky. Non ho mai chiesto a nessuno di mentire, non una sola volta: mai. Queste accuse sono false […]»103.

Le parole di Bill Clinton furono molto chiare ma i suoi gesti non furono altrettanto rassicuranti; infatti, mentre guardava in una direzione, i suoi gesti erano indirizzati altrove. Invece, gli studi di Ekman hanno dimostrato che la testa e i gesti che il corpo compie sono sincroni e rivolti nella medesima direzione.

Un altro tipo di movimenti corporei sono le manipolazioni, ovvero tutti quei movimenti in cui una parte del corpo cura, massaggia, strofina, trattiene, pizzica, stuzzica, graffia o comunque manipola un’altra parte del corpo. Possono essere di breve durata come il gesto di rimettere a posto i capelli, oppure di lunga durata. Questi ultimi non hanno uno scopo ben preciso: avvolgere e svolgere una ciocca di capelli, strofinarsi le dita, battere col piede, girarsi l’anello, strapparsi le pellicine intorno alle unghie. Tutte queste forme di manipolazione aumentano in qualsiasi situazione di disagio.

Tuttavia, secondo Ekman, le persone possono mostrare questi comportamenti anche quando sono completamente rilassati e a proprio agio. Di conseguenza questi movimenti semiautomatici non sono attendibili come indizi di falso, perché possono indicare stati d’animo opposti. È opinione diffusa che un eccesso di manipolazioni tradisca le bugie; un mentitore esperto e motivato cercherà di inibirle e non sarà, quindi, possibile considerare la mancanza di manipolazioni una fonte attendibile di sincerità.

di Federica Selvaggio

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