10 Tecniche di Ipnosi Istantanea Non Verbale

luglio 6th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Ipnosi | Psicologia Clinica

ipnosi istantanea

Tratto dal libro Magnetismo e Ipnotismo di Giulio Belfiore (1903)

Abbiamo superficialmente accennato ai mezzi che Mesmer adoperava per ottenere i suoi effetti magnetici, e che Deleuze semplificò, abbandonando le verghe magnetiche, le catene, le tinozze mesmeriche e gli alberi magnetizzati di Puysegur, Deleuze ridusse a due soli i mezzi da usare, e questi furono la fissazione dello sguardo ed alcune speciali manovre colle mani

1 – Tecniche di Ipnosi Istantanea – La Tecnica di Deleuze

1°. Il metodo che usarono Dèleuze, ed in seguito tutti gli altri magnetizzatori fino ad oltre 20 anni or sono, è il seguente: bisogna far sedere il paziente su di una sedia di fronte a noi, ad un piede di distanza. Occorre raccogliersi un momento nella ferma volont di ottenere effetti magnetici: si prendono quindi le mani del soggetto, in modo che la parte interna dei suoi pollici tocchi l’interna dei nostri, e si fissa lo sguardo su di esso finché si sia stabilità un egual grado di calore tra i pollici messi  a contatto. Si ritirano , quindi, le mani a destra ed a sinistra con la palma rivolta in fuori, innalzandole all’altezza del capo, ed indi si posano circa un minuto sulle spalle dell’ammalato; e poi toccando leggermente le braccia, si conducono lentamente le mani su di esse fino all’estremità delle dita, per cinque o sei volte. In seguito si pongono le mani sulla testa per un momento, e poi si abbassano, passandole davanti al viso alla distanza di uno o due pollici, fino all’epigastrio, dove bisogna arrestarsi, poggiando i pollici nel cavo dello stomaco e le altre di dita sotto le costole: indi si discende lentamente lungo le cosce fino ai piedi.

Questi passi debbono ripetersi fino a che si ottiene l’effetto: durante questa manovra il paziente prova una sensazione di oppressione, di stanchezza, di torpore.

2 – Tecniche di Ipnosi Istantanea – L’uso dei movimenti ipnotici

Braid prendeva un oggetto brillatne fra le tre prime dita della mano sinistra, tenendolo alla disstanza di circa quaranta centimetri dagli occhi al disopra della fronte, in modo che era necessari ouno sforza degli occhi e delle palpebre per fissare l’oggetto. Raccomandava inoltre al paziente di non distrarre la propria attenzione in alcun modo. La pupilla con questo sistema dapprima si contrae, indi si dilata ocnsiderevolmetne, dopo aver subite delle oscillazione, e l’occhio si stanca in seguito al leggiero strabismo superiore e convergente che si produce. Nel tempo stesso si ha lagrimazione, arrossimento degli occhi con disturbi della visione.

Charcot seguiva lo stesso sistema di Braid, con la sola differenza, che metteva l’oggetto brillante fra i due occhi, proprio alla radice del naso.

3 – Tecniche di Ipnosi Istantanea – Ipnotizzare con le mani

Altri stringono nelle proprie mani i posi del soggetto per qualche minuti, indi fanno alcuni movimenti uniformi colle mani stese sulla testa, la fronte, le spalle principalmente sulle palpebre. Questi passi determinano un’eccitazione della retina, ed in seguito il sonno,

4 – Tecniche di Ipnosi Istantanea – Induzione alla chiusura delle palpebre

Un altro mezzo è quello della chiusura delle palpebre. Si fa sedere l’individuo su di una poltrona, e col pollice e coll’indice si tengono chiusi gli occhi, premendo leggermente sui globi oculari, mentre si poggia la faccia palmare della stessa mano sulla fronte, per non stancarsi, se il sonno tardi a sopravvenire. è anche utile esercitare una pressione alquanto forte col pollice, od anche colle altre dita, sulla fronte o sul vertice del capo.

5 – Tecniche di Ipnosi Istantanea – Fissazione dello sguardo

Altri, semplificando dippiù il procedimento, si siedono di fronte al paziente, prendono fra le dita i suoi pollici, ovvero stringono fortemente nelle proprie mani i polsi di quello, e lo fissano intensamente negli occhi. A capo di un certo tempo si produce il sonno.

6 – Tecniche di Ipnosi Istantanea – L’uso di stimoli uditivi ipnotici

Una impressione visiva prlungata, una impressione sonora sempre dello stesso tono monotono, come, per es., quello del diapason determinano il sonno in alcuni individui già sottoposti altre volte allo esperimetno. Stimoli anche più leggieri, comeil tic-tac dell’orologio, il grattametno di alcune regioni del corpo, perchè esse siano zone ipnogene, sono capaci di arrecare il sonno. Egualmente la compressione delle ovaia, l’avvicinare ad un’isterica un forte magnete, può determinare lo stato ipnotico

7 – Tecniche di Ipnosi Istantanea – Stimoli shock

Le impressioni troppo forti, come la caduta di un fulmine

8 – Tecniche di Ipnosi Istantanea – Induzione con condizionamento

Alcuni mettono come altra causa l’attenzione aspettante, cioè quando un individuo che è stato più volte ipnotizzato, pensando solo che dovrà esserlo di nuovo, cade spontaneamente nel sonno

9 – Tecniche di Ipnosi Istantanea – Fissazione dello sguardo

Hansen fa dapprima fissar lo sguardo sopra un pezzo di vetro faccettato e molto risplendente. Dopo questa preparazione efli fa colla mano alcuni movimenti sopra il volto de i soggetit, ma senza toccarlo, e poscia chiude loro, dolcemente toccando la pelle, gli occhi e la bocca e ciò contemporaneamente al passar della mano sulle guance. Essi non sono più capaci di aprirli di nuovo. Fatti ancora parecchi movimenti della meno sulla fronte, i soggetti cadono in uno stato uguale al sonno.

In questo stato Hansen li presenta come automi sforniti della volontà, ai quali egli fa assumere a libito le posizioni più strane, ed eseguire le cose più assurde

10 – Tecniche di Ipnosi Istantanea – L’uso delle Ancore Cenestesiche

In generale ogni sperimentatore ha il proprio sistema, che varia a seconda dei soggetti. In alcuni di questi basta toccare semplicemente certi punti del corpo (zone ipnogene) per determinare il sonno. Un giovane su cui avemmo l’occasione di fare molte espereinzae, si addormentava a capo di pochi secondi, allorche si esercitava col dito una semplice pressione sulle bretebre cervicali. Un atro, premendo un punto sulla regione interna del braccio.

Sicchè i diversi processi ipnogeni possiamo ridurli ad azioni psichiche-sensoriali-fisiche.

I processi psichici non sarebbero in fondo che delle pure suggestioni. Dite ad un soggetto sensibile che alla tale ora lo ipnotizzerete a distanza, a quell’ora egli si addormenterà. Processo psichico era quello che usava Faria per determinare il sonno: processo psichico è di suggerire al malato che le sue palpebre si chiudono, che non può aprirle, che gli arti si rilasciano, che non sente più; ed allorché con tono energico ed impressivo si aggiunge “dormite”, gli occhi si chiudono e l’ammalato dorme. Del resto anche le impressioni morali molto vive ed istantanee producono il medesimo effetto.

Le azioni sensoriali si riferiscono al senso della vista, all’udito, alla sensibilità cutanea.

Fra quelle che agiscono sul senso della vista aggiungiamo un fascio di luce molto viva id una lampada elettrica.

Fra quelle che agiscono sul senso dell’udito, annoveriamo tutte le vibrazioni forti ed istantanee. Fra le azioni che si riferiscono alla sensibilità cutanea, vengono considerate le pressioni che si esercitano sulle zone ipnogene, così chiamate, perchè la pressione di esse determina il sonno.

Heidenhain ritiene che anche i passi magnetici agiscono determinando sulla pelle delle azioni leggiere, ripetute.

Infine le azioni fisiche si ridurrebbero ad agenti che verrebbero in contatto del corpo, come la magnete, una debole corrente elettrica, ecc.

In questi casi non si tratta che di un fenomeno del tutto suggestivo.

Di Dott. Giulio Belfiore (1903) – Magnetismo e Ipnotismo

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