Come Riconoscere le Espressioni Facciali delle Emozioni con il Metodo Ekman (FACS)

luglio 8th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Linguaggio del Corpo

espressioni facciali

Nello studio della comunicazione non verbale e della sua importanza all’interno dei rapporti interpersonali le emozioni rivestono un ruolo preminente.

Le emozioni sono intense reazioni affettive, di breve durata, che si manifestano all’improvviso e sono determinate da uno stimolo ambientale.

Le emozioni, inoltre, comportano non solo degli stati affettivi vissuti soggettivamente, bensì anche delle reazioni fisiologiche, espressive, psicologiche.

Paul Ekman, professore di psicologia presso il Dipartimento di Psichiatria della California a San Francisco, ha condotto numerosi studi, anche presso popolazioni indigene, in merito alle emozioni.

In particolare, Ekman e i suoi collaboratori, hanno dimostrato che esistono sei emozioni universali che presentano gli stessi movimenti facciali in ogni persona, di ogni popolo e cultura.

Le sei emozioni universali sono: Sorpresa, Paura, Disgusto, Rabbia, Felicità, Tristezza.

Ogni emozione presenta determinate caratteristiche nel manifestarsi sul volto.

Riconoscere le Espressioni facciali della Sorpresa (Ekman, FACS)

La sorpresa è più breve e scatta all’improvviso.

Inoltre non si può rimanere sorpresi a lungo, a meno che l’evento non riveli via via nuovi aspetti sorprendenti.

Nella mimica della sorpresa:

  • le sopracciglia appaiono incurvate e rialzate;
  • la pelle sotto il sopracciglio è stirata dal sollevamento ed è più visibile del solito;
  • il sollevamento delle sopracciglia produce lunghe rughe orizzontali sulla fronte;
  • le palpebre sono aperte e la sclerotica è visibile sopra l’iride e spesso anche sotto;
  • la mascella si abbassa, cosicché labbra e denti si dischiudono

Riconoscere le Espressioni facciali della Paura (Ekman, FACS)

La paura è un’emozione che le persone provano quando temono per la loro incolumità fisica e/o psicologica. La sopravvivenza dipende dall’imparare a evitare le situazioni che possono causare grave dolore e lesioni fisiche.

Nella mimica della paura:

  • le sopracciglia sono sollevate e ravvicinate;
  • le rughe della fronte sono al centro, non attraversano l’intera fronte come nella sorpresa;
  • la palpebra superiore è sollevata, scoprendo la sclerotica, quella inferiore contratta e sollevata;
  • la bocca è aperta e le labbra sono leggermente tese o stirate all’indietro.

Quando la paura è intensa, si parla di terrore ed è probabilmente la più traumatica fra tutte le emozioni.

Essa, infatti, è accompagnata da numerose alterazioni del sistema neurovegetativo: la pelle impallidisce, aumenta la sudorazione, il respiro accelera, il cuore palpita, può esserci inoltre perdita di urina e feci e tremito delle mani.

Riconoscere le Espressioni facciali di Disgusto (Ekman, FACS)

Il disgusto è un sentimento di repulsione ed è provocato dal sapore, dall’odore o dalla vista di qualcosa di sgradevole. Anche i suoni possono generare questo effetto, se sono legati a una cosa ripugnante, e le sensazioni tattili, come toccare un oggetto viscido.

Nella mimica del disgusto:

  • il labbro superiore è sollevato;
  • il labbro inferiore è sollevato e premuto contro il labbro superiore, oppure abbassato o lievemente protruso;
  • il naso è arricciato e le guance sono sollevate;
  • compaiono delle pieghe sotto la palpebra inferiore, che è sollevata ma non tesa;
  • le sopracciglia sono abbassate, spingendo in basso la palpebra superiore.

Un’ emozione simile al disgusto è il disprezzo, che si può provare, a differenza del disgusto, soltanto verso le persone e le loro azioni, non verso sapori, odori o sensazioni tattili.

Nella mimica del disprezzo gli angoli della bocca sono contratti e appena sollevati e le labbra sono serrate.

Riconoscere le Espressioni facciali di Rabbia (Ekman, FACS)

 

La rabbia è probabilmente l’emozione più pericolosa, infatti, il rischio di perdere il controllo è, talvolta, parte integrante dell’esperienza soggettiva della rabbia.

Tale emozione può essere suscitata da cause diverse: per esempio una frustrazione, una minaccia fisica, un’azione o una frase che ferisce psicologicamente, vedere qualcuno o qualcosa che lede i propri principi morali.

Nella mimica della rabbia:

  • le sopracciglia sono abbassate e ravvicinate;
  • tra le sopracciglia compaiono rughe verticali;
  • la palpebra inferiore è tesa e può essere abbassata dall’azione del sopracciglio;
  • lo sguardo è fisso e gli occhi possono apparire sporgenti;
  • le labbra possono assumere 2 posizioni base: fortemente serrate, con gli angoli diritti o abbassati; aperte, tese, con un contorno squadrato come nel grido;
  • le narici possono essere dilatate, ma questo non è un segno essenziale nella mimica  e può presentarsi anche nella tristezza;
  • c’è ambiguità se i segni della rabbia non compaiono in tutte e tre le aree.

Riconoscere le Espressioni facciali della Felicità (Ekman, FACS)

La felicità è l’emozione più desiderata. Esser felici, infatti, è piacevole e può essere generata dal sollievo di un dolore cessato oppure quando accade qualcosa che migliora l’immagine di

noi stessi, per esempio la lode, l’amicizia, la stima degli altri sono gratificanti.

Nella mimica della felicità:

  • gli angoli della bocca sono stirati indietro e sollevati;
  • la bocca può essere chiusa o aperta, i denti coperti o scoperti;
  • una ruga (la piega rino-labiale) scende dal naso fino oltre gli angoli della bocca;
  • le guance sono sollevate;
  • la palpebra inferiore presenta rughe sottostanti e  può essere sollevata, ma non tesa;
  • negli angoli esterni degli occhi compaiono “zampe di gallina”.

Riconoscere le Espressioni facciali della Tristezza (Ekman, FACS)

Nella tristezza, la sofferenza è in sordina ed è sovente causata dalla morte o dall’abbandono di una persona amata oppure dalla perdita di un’opportunità, di una gratificazione o della stessa salute.

La tristezza ha, generalmente, una durata medio-lunga ed è un’ emozione passiva, non attiva, in quanto la persona soffre in silenzio perché vi è rassegnazione.

Nella mimica della tristezza:

  • gli angoli interni delle sopracciglia sono sollevati;
  • la pelle scoperta sotto il sopracciglio forma un triangolo con l’angolo interno in su;
  • l’angolo interno delle palpebre superiori è sollevato;
  • gli angoli della bocca sono piegati in giù o le labbra tremano.

di Valentina Anna Guzzetta

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