Come Salvare l’Autostima di Persone Orfane ed affette da HIV in Malawi: Uno Studio Intensivo

luglio 19th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica | Psicologia Culturale | Psicologia Sociale | Uncategorized

Mi sono recata in Malawi a dicembre 2014 per una settimana ed ho reclutato un campione di 251 soggetti grazie all’aiuto e sostegno dell’associazione Onlus ‘AfricaSottoSopra’ che da anni costruisce scuole ospedali e pozzi in Malawi. La comunità Malawiana è una società matriarcale e come molte comunità africane sub equatoriali è una società molto affiatata e cordiale. La ‘Ntawa Primary School’ è la prima scuola costruita nel 2009/2010 dall’associazione ed è formata da due blocchi e diverse aule dove usualmente circa 100 bambini per classe studiano ed imparano matematica, inglese, geografia e istruzione alla sanità. Ntawa è l’albero madre dei cimiteri, dove, dopo le cerimonie funebri si deposita cibo in onore degli spiriti, chiedendo il permesso di accettare il nuovo arrivato. La ‘Ntawa Primary School’ , nel villaggio di Ntholola , è frequentata da ben 870 studenti provenienti dai villaggi di Ntholola,Jaenda, Chilambe, Pelusi, Ntokota, Lupia, Mmembo. La scuola è dedicata ad ” Alessandra e Federico” ed è guidata dal Preside Mr.Kingsly e da undici insegnanti. Oltre che insegnare , nella ‘Ntawa Primary school’ ci si diverte anche, infatti ogni anno in estate vengono organizzati , con il progetto summer camp , delle competizioni sportive ed artistiche. La scuole è composta principalmente da mattoni e travi di legno, con servizi igenici ed una ‘mensa’ dove viene assicurata ai bambini una colazione ed un pranzo , anche il cibo è totalmente reperito grazie all’aiuto economico dell’associazione e grazie al comitato di donne (Rome with you Malawi Women) che si prodiga nella preparazione di pasti caldi per i ragazzi. Svolgere la somministrazione del questionario è stato molto semplice e veloce grazie all’aiuto di insegnanti ed operatori dell’ Onlus che si sono impegnati perché l’organizzazione fosse impeccabile. Ancora prima del mio arrivo le classi della scuola ‘Ntawa primary School’, erano preparati per il mio lavoro di ricerca ed ho trovato ad accogliermi bambini e ragazzi entusiasti di partecipare ad una ricerca di una studentessa Italiana.

Il campione

campione malawi
Il campione reclutato era formato da 251 soggetti di età compresa tra 10 e 18 anni tutti di origine Malawiana e tutti iscritti alla ‘Ntawa Primary School’. L’età media del campione era di 12,25 anni (ds=1,89),tuttavia la maggioranza dei soggetti (75%) erano compresi tra i 10 e i 12 anni, il campione era inoltre appaiato per genere avendo 124 soggetti (37 %) di sesso maschile e 127 soggetti (38%) di sesso femminile.

campione malawi2

Analizzando gli anni di istruzione del campione si evince che gli anni passati a scuola variano tra gli 1 e 13 anni e che la media generale degli anni di istruzione è 5,28 anni (ds=2,15) distribuendosi maggiormente tra i 3 e i 6 anni di scuola. ( Fig. n° 8 ).

campione malawi3

L’esperienza della perdita di un genitore è molto comune nel campione analizzato, solo il 15% dei partecipanti ha entrambi i genitori, 125 soggetti (38%) ha perso entrambi i genitori. È più frequente la morte della madre ( 16%) rispetto a quella del padre(6%) (Tabella n°1 ).Analizzando le cause della morte dei genitori del campione, si è visto come più della metà ( 57%) sono morti a causa dell’ HIV (Tabella n°2).

campione malawi4

Inoltre analizzando più approfonditamente il nucleo familiare del nostro campione, si è visto come è molto comune anche l’esperienza di perdita di fratelli e sorelle maggiori o minori e che , come osservato per i genitori , molti di essi erano morti a causa dell’ immunodeficienza da HIV (Tabella n° 5). Più del 89% del campione ha perso fratelli o sorelle a causa di tale malattia. Tuttavia la metà del campione (50%) ha almeno una sorella ancora viva.

campione malawi5

campione malawi6

Il livello di identificazione con la comunità e con i coetanei è predittivo per una buona autoefficacia, i risultati verranno descritti in seguito nel capitolo dei risultati.

campione malawi7

campione malawi8

 

Condizioni mediche del campione

Il nostro campione era caratterizzato da molti soggetti affetti da HIV, infatti circa il 43% era affetto dal virus e solo il 23% seguiva regolarmente una terapia antiretrovirale. Questo dato è ben comprensibile se si pensa che in Malawi, le alcune cure mediche per malattie come l’HIV che colpisce una buona parte della popolazione, sono a pagamento. Sono pochi i fortunati tra bambini e ragazzi che hanno la possibilità di usufruire di un aiuto economico da familiari o da Onlus.
Oltre l’incidenza elevata del virus dell’HIV , altre malattie colpiscono in maniera meno pesante il nostro campione, abbiamo infatti riscontrato malattie come : albinismo, leucemia falciforme, e labbro leporino. In alcune di queste patologie è possibile supporre che ci sia una discriminazione, specialmente in quelle condizioni in cui le differenze fisiche sono evidenti (si pensi all’albinismo che incide in modo netto sul colore della pelle o al labbro leporino). Possiamo ipotizzare perciò che tali condizioni impattano in maniera abbastanza importante su caratteristiche psicologiche. Come si vede dalla tabella n° 7 , non considerando momentaneamente l’affezione da virus da HIV, il 68% del campione non è affetto da alcuna patologia, mentre il 3% è affetto da albinismo e da labbro leporino e il 1% da leucemia falciforme.

campione malawi9

Analizzando l’altezza media del campione espressa in centimetri ( 124.4cm, Ds= 22.6) ed il peso medio (23.56, Ds=11.35) si nota come il nostro campione con età media di circa 12 anni, sia relativamente sottosviluppato rispetto alla media di peso ed altezza dei ragazzi con uguale età nei paesi occidentali. Infatti nei paesi occidentali ( Europa, USA, ) l’altezza media è di circa 152.0 cm (Una questione di statura. Come l’altezza influenza la salute, il futuro e la felicità delle persone, Stephen S. Hall,) , ed il peso si è compreso tra 40 e 44 kg. Chiomento A. (2010). Dal confronto si può notare come i ragazzi da noi analizzati siano fortemente sottopeso, ciò può essere spiegato dall’alimentazione monotona composta prettamente da farina di mais, e carente di proteine.

Procedura

Per ricavare i dati ottenuti ed esposti nel capitolo successivo, ho proceduto dividendo il campione in quattro gruppi ed ho somministrato il questionario precedentemente creato dal Professore Gallucci a tutti i soggetti classe per classe. La somministrazione del questionario ha impiegato circa un ora e mezza per classe, quindi tutto il materiale necessario è stato raccolto i una sola giornata. I ragazzi erano tutti ben disposti a partecipare a questa ricerca , ho incontrato difficoltà nello spiegare alcuni termini specifici in inglese, ma è stato tutto facilmente sormontabile grazie all’aiuto di persone madrelingua sia Italiana che Malawiana e dei professori che hanno tradotto i termini più difficili ai ragazzi. Il questionario era ovviamente in forma anonima, ed i bambini erano riconoscibili per il loro numero attaccato alla sedia dove svolgevano il questionario. Il questionario è stato tradotto in lingua Inglese, per far comprendere a tutti i soggetti quanto scritto, un breve esempio dell’inizio del questionario è esposto in appendice (vedi appendice 1). Dopo aver esposto ai ragazzi come svolgere il questionario in lingua Inglese ho consegnato il materiale e sono rimasta a disposizione per ulteriori informazioni. Appena ritornata ho trasferito i miei dati nelle apposita pagina di SPSS (programma specifico per compiere analisi statistiche) ed ho iniziato a raccogliere i primi risultati.

 

Materiali e Metodi

Il questionario era composto da cinque test che valutavano l’identificazione dei soggetti con la società e la comunità di appartenenza, la loro autostima, i sintomi da disturbo post traumatico , i sintomi depressivi e le loro capacita di coping e resilienza. (Vedi appendice 1)

Test per misurare l’Identificazione

Per cercare di catturare la identificazione dei soggetti con la loro comunità e con i coetanei, è stato usato il test Self Scale (IOS) (Aron et al., 1992), uno strumento di tipo grafico simbolico volto a misurare tale costrutto in termini di identificazione con l’altro, ossia in termini di interdipendenza. Al rispondente sono presentati 4 diagrammi di Venn, ciascuno dei quali è costituito da due cerchi che rappresentano rispettivamente il sé e l’altro (in questo caso la comunità e i coetanei) , in grado crescente di sovrapposizione e diametro. Il soggetto deve scegliere l’immagine che meglio qualifica, dal diagramma 1 al diagramma 4, il suo rapporto con l’altro. Un piccolo esempio esplicativo è presentato nella figura n° 11, ed un esempio del diagramma inserito nel questionario è riportato in appendice. (Vedi appendice 2)

campione malawi10

Test per Misurare l’Autostima

La misurazione dell’autostima è stata ricavata con il test Rosenberg Self Esteem Scale. Il test è composto da 10 item. Creato dal sociologo Dr. Morris Rosenberg nel 1965 è un test ampiamente utilizzato nella ricerca sociale-scientifica, misura l’autostima chiedendo agli intervistati di riflettere sui loro sentimenti attuali. La scala autostima Rosenberg è considerata uno strumento quantitativamente affidabile e valido per la valutazione di autostima. Per un esempio esplicativo. (Vedere appendice 3).

Test per Misurare il Disturbo Post Traumatico da Stress

La misurazione dei sintomi da disturbo post traumatico da stress sono stati raccolti mediante il test The Child PTSD Symptom Scale (CPSS). Il test in questione è composto da 17 item (vedi appendice) , è stato creato da Foa et al nel 2001 per misurare i disordini da disturbo post traumatico da stress in bambini da 8 a 18 anni ed è accettato dalla comunità scientifica per la sua attendibilità e validità. Il CSPR ha 24 elementi, 17 dei quali corrispondono ai sintomi del DSM-IV e che compongono il questionario abbreviato. Nella prima parte del questionario, agli intervistati viene chiesto di “inserire il numero che meglio descrive quanto spesso il problema lo ha preoccupato nelle ultime due settimane .” Le risposte sono su una scala Likert da 1 a 4 punti . Il punteggio 0 corrisponde all’affermazione ‘ non è affatto’ , 1 corrisponde a dire una volta alla settimana o di tanto in tanto, 2 invece va da 2 a 4 volte a settimana quindi per metà del tempo, 3 a 5 o più volte a settimana ciò quasi sempre e 4 che indica sempre. (Per un esempio esplicativo vedere appendice 4)

Test per Misurare la Depressione nei Bambini

I sintomi depressivi sono stati indagati con il test Beck Depression Inventory Primary Care Version (BDI-PC). Il test è composto da 10 item. Creato da Aaron T. Beck , è un questionario a scelta multipla self-report ed è uno degli strumenti più utilizzati per misurare la gravità della depressione .
Ci sono tre versioni del BDI: quello originale pubblicato nel 1961 e successivamente rivisto nel 1978 come il BDI-1° e il BDI-II, pubblicato nel 1996. Nel nostro caso è stata usata la prima versione originale del test.
(Per un esempio esplicativo vedere appendice 5).

Test per Misurare le Strategie di Coping

I vari stili di coping utilizzati si sono indagati con il test Brief Cope.
Il test è formato da 28 item. Creato da Carver, 1997 è usato in ricerca per valutare le strategie di coping utilizzate. Ne esiste una versione integrale ed una abbreviata che è quella usata in questa specifica ricerca.
Il test in questione ha 14 sotto scale, ognuno identificativo di diversi stili di coping, raggruppabili in tre macro categorie: strategie basate sull’emozione comprendenti strategie di coping come , accettazione, ricerca di supporto emotivo, umorismo, ristrutturazione positiva e religione. Strategie basate sul problema comprendenti strategie di coping come coping attivo, ricerca di supporto strumentale e pianificazione. Strategie disfunzionali che comprende strategie di coping come disimpegno comportamentale, rifiuto, auto distrazione, vergogna, uso di sostanze e senso di colpa. (Per un esempio esplicativo vedere appendice 6).
Tutti i test avevano 4 possibili risposte, dove 1 corrisponde ad uno scarso accordo con la affermazione e 4 corrisponde un forte accordo con la affermazione.

Inoltre tutti gli strumenti utilizzati erano stati sottoposti a misure di attendibilità in termini di coerenza interna. I risultati apparivano tutti soddisfacenti o nettamente soddisfacenti (Tabella n° 8). Nunnally e Bernstein (1970) definiscono soddisfacente un risultato >.70, autori più severi come Boncori (2006) definiscono un risultato soddisfacente in termini di >.80.

campione malawi11

 

Il test che indagava le strategie di coping è risultato poco attendibile per il campione preso in considerazione dalla medesima ricerca. Le possibili interpretazioni di ciò verranno discusse nel capitolo successivo.

 

Risultati della Ricerca
Descrizione delle misure

Nella figura sottostante possiamo osservare le statistiche descrittive delle principali variabili prese in considerazione. Possiamo osservare che nel campione è piuttosto alto il livello di autostima (media di risposte pari a 3 su una scala di 4), sono inoltre alti i livelli di depressione e disturbo post-traumatico da stress. Tra le strategie di coping utilizzate con maggiore frequenza troviamo la strategia di rifiuto, ovvero la negazione che il fatto traumatico sia realmente accaduto e l’utilizzo di alcol e sostanze stupefacenti.

campione malawi12

Le misure distribuite nel campione
Più approfonditamente , per quanto riguarda l’autostima i partecipanti hanno coperto tutti i possibili punteggi al test di Rosemberg (minimo 10, massimo 40). IL campione di soggetti tende ad avere un’autostima medio alta, infatti la media di questa variabile risulta essere 30.09 (ds=6.17). Il risultato è positivo, considerando che è stato preso in considerazione un campione di partecipanti con notevoli difficoltà (HIV, altre condizioni patologiche, perdita di uno o due genitori). Anche l’analisi dei sintomi del disturbo post traumatico da stress riporta valori stabili, infatti si è potuto osservare che la media di risposte del campione per i sintomi da disturbo post traumatico da stress è uniforme (sono infatti compresi tra il punteggio 2.2 e 2.8 in un possibile range di risposte che va da 1 a 4). La media di distribuzione del campione resta comunque medio alta ( 34.53 (Ds= 10.4)). Inoltre si nota un maggiore varianza (presenza di punteggi estremi che vanno da un punteggio di 1.2 a 3.9 in una scala da 1 a 4 di possibili risposte) nella risposta dell’item 1, questo potrebbe essere spiegato dal fatto che l’item uno espone la possibilità di distrarsi con giochi o altro e molte volte questa possibilità in ragazzi Malawiani è poco contemplata o possibile a causa del lavoro che devono svolgere quotidianamente per sopravvivere. La scala di Coping è costituita di 14 sottoscale che esprimono l’uso di strategie di coping specifiche e che raggruppano a loro volta coppie dei 28 item complessivi del test e che a loro volta formano tre grandi macro categorie di diverse strategie di coping adattive o non adattive. Tuttavia il test usato per misurare queste caratteristiche non è risultato affidabile nel nostro campione Malawiano. Questo dato potrebbe essere spiegabile dal fatto che il test in questione è stato standardizzato in località come Spagna, Francia, Grecia e Corea ed in nessun’altro stato o continente del sud del mondo. Potrebbe perciò non essere funzionale nell’indagare le strategie di coping nel nostro campione Malawiano. Per quanto riguarda i sintomi depressivi si nota dalla distribuzione presa in esame che i soggetti si concentrano in un’area di scarsa presenza della depressione (7-16 punti): il 72,1% del nostro campione e in un area di bassa presenza della depressione (25-28 punti) il 15,9% invece si posiziona in un alta area della depressione , proprio come se la distribuzione di frequenza ci voglia suggerire la presenza di casi scarsamente a rischio e soggetti altamente a rischio di depressione, sono invece scarsamente frequenti punteggi medi e medio-alti (18-22 punti).

 

Identificazione

Dalle ricerche si è notato come la maggior parte del campione sia ben identificato con la società Malawiana di appartenenza e con i loro coetanei. Come si nota dalla figura n°6 del capitolo 4, più della metà dei soggetti ( 53%) esprime una massima identificazione con la comunità e che solo il 5% di loro non si identifica con essa. Risultati simili sono stati ottenuti nei confronti della variabile identificazione con i coetanei. Anche in questo caso la distribuzione è asimmetrica a destra, sebbene i punteggi siano in media poco più bassi, anche in questo caso possiamo dire che i partecipanti tendono ad identificarsi con i coetanei. Infatti il 49% dei soggetti esprimono una massima identificazione con i coetanei , mentre solo il 10% non si percepisce identificato con essi . Infatti il 49% dei soggetti esprimono una massima identificazione con i coetanei , mentre solo il 10% non si percepisce identificato con essi .

 

Profilo psicologico di soggetti affetti da HIV

Esistono numerose differenze significative tra persone che hanno contratto o non contratto l’HIV. Le persone con HIV hanno minori sintomi depressivi (t = -11,524,df=249,p<.001) e maggiori sintomi legati al Disturbo Post Traumatico da Stress (t = -8,247,df=249,p<.001). Esistono tuttavia alcune differenze tra gruppi particolari, in questo campione, ad esempio i partecipanti con HIV hanno un livello maggiore di autostima, rispetto ai partecipanti senza HIV (t = -3,48,df=249,p<.001), inoltre i partecipanti con HIV risultano maggiormente identificati con la comunità (t = -7,279,df=249, p<.001) e con i coetanei (t = -8,907,df=249,p<.001). Questo risultato può essere interpretato in molteplici modi, sembra tuttavia che nel campione analizzato ci sia una attenzione positiva in termini di inclusione nella comunità e tra i coetanei delle persone con HIV, diversamente da quello che accade in altre culture. Non solo i partecipanti si identificano con la comunità e con i coetanei, ma le medie sono molto alte, rispettivamente 3,62 e 3,52 su un massimo di 4. Esistono inoltre differenze in termini di strategie di coping. I partecipanti che non hanno contratto l’HIV utilizzano più di frequente strategie inerenti il ristrutturazione positiva (t = 2,479,df=249, p<.02), religione (t = 1,997,df=249,p<.05), le strategie focalizzate sull’emozione (t = 2,549,df=249,p<.02), il supporto strumentale (t = 2,844,df=249,p<.01), il disimpegno (t = 2,46,df=249, p<.02). I partecipanti che hanno contratto l’HIV, invece, fanno un uso maggiore di strategie di rifiuto, strategie che negano che il fatto traumatico sia successo (t = -4,967,df=249,p<.001), autodistrazione (t =6,215,df=249,p<.001), pianificazione (t = -2,081,df=249,p<.05). Per quanto concerne le altre strategie di coping, non sussistono differenze significative.

campione malawi13

 

Fattori di rischio e di protezione

I fattori di rischio sono caratteristiche ambientali, individuali, biologiche e genetiche che aumentano la possibilità di manifestare un disturbo di natura organica, fisiologica o psicologica, mentre i fattori di protezione sono le medesime caratteristiche che invece limitano e ostacolano il manifestarsi di tale disturbo o deficit .

L’effetto dei fattori protettivi e di rischio sul livello di Disturbo Post Traumatico da Stress nei bambini affetti da HIV e bambini senza HIV

È stata condotta una regressione lineare multipla, sul sottocampione di bambini senza HIV con il DPTS come variabile dipendente e identificazione con la comunità, con i coetanei, autostima, strategie di coping disfunzionali, strategie focalizzate sulle emozioni, strategie di coping basate sul problema. Come possiamo vedere dalla tabella sottostante ( Tabella n°11) l’autostima è risultato un fattore molto protettivo per i partecipanti in quanto riduce in modo significativo il livello di DPTS (beta = -.770, t(df=101) = -9,245, p<.001), un fattore che predispone al rischio sono invece le strategie di coping legate all’emozione (beta = .145, t(df=101) = 2,139, p<.05). È stata condotta un’altra analisi di regressione, sul sottocampione di bambini con HIV. In questa regressione, il DPTS era variabile dipendente, mentre identificazione con la comunità, con i coetanei, autostima, strategie di coping disfunzionali, strategie focalizzate sulle emozioni, strategie di coping basate sul problema erano variabili indipendenti. In questa regressione sono risultati fattori protettivi il livello di identificazione con la comunità (beta = -.355, t(df=136) = -3,095, p<.01) e con i coetanei (beta = -.253, t(df=136) = -2,208, p<.05). Precedentemente, abbiamo notato come i soggetti con HIV abbiano maggiore livello di identificazione con coetanei e con la comunità, la comunità e gli altri in generale si prendono carico di questi bambini e li supportano maggiormente, e questo maggiore livello di identificazione attutisce di fatto l’impatto in termini di DPTS. Diversamente dal precedente campione, l’autostima non ha un ruolo cruciale nella riduzione del DPTS, in questo caso.
Tra i fattori di rischio troviamo nuovamente le strategie focalizzate sulle emozioni, variabile che sembra controproducente in termini di sviluppo del DPTS, sebbene il beta non sia altissimo (beta = .177, t (df=136)= 2,386, p<.02).

campione malawi14

Fattori protettivi e di rischio verso la depressione nei bambini senza HIV

È stata condotta una analisi di regressione, sul sottocampione di bambini senza HIV. In questa regressione, la depressione era variabile dipendente, mentre identificazione con la comunità, con i coetanei, autostima, strategie di coping disfunzionali, strategie focalizzate sulle emozioni, strategie di coping basate sul problema erano variabili indipendenti. L’unico fattore di protezione emerso è l’autostima (beta = -.444, t(df=101) = -3,514, p<.001). È stata condotta un’altra analisi di regressione, sul sottocampione di bambini con HIV. In questa regressione, la depressione era variabile dipendente, mentre identificazione con la comunità, con i coetanei, autostima, strategie di coping disfunzionali, strategie focalizzate sulle emozioni, strategie di coping basate sul problema erano variabili indipendenti. Anche in questo caso il livello di identificazione con la comunità ha un ruolo protettivo nei confronti della depressione nel caso dei bambini con HIV (beta = -.249, t(df=136) = -2,033, p<.05). Stesso risultato è stato ottenuto per quanto concerne la variabile strategie di coping basate sulle emozioni (beta = -.165, t(df=136) = -2,079, p<.05). Hanno un ruolo controproducente l’autostima (beta = ,303, t(df=136) = 2,544, p<.02) e le strategie di coping disfunzionali (beta = .483, t(df=136) = 5,863, p<.001). Mediamente il campione tende ad usare più strategie di coping disfunzionali, e focalizzate sull’emozione mentre in numero minore tendono a ricorrere a strategie focalizzate sul problema.

campione malawi15

 

Condizione familiare

La variabile “orfani di genitori o meno” incide anch’essa nei test da noi somministrati in maniera negativa. Infatti dalle tabelle qui di seguito si evincono alcune differenze nei campioni analizzati. Si nota come hanno maggior identificazione con la comunità i bambini orfani di madri (F=(3;247)=8.047, p<.001), padri (F(3;247)=8.144,p=<.001) ed entrambi (F(3;247)=8.766,p<.001). Similmente a ciò che accade per i partecipanti con HIV, sembra che in questa cultura ci sia una maggiore attenzione rispetto a questi temi, il bambino che perde uno o più genitori diventa automaticamente figlio della comunità, non viene emarginato in termini sociali. Inoltre i bambini orfani di padre (F(3;247)=9.88;p<.001) hanno più autostima rispetto ai bambini orfani di madre e quelli orfani di entrambi i genitori. I ragazzi orfani di entrambi i genitori hanno rispettivamente minor autostima, minor strategie di coping basate sul problema e sull’emozione ed hanno invece punteggi significativamente maggiori per quanto riguarda l’uso di strategie di coping disfunzionali (F(3;247)=3.9,p<.001)
Coerentemente a quello che possiamo attenderci il livello di depressione (F(3;247)=8.436,p<.001) e di disturbo post-traumatico (F(3;247)=9.88,p<.001) è maggiore nei bambini orfani rispetto ai bambini non orfani. Il fatto di essere orfani invece non impatta sul livello di autostima.

Confronto tra maschi e femmine rispetto alle variabili misurate

L’interesse era volto a cogliere le possibili differenze tra ragazzi e ragazze ma proseguendo con le analisi si è notato che non ci sono differenze statisticamente significative tra maschi e femmine per quanto concerne le variabili misurate ad eccezione di una delle 14 strategie di coping, la strategie di accettazione. Nel campione analizzato, i ragazzi, più che le ragazze utilizzano tale strategia (t =( df= 101)= 1,994, *p<.05).

di Giulia Zucchini (Relatore Tesi: Marcello Gallucci)

Aiuta anche tu i Bambini del Malawi donando il tuo 5×1000 a Africasottosopra Onlus

africa sotto sopra

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.

One Response