Gli 8 Tipi più Pericolosi di Cyberbullismo

agosto 19th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia dello Sviluppo

CyberbullismoLe varie forme del bullismo on-line

Il Cyberbullismo è un fenomeno complesso che si manifesta in molteplici modalità.

(Baldry, Sorrentino, 2013)

  • Flamming: l’invio di messaggi violenti e volgari, allo scopo di suscitare conflitti verbali all’interno della rete fra due o più utenti. Flame è un lemma inglese che vuol dire fiamma, l’intento è inviare un messaggio deliberatamente ostile per “accendere” una discussione verso un singolo o una comunità.
  • Harassment: molestie perpetuate tramite canali di comunicazione di massa con azioni, parole e comportamenti persistenti indirizzati verso una singola persona, che causano disagio emotivo e psichico. Come nel bullismo classico, si viene a creare una relazione sbilanciata nella quale la vittima, subisce passivamente le molestie, senza poter porre fine alle aggressioni.
  • Cyberstalking: con questo termine si designano tutti quei comportamenti che, mediante l’uso delle nuove tecnologie, sono attuati per perseguitare le vittime allo scopo di infastidirle e molestarle a tal punto da non farle sentire più al sicuro neanche tra le mura domestiche. In questo caso diversamente da Harassment i messaggi hanno un carattere maggiormente intimidatorio, contenendo esplicite minacce di aggressione fisica che portano la vittima in uno stato di costante allarme e ansia. Generalmente nello stalking la vittima ha la percezione di essere costantemente spiata nelle sue attività quotidiane, con una sensazione di pericolo incombente. Alla stessa maniera nel cyberstalking, l’aggressore può sfruttare uno spywer per monitorare on-line i movimenti della vittima.
  • Denigartion: divulgazione nella rete o tramite sms di notizie false o dispregiative, allo scopo di danneggiare la reputazione o le amicizie di colui che viene preso di mira. Le tecnologie digitali permettono di raggiungere questo obiettivo con estrema facilità e rapidità, in poco tempo una vastissima platea potrà prendere atto di queste affermazioni diffamatorie. Generalmente i processi denigratori colpiscono aspetti centrali della personalità del soggetto; nelle di ragazze si tratta per lo più di presunta promiscuità sessuale, mentre nei ragazzi si concentrano principalmente sull’orientamento sessuale. Tuttavia qualsiasi altro elemento può diventare oggetto di denigrazione, appartenenza etnica, difetti fisici, difficoltà scolastiche e situazioni familiari.
  • Impersonation: Il persecutore si appropria dell’identità virtuale della vittima e compie una serie di azioni che la porranno in difficoltà relazionali e imbarazzo. Il furto di identità può avvenire a due livelli di complessità informatica: l’aggressore può aprire un nuovo profilo sul social network e blog fingendo di essere la vittima oppure può agire come un vero hacker, riuscendo cioè ad ottenere l’accesso all’account della vittima modificandone le credenziali e impedendole la possibilità di riappropriarsi della propria identità virtuale.
  • Tricy o Outing: la peculiarità di questo fenomeno è nella premeditata intenzionalità di ingannare la vittima. In questo caso il cyberbullo si guadagna prima la sua fiducia, reperendo confidenze private e materiale personale, poi lo diffonde al fine di danneggiarne la reputazione sociale. Tali rischi tendono ad essere molto elevati in rete, laddove, la semplicità di inserimento di informazioni private nel proprio blog, si accompagna alla stabilità delle tracce, che continuano a rimanere reperibili anche dopo la cancellazione.
  • Exclusion: escludere intenzionalmente un altro utente, dal gruppo di amici, dalla chat o da un gioco interattivo. L’ostracismo on-line può essere perseguito facilmente attraverso i social network che sono divenuti il luogo ideale per queste forme di sabotaggio sociale.
  • Happing shapping (schiaffo allegro): fenomeno giovanile osservato per la prima volta nel 2004 in Inghilterra dove un gruppo di ragazzi scoprì di divertirsi tirando ceffoni agli sconosciuti. La versione cyber consiste nel videoposting, cioè la diffusione del video, dove la vittima è ripresa mentre subisce violenza psichica e fisica.

di Alice Maggini

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