Il Potente Beneficio delle Carezze su Cervello e DNA del Bambino

ottobre 3rd, 2015 | Posted by Igor Vitale in Psicologia dello Sviluppo

carezze bambino

Fare una carezza al proprio bambino è molto di più di un comune gesto affettivo tra genitore e figlio.

Le carezze e l’attaccamento sicuro (clicca qui per saperne di più 🙂, hanno un effetto di stimolazione sul cervello del bambino. In questo articolo vedremo le grandi risorse che le carezze possono apportare sul benessere del bambino.

1. Aumenta la Sicurezza Personale

Avere un genitore che fa da “base sicura” non rappresenta solo un supporto pratico, ma porta ad un aumento della sicurezza personale del bambino.

2. Stimola Neuro-Ormoni che Modulano il Piacere

Le carezze stimolano il cervello a produrre neuro-ormoni che regolano il piacere, quando ci si sente amati. I due neuro-ormoni, ossitocina ed endorfine producono un senso di rilassamento appagante (Panksepp, 1998).

3. Stimola la Crescita del Cervello

Le neuroscienze mostrano come i primi momenti della vita e le prime relazioni siano importanti. La stimolazione tattile e semplici azioni come “carezzare il proprio cucciolo” provocano infatti un aumento dei fattori di crescita neuronali (Nerve Grow Factor) e un precoce sviluppo del sistema nervoso in diverse specie di mammiferi.

4. Migliora la Regolazione Emotiva, la Memoria Autobiografica e le Capacità Sociali

Inoltre è oramai noto come l’esperienza stessa e l’apprendimento incidono sulla metilazione del DNA regolando l’espressione genica e la sintesi proteica (Lester et al., 2011).

Recenti studi hanno messo in evidenza come la relazione di attaccamento primaria rappresenti la chiave di un complesso gioco di reciproca influenza tra componenti genetiche, ambientali ed epigenetiche, che interagiscono come possibili fattori di rischio o di protezione per un successivo sviluppo psicopatologico (Fonagy e Lyiten, 2009; van Ijzendoorn et al., 2010) e come possono avere effetti diretti sullo
sviluppo delle strutture cerebrali sottese a processi di regolazione emotiva, memoria autobiografica, capacità sociali, auto-riflessione e processi narrativi (Main at al., 2005; Sroufe et al., 2005).

di Cinzia Governatori

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