Come Creare Empatia in Breve Tempo

novembre 2nd, 2015 | Posted by Igor Vitale in Relazioni Interpersonali | Tecniche di Comunicazione

empatia

Le Regole per Comunicare Bene sono molto basate su un ascolto efficace. Come puoi adeguare la tua comunicazione se non hai un buon metodo di input di informazioni?

Per comunicare bene dovrai prima ascoltare molto bene:

  • Cosa Dice
  • Come lo Dice (linguaggio del corpo)
  • Cosa Non Dice
  • Come non lo Dice (che strategie usa per omettere dati o dissimulare)

E’ opportuno quindi che il buon comunicatore segua queste regole, per migliorare in pochi passi il modo in cui ascolti l’altro

Regola 1. Contenere narcisismo ed ego

L’ascolto è apertura all’altro; qualsiasi forma di espressione dell’io è un ostacolo all’apertura. Blocca i tuoi trip narcisistici subito. Ti è mai capitato incontrare qualcuno che parla sempre di sé? Di solito non fa un buon effetto sul lungo periodo.

Regola 2. Mantenere la pazienza al massimo

Solitamente siamo in sintonia con persone che parlano al nostro stesso ritmo, tendiamo a non seguire chi parla molto più velocemente di noi, ci annoiamo quando una persona parla molto lentamente. Ognuno segue un suo ritmo. Il bisogno di far presto, il fastidio di ritardi o la fretta di capire possono creare grandi ostacoli alla comunicazione, cercare di forzare i ritmi dell’interlocutore può farci ottenere  le informazioni più in fretta o in modo diverso, ma rovina la relazione. Mantenere la calma, anche con il linguaggio del corpo che deve mostrarsi aperto e rilassato.

Regola 3. Controllare la paura

La paura di non essere accettati o graditi è il primo ostacolo alla comunicazione efficace. La paura ci porta sempre a mostrarci per quello che non siamo, dando un effetto di insicurezza o peggio di falsità.

Regola 4. Sviluppare il canale uditivo

Il mondo occidentale è spesso poco allenata all’uso del canale visivo: pubblicità, video, social network utilizzano in larga misura sul canale visivo e questo ci porta naturalmente allo sviluppo di questo tipo di canale. Eppure, nelle comunicazioni di persona il canale uditivo è fondamentale. Un training all’uso del canale uditivo passa su esercizi di focalizzazione dell’attenzione di ascolto al buio. Ascoltare al buio è un modo rapido per potenziare l’attenzione per i fenomeni acustici e quindi le capacità di discriminazione; è molto utile anche ascoltare dialoghi in lingue che non si conoscono, in modo tale da eliminare la componente verbale ed il significato delle parole, per comprendere le emozioni nascoste senza capire il significato delle parole.

Regola 5. Etichettare le emozioni ed incorniciarle in modo che non siano direttamente attribuite alla persona, ma al modo in cui si sta comportando la persona

Ad esempio dire “sei ansioso” etichetta molto il soggetto, “sembri nervoso” etichetta già un po’ meno, “il tuo comportamento sembra nervoso” etichetta ancora di meno, “quando tu fai [comportamento X] io mi sento [emozione Y]” etichetta ancora di meno

Regola 6. Usare una parafrasi sotto forma di domanda

Significa riproporre ci che la persona ha detto in modo da ristrutturarla, ovvero, consegnare un significato leggermente diverso. Se una persona dice “sono finito”, reagire con una domanda significa “stai dicendo che non vedi una via d’uscita dalla situazione?”

Regola 7. Riflettere e rispecchiare

Significa ripetere le ultime parole o frasi dette dall’interlocutore, questo serve a creare empatia, ma anche ad utilizzare lo stesso vocabolario del nostro interlocutore e farci capire meglio

Regola 8. Preferire domande aperte (ma non la domanda perché?)

Regola 9. Usare segnali di assenso

Annuire con leggeri movimenti della testa (come a dire “si”) o con la voce aiuta a far emergere maggiore contenuto nelle verbalizzazioni dell’altro. Usare il contatto visivo

Regola 10. Usare il silenzio

Il silenzio, posto tra una frase e l’altra enfatizza ciò che stiamo dicendo e facilita la memorizzazione nell’interlocutore

Regola 11. Usare messaggi strutturati secondo le schema “sento X, quando tu Y, perché Z

Ad es., “mi sento nervoso quando urli perché non è da te comportarti così”

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