Come identificare il rischio di Suicidio in Prigione

novembre 16th, 2015 | Posted by Igor Vitale in Criminologia

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Nel 2000 l’Organizzazione Mondale della Sanità (OMS) ha pubblicato una guida per la prevenzione dei suicidi, rivolta a chi lavora in prigione per ridurre questo rischio.

Il Suicidio in Prigione è spesso la causa più comune di morte nelle carceri.

Le strategie utilizzate dalle carceri per ridurre questo rischio possono effettivamente ridurre il rischio, ma variano spesso in base alle risorse e al tipo di struttura considerata.

Sono diversi i fattori che influenzano la probabilità di suicidio nelle carceri

  • presenza di detenuti a breve termine
  • percentuale di ergastolani
  • sovraffollamento
  • igiene
  • condizioni culturali
  • prevalenza di HIV/AIDS
  • livello di stress
  • accesso alla salute fisica e mentale di base

Il primo passo è il Profiling Suicidiario

Un primo passo importante per ridurre il rischio di suicidio è lo sviluppo del Profilo Suicidiario, che permetta di capire quali siano i fattori di rischio che facilitano il suicidio. Solo in questo modo è poi possibile creare un piano di prevenzione del suicidio.

Ecco i principali fattori da considerare

Fattori Situazionali del suicidio

I suicidi tendono a verificarsi per impiccagione, quando i carcerati sono tenuti in celle di isolamento e quando il personale è di meno come nella notte o nei weekend.

Un’altro fattore che aumenta il rischio è l’uso di celle singole.

Fattori psicosociali del suicidio

I fattori psicosociali che facilitano il suicidio sono

  • scarso supporto sociale
  • scarso supporto familiare
  • precedente comportamento suicidiario (specialmente se negli ultimi 1-2 anni)
  • malattia psichiatrica
  • problemi emozionali

Altri fattori che possono entrare in gioco prima del suicidio sono

  • esperienze di bullismo
  • conflitti con gli altri carcerati
  • infrazioni disciplinari
  • aver ricevuto informazioni negative

Qualunque sia il fattore psicosociale prevalente nel soggetto, il fattore psicologico fondamentale che porta al suicidio è certamente la sensazione di assenza di speranza (hopelessness) e l’assenza di strategie per affrontare questa sensazione. Per questo è importantissimo valutare questa sensazione con il testing psicologico per capire chi è effettivamente un individuo a rischio.

Rischio di suicidio nelle donne carcerate

Sebbene la grande maggioranza dei suicidi in carcere avvenga negli uomini, anche le donne hanno una fetta di rischio elevata. In particolare, nella maggioranza dei casi le donne che tentano il suicidio ci riescono più frequentemente rispetto agli uomini.

Per capire il profilo delle carcerate a rischio di suicidio bisogna sempre valutare

  • scarso supporto sociale
  • scarso supporto familiare
  • precedente comportamento suicidiario (specialmente se negli ultimi 1-2 anni)
  • malattia psichiatrica
  • problemi emozionali

Rischio di suicidio in carcere nei giovani

L’esperienza del carcere può essere particolarmente difficile per i giovani. I prigionieri giovani sono fortemente dipendenti dalle relazioni supportive dello staff del carcere. Per cui, separare ed isolare i giovani prigionieri può portare ad un aumento del rischio di suicidio.

Come strutturare un programma di prevenzione del suicidio

Il primo passo per implementare un piano di prevenzioni del suicidio è quello di capire il livello di presenza dei fattori di rischio nella popolazione carceraria.

Bisogna inoltre ricordare che alcuni fattori di rischio sono presenti solo in determinati contesti carcerari, per cui bisognerebbe fare ben attenzione a comprendere quale sia il Profilo Suicidiario più frequente nella propria struttura specifica.

I fattori di rischio elencati non sono gli unici predittori possibili del suicidio. Per cui è sempre importante fare uno screening clinico, mediante l’uso del testing psicologico per misurare correttamente lo stato psicologico della popolazione carceraria

di Igor Vitale

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