Come riconoscere il narcisista in amore e sessualità

marzo 7th, 2016 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica | Relazioni Interpersonali | Sessuologia

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Amore, sessualità e paura

La sessualità e gli affetti sono un grande tormento ma anche un grande rifugio per queste sensibilità. L’attenzione e l’attrazione che l’altro dimostra sciolgono l’inquietudine e la paura che ogni altro tipo di contatto e di confronto evoca nel narcisista. La sessualità e gli affetti che egli riesce a sollecitare nel suo interlocutore lo rassicurano: rappresentano infatti un intenso controllo sulla vita e sulle emozioni dell’altro. Costituiscono per lui un modo di immaginarsi perfetto per le aspettative create nell’altro, creando nella propria immaginazione una disponibilità maggiore di quella affettiva.

Sessualità ed affetti permettono di usare l’altro sentendosi perfetti e contenti.

L’attrazione sessuale può essere immaginata dal narcisista, ma non così facilmente sentita. Può essere fantasticata, non vissuta a partire dai fremiti della carne. L’idealizzazione reciproca rappresenta una crescente, invischiante minaccia di intrappolamento per il narcisismo. L’idealizzazione reciproca rappresenta una crescente, invischiante minaccia di intrappolamento per il narcisismo. Piacere, gioia, amore affiorano infatti in lui con l’inquietudine umiliante del bisogno. Sono la minaccia dalla manipolazione, del controllo, dello sfruttamento da parte dell’altro

Al culmine della destabilizzazione interiore, i comportamenti di evitamento della fonte dell’angoscia possono assumere aspetti fobici, stilizzati e gotteschi nel loro irriflesso automatismo, come in presenza di un reale fantasma pericoloso: l’altro. La paura viene agiti, più che sentita. La paura è uno scoppio di rabbia, un allontanamento fisico, una fuga, una confusione dei pensieri.

Promiscuità sessuale ed affettiva

La promiscuità sessuale ed affettiva, quel frequente e spesso caotico passare da un rapporto all’altro, oppure quel parziale sovrapporsi di rapporti diversi nello stesso momento, spesso rappresenta l’unico modo che queste persone possono immaginare per sottrarsi ai rapporti “pericolosi”. La promiscuità è anche il sollievo di uscire all’aperto, il modo di tornare se stessi, di sottrarsi dall’invischiamento delle aspettative altrui. Quella che può sembrare promiscuità di relazioni, dal punto di vista del narcisista è una sorta di promiscuità di idealizzazione grandiosa.

Il meccanismo difensivo di base è: non c’è capacità di amare ma si sente il bisogno di avere amanti

La propensione per rapporti affettivi triangolari

La  propensione per rapporti affettivi triangolari può mimare la presenza di tensioni edipiche, come quelle dell’isteria. La presenza di un terzo incombente, come ogni situazione indefinita ed indefinibile, rassicura il narcisista dalle angosce fondamentali viste prima. Permette un coinvolgimento emotivo, senza dover gestire in prima persona il rapporto nella quotidianità, al riparo così dall’ansia di dover scegliere e di doversi collocare. I continui problemi che sorgono in questa relazione mascherano la propria sensazione di inadeguatezza, e forniscono inoltre motivi, pretesti e razionalizzazioni a non finire per lo sfogo della rabbia e di aggressività.

La gelosia rappresenta quindi un fattore costitutivo del suo modo di entrare nelle relazioni e di rimanervi. La gelosia normale contiene competitività e una segreta umiliazione di sé verso ciò che è sentito buono per sé, perché viene sentito il bisogno di competere con un altro per raggiungerlo: si tratta di elementi estranei ad una grandiosità del Sé.

La gelosia sul piano narcisistico è dunque piuttosto rabbia per l’allontanamento o per l’indipendenza dell’oggetto sotto controllo. È più corretto parlare dunque di “possessività”. La gelosia inoltre si inscrive nella proiezione della propria stessa voglia di evadere dal rapporto, che viene vista nell’altro, di cui si è perciò gelosi. È un tipo do gelosia che viene espressa nell’indifferenza e nell’inconsapevolezza dei reali bisogni dell’altro.

La sessualità è sperimentata in identificazione nell’altro, nel “terzo” del rapporto, sia esso reale oppure immaginato, fantasticato

Nel triangolo il narcisista è contenuto. Si ha una deresponsabilizzazione nei confronti della persona con cui si ha un rapporto

L’instabilità

L’instabilità è l’unico contesto che permette un coinvolgimento emotivo nelle persone con gravi turbe al narcisismo. Viene quasi sempre proiettata sul partner: cioè vissuta come proveniente da sue situazioni o ambiguità, ma viene anche ad esso “affidata” nel senso che è sapientemente e occultamente instillata e coltivata in lui.

Asimmetria fra amore e odio, fra sessualità e aggressività

Se non è sufficientemente integrata la possibilità, essenzialmente basata sull’ostilità, di continuare ad essere se stessi di fronte ad una piena emotiva dell’interlocutore, non è possibile instaurare relazioni d’amore, ma anche amicizia, o reggere le diverse situazioni che si possono creare nella gestione di un bambino.

L’odio è un affetto che mira a tenere a distanza tutto ciò che potrebbe essere lesivo dell’equilibrio di una personalità. Da ciò deriva che più instabile è un equilibrio psichico, maggiori e più intense saranno le reazioni di odio.

L’amore può spaventare, originare sensazioni percepite come una minaccia alla propria integrità, e dunque richiedere che venga tenuto lontano e odiato il suo oggetto. E naturalmente anche perché l’amore, per la sua natura espone a ferite, delusioni, talvolta anche ad umiliazioni.

Il punto è che esiste una asimmetria fra i sentimenti d’amore e quelli di odio, così come, sul piano delle pulsioni, esiste una asimmetria fra sessualità e aggressività. È un asimmetria fondata su diversi motivi:

  1. L’amore apre il proprio essere all’altro, lo rende in più di una maniera indifeso, lo espone. L’odio rafforza invece la coesione dell’essere, la sua integrazione così come essa è e vuole restare.
  2. Amore e odio sono affetti, atteggiamenti, non pulsioni. Possiamo così comprendere la prima lettura che Freud diede di questi fenomeni. Egli sostenne che era l’Io che provava odio verso persone o situazioni che lo mettevano in condizioni spiacevoli, o che ne mettevano in pericolo l’integrità. Freud vide nell’odio il rifiuto primitivo opposto dall’Io narcisistico agli stimoli provenienti dal mondo esterno. In un narcisismo sufficientemente maturo sia l’esperienza dell’amore che quella dell’ostilità possono essere sostenute ed innervate da istanze narcisistiche. Entrambi gli affetti possono essere vissuti come sintonici con la conservazione, l’espansione e l’affermazione della personalità. Soltanto così sarà possibile arrivare a percepire l’ambiente, gli altri come esseri interi, composti di luci e di ombre
  3. Freud ha descritto nel fenomeno dell’innamoramento un movimento narcisistico, per cui una quota importante del narcisismo viene consegnata alla persona amata, che diventa un ideale agli occhi dell’amante in quanto viene proiettato su di lei un Ideale dell’Io. Ciò che rende in primo luogo l’amore affascinante ma anche pericoloso è il fatto che in esso avviene una rinuncia al proprio narcisismo a vantaggio di quello della persona amata. Chi ama ha perduto, per così dire, una parte del proprio narcisismo e può riconquistarlo solo se è amato a sua volta. Quando si è innamorati l’oggetto sessuale assurge a ideale sessuale. Qualsiasi oggetto adempia a questa condizione, viene idealizzato. Un certo equilibrio interiore viene raggiunto anche grazie a un investimento narcisistico di sé. L’amore può essere sentito come minaccia per l’intimo equilibrio.

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