Come capire (veramente) l’altro con la Comunicazione Non Verbale

novembre 24th, 2016 | Posted by Igor Vitale in Linguaggio del Corpo

Ci sono due parametri molto importanti per l’utilizzo dei segnali di comunicazione (Vitale, 2015, in Casiglia et al., 2015):

  • univocità
  • controllabilità

Questi due parametri devono sempre essere presi in considerazione quando si utilizza l’Analisi della Comunicazione come metodo di valutazione delle persone.

comunicazione non verbale occhi

Pensiamo alla comunicazione non verbale, ognuno di noi vorrebbe che il  significato dei segnali non verbale fosse il più univoco possibile. Infatti, più un segnale ha una sola interpretazione possibile, più ci aiuta effettivamente a capire qualcosa di più sul nostro interlocutore. Per esempio, se considero il segnale “abbassare la testa”, mi rendo conto che esistono moltissime interpretazioni psicologiche possibili. Una persona può di fatto abbassare la testa perché

  • è stanco
  • è triste
  • si sente in colpa
  • si sta concentrando
  • sperimenta altri stati negativi
  • ha una personalità sottomessa

Di fatto, se osserviamo, questo segnale e dobbiamo selezionare una di queste possibili alternative, siamo di fronte a un compito difficile, in cui la probabilità di sbagliarsi è alta, considerare una persona stanca come depressa può portare in errore. Un segnale univoco ha quindi un valore predittivo maggiore di un segnale non univoco. Probabilmente una persona che guarda a terra non è particolarmente felice in quel momento, ma non possiamo essere certi al 100% dell’interpretazione psicologica.

Se invece consideriamo un altro tipo di segnale, ovvero la contrazione del muscolo buccinatore sinistro, ci renderemo presto conto che siamo di fronte ad un segnale univoco. Non esistono infatti altre interpretazioni per questo segnale, se non l’espressione dell’emozione di disprezzo.

Per questo motivo i segnali univoci – ovvero quelli che hanno una sola interpretazione possibile – sono i più utili sul fronte dell’analisi.

Un secondo tipo di aspetto da considerare è certamente la controllabilità di una comunicazione. Ci sono aspetti più o meno controllabili della comunicazione. La postura è un fattore piuttosto controllabili, ad eccezione dei casi in cui ci siano problemi strutturali (problemi di salute alla schiena, lombalgia etc) tutti noi possiamo gestire l’orientamento della schiena, o l’inclinazione della schiena da seduti se solo decidiamo di farlo. Molto più difficile è il controllo della respirazione, le variazioni della dilatazione della pupilla e determinate microespressioni facciali. Più un segnale è controllabile, più è possibile che – nel caso in cui il nostro interlocutore voglia manipolare la situazione – avverrà proprio in quei segnali una modificazione volontaria e intenzionale della comunicazione.

Vediamo qui di seguito una serie di aspetti della comunicazione rispetto al loro livello di controllabilità

Alta controllabilità

  • postura
  • orientamento dei piedi e delle mani
  • Orientamento della testa

Media controllabilità

  • Movimenti della testa
  • Gesti illustratori
  • Gesti manipolatori
  • Contatto visivo
  • Cronemica
  • Prossemica

Scarsa controllabilità

  • Microespressioni facciali
  • Respirazione
  • Elettroconduttanza cutanea
  • Dilatazione pupillare
  • Risposta neurovegetativa
  • Movimenti oculari

di Igor Vitale

Corso Comunicazione Non Verbale

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