Come fare domande per scoprire le menzogne

novembre 29th, 2016 | Posted by Igor Vitale in Criminologia | Investigazioni private | Linguaggio del Corpo

Questo approccio (IIE) nasce dall’insoddisfazione delle vecchie tecniche di interrogatorio e di intervista. In sostanza quest oapproccio ha notato che I buoni intervistatori della polizia sono ottimi comunicatori. Ascoltano bene, costruiscono un buon rapport, sono buoni osservatori del verbale e del non verbale, che include essere dei buoni lie detectors.

In questo verrà descritto il metodo dell’ “analytic interviewing” iniziato da Newberry e con la partecipazione attiva di Ekman, Frank e ex ufficiali di polizia come Yarbrough

Le assunzioni di base dell’intervista IIE..

  • Lo scopo di un intervista su sospetti, informatori o testimoni è di ottenere la verità. Ovvero ciò che l’intervistato ritiene effettivamente come vero. Molti poliziotti invece ritengono che lo scopo di un intervista sia quello di ottenere la confessione. Spostare il focus dal pensiero di Inbau a questo riduce la possibilità di ottenere false confessioni (Dwyer, Neufeld, Scheck, 2000)
  • L’approccio prevede che oltre a capire cosa la persona ritenga essere vero, è importante sapere anche perché lo ritiene vero. Questo ci aiuta a capire anche l’accuratezza dell’informazione. Un testimone può dire di “aver visto tutto dell’incidente”, ma poi chiedendo il perché può rivelarci che al momento dello schianto era di spalle!
  • Esistono informazioni vere ma inaccurato. Le informazioni possono essere inaccurato su oneste differenze di opinione, errori di richiamo delle info, avere una falsa memoria. Oppure si può mentire. La definizione di Ekman è “un tentativo deliberato di trarre in inganno, senza preavvisare la persona oggetto della bugia (1985/2001). Questo significa che le bugie sono consciamente fabbricate.

riconoscere la menzogna

Il processo di base dell’IIE.

Ecco secondo l’approccio IIE, un investigatore può massimizzare la quantità di informazioni accurate, minimizzando il numero di informazioni inaccurate ottenute in un intervista. Non è molto diverso dal modello PEACE, sebbene IIE abbia delle tecniche specifiche.

  • Awareness
  • Baseline
  • Changes
  • Discrepancies
  • Engagement
  • Follow-up

Awareness

L’investigatore deve essere consapevole dei modi in cui l’informazione può essere inaccurata, conoscere questo permette di ridurre la percentuale di errore. Il fatto che due testimoni diano ricostruzioni contraddittorie dell’incidente non garantisce che uno dei due stia mentendo. La memoria può essere inaccurata.

La consapevolezza riguarda anche il fatto che l’ivnestigatore ha dei tratti fisici e di personalità. Per esempio, un’investigatrice che intervista un uomo fondamentalista religioso che crede e vede le donne come serve dei maschi può avere una risposta negativa in termini di interviste. Mentre un intervistatore fisicamente molto grande può terrorizzare l’intervistato semplicemente stringendogli la mano.

Alcune culture asiatiche dimostrano rispetto non usano il contatto visivo. I bias della personalità sono ulteriormente importante, un intervistatore aggressivo può interrompere molte volte l’account dell’intervistato. Se l’investigatore conosce l’effetto che fa interrompere sempre, può ridurre questo comportamento.

Baseline

Un investigatore dovrebbe sempre studiare il modo abituale di comportarsi del soggetto. Questo modo normale di comportarsi è chiamato baseline. Bisogna capire quanto il soggetto sia espressivo, quanto spesso muove le sue mani i piedi, la testa, che gesti usa, che tono di voce usa,che tipo di parole use. Questo permette di verificare se ci sono delle variazioni comportamentali durante l’intervista.

Cambiamenti

L’approccio IIE aiuta con tecniche spiegate nel training a notare il cambiamento rispetto alla baseline. Questo ci permette con una certa accuratezza di studiare se il soggetto incerto rispetto allo statementt.

Gli indicatori vengono chiamati hotspot (non lie). Bisogna fare una domanda sulla fonte dell’hotspot

Discrepancies

Le discrepanze si riferiscono non solo ai canali di comunicazione verbali non verbali, ma anche tra i canali comunicazione verbale e comunicazione verbale. Posso mostrare tristezza con una parte del corpo e non con il resto. Posso dire una frase di comunicazione verbale incongruente con la comunicazione non verbale e così via.

Engagement

L’approccio IIE insegna un set di tecniche che creano un ambiente che rende più facile per il soggetto essere veritiero e accurato. Insegna come costruire il rapporto con il soggetto. Questo significa anche imparare come fare le domande a finale aperto, come costruire le domande e come non fare domande guidanti.

IIE insegnano tecniche specifiche per costruie il rapport dfinito come uno stato di somiglianza, empatia e liking (Bernieri et al., 1996, che risulta in una sensazione di  positività, attentività e co-ordinazione (Tickle-DEgnan e Rosenthal, 1990).

Ad esempio i due soggetti possono entrambi essere padri, essere nati nella stessa città, aver seguito la stessa scuola. Bisogna identificare le aree di comunalità, questo porta a una connessione personale on il soggetto. Altra tecnica il mirroring (Charney, 1966; LaFrance e Broadbent, 1976; Trout e Rosenfeld, 1980; Capella; 1981; LaFrance, 1979, 1985; Chartrand e Bargh, 1999).

Ogni tanto bisogna capire se si è in rapport cambiando posizione e vedendo se la persona segue. Altra tecnica è usare un contatto fisico gentile.

L’approccio IIE non condivide l’uso di domande guidante, domande a scelta multipla, domande coposte.

L’approccio IIE insegna agli investigatori di dare una prima spiegazione senza interruzioni, similmente a quanto accade nel modello PEACE e a scegliere con molta attenzione  le parole usate per sollecitare le informazione.

Le parole di sollecitazione sono solitamente usate nel linguaggio cortese “Potresti per favore), e queste sembrano essere più efficaci nell’ottenimento di una narrativa iniziale del soggetto.

Le parole di comando sono invece più dirette “Raccontami”, “Descrivi la tua relazione”). Inoltre quando sono offerte con finale aperto, spingono il soggetto a dare maggior dettaglio. L’uso di parole di dettaglio come “specificamente” o “in dettaglio” aiutano ad ottener effettivamente dettaglio. Un wording efficace può essere “parlami specificamente di” oppure “descrivimi in dettaglio la tua relazione”.

L’approccio IIE inoltre spiega delle tecniche per rivedere le informazioni con il soggetto, ottenendo una sequenza di eventi, ed usa tecniche derivate dall’intervista cognitiva, che sono efficaci nel dare informazioni accurate.

Follow-up

L’IIE utilizza gli hotspot come metodo per ottenere maggiori informazioni ed identificare quali sono incongruenti.

La ricerca degli Hotspot

La ricerca di Ekman suggerisce due famiglie di indizi comportamentali che sottostanno all’inganno. Gli indizi legati al modo di pensare del mentitore su ciò che sta dicendo, e gli indizi legati alle sensazione del mentitore (incluse le sensazioni sul mentire (Hocking e Leathers, 1980; Ekman e Frank, 1993; Ekman 1985/2001).

Indizi cognitivi

Per indurre in inganno qualcuno deliberatamente, il mentitore deve fabbricare, distorcere o nascondere fatti, descrivere eventi che non sono successi o sopprimere informazioni critiche. In ogni caso questo tipo di processo può lasciare segni comportamentali. Ad es., può portare ad esitazioni nel linguaggio, a usare certe parole oppure dare account molto vaghi, con meno struttura logica. Questo tipo di indizi son particolarmente evidenti quando il mentitore dovrebbe sapere esattamente ciò che ha fatto. Un testione che afferma di essere stato sulla scena del crimine dovrebbe essere in grado di dire alla corte, senza pensarci troppo, dove fosse, cosa ha visto e come. Se il testiomne non era presente deve creare un minimo di dettali generali.

I lavori di Porter e Yuille 1995, 1996; Yuille e Porter, 2000) hanno identificato un numero di caratteristiche (circa 24) per distinguere la memoria effettiva da quella fabbricata.

Indizi Emozionali

Le espressioni facciali volontarie e involontarie non differiscono solo in termini di percorsi neurali, ma le azioni sono mediate da questi percorsi in modo differente.

di Igor Vitale

Corso Tecniche di Riconoscimento della Menzogna

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.