Come le tue emozioni si trasformano in impulsi e comportamenti

maggio 29th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica | Psicologia Sociale | Relazioni Interpersonali

L’impulso è il mezzo dell’emozione; il seme dell’impulso è un sentimento che preme per esprimersi nell’azione. Chi è alla mercé dell’impulso – chi manca di autocontrollo – è affetto da una carenza morale: la capacità di controllare gli impulsi è alla base della volontà e del carattere. Per lo stesso motivo, la radice dell’altruismo sta nell’empatia, ossia nella capacità di leggere le emozioni negli altri.

Nel cercare di comprendere come mai l’evoluzione abbia conferito all’emozione un ruolo tanto fondamentale nella psiche umana, i sociobiologi indicano – quale possibile spiegazione – proprio questa prevalenza del cuore sulla mente nei momenti più critici della vita. Essi sostengono che le nostre emozioni ci guidano nell’affrontare situazioni e compiti troppo difficili e importanti perché possano essere affidati al solo intelletto: si pensi ai momenti di grande pericolo, alle perdite dolorose, alla capacità di perseverare nei propri obiettivi nonostante le frustrazioni, allo stabilirsi del legame di coppia, e alla costruzione del nucleo familiare.

La capacità di controllare gli impulsi è un elemento importante dell’intelligenza emozionale. Chi ha un temperamento vivace ha spesso difficoltà a contenere gli scatti d’ira, i comportamenti aggressivi, gli attacchi prematuri o immotivati; invece le persone sensibili, e soprattutto quelle ipersensibili (il quindici per cento di noi si può definire in questo modo) dovrebbero saper controllare gli impulsi che le spingono a fuggire, ritirarsi troppo presto o rinunciare. Ci sono, infine, persone dal temperamento instabile: si agitano e disperano facilmente, ma potrebbero imparare a controllare gli impulsi che le spingono a sfuggire, sia quelli che le spingono alla lotta. Molte persone, che noi riteniamo tranquille, in realtà sono bloccate: sono irrigidite a livello corporale, spesso ciniche ed esageratamente razionali, primitive dal punto di vista delle emozioni, insensibili.

di Emilio Davì

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