Riassunto del Modello di Personalità Big Five

luglio 5th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

L’analisi fattoriale e quella della personalità, ha dato molta importanza per l’elaborazione del modello dei Cinque Fattori, modello elaborato da McCrae e Costa (1966), in grado di differenziare gli individui in relazione al loro specifico comportamento. McCrae e Costa hanno iniziato con lo studio della personalità attraverso l’analisi delle
risposte a questionari, e gradualmente hanno identificato cinque fattori di base della personalità, sviluppando in tal modo uno strumento per la valutazione del “NEO Personality Index” (NEO-PI, McCrae & Costa 1985, 1989), e successivamente la versione riveduta NEO-PI-R (Costa & McCrae, 1992).

I cinque fattori derivano da auto- ed etero-valutazioni, e l’analisi fattoriale ha rilevato che le differenze individuali possono essere organizzate secondo questi fattori:

  1. Estroversione;
  2. Amicalità;
  3. Coscienziosità;
  4. Stabilità emotiva
  5. Apertura all’esperienza.

Il Modello dei Cinque Fattori mette in risalto le tendenze disposizionali, che possono essere descritte proprio dall’insieme delle cinque dimensioni. In Italia il Modello ha trovato conferma in studi lessicografici, dove si esamina la struttura latente di numerosi aggettivi descrittivi (Caprara & Perugini, 1992), così con la costruzione di questionari al fine poterli misurare (Caprara, Barbaranelli, Perugini, 1994).

I sostenitori del Modello dei Cinque Fattori sostengono che tutto ciò che accade all’esterno corrisponde a tendenze disposizionali, riconducibili a un insieme di cinque dimensioni fenotipiche di un’organizzazione descrittiva delle differenze individuali.

I Cinque Fattori sono in grado di fornire concetti attraverso i quali i tratti delle persone possono essere focalizzati su livelli astratti (De Raad, 1998).

Il suo valore pratico è significativo, e McCrae e Costa (1996) hanno oltremodo contribuito a chiarire come la struttura dei cinque fattori sia connessa alla varietà degli strumenti di valutazione utilizzati; altresì, fornisce una sintesi delle misure per le differenze individuali, con vantaggi per i professionisti, i quali hanno la necessità di avere analisi semplificate per poter valutare al meglio le differenze individuali (Caprara et al., 1994).

Nel complesso gli studi disposizionali hanno utilizzato l’analisi fattoriale partendo dal fatto che pochi fattori possono essere rappresentativi di numerose variazioni comportamentali osservabili.

Per alcuni versi i fattori sono stati presi in considerazione come strutture psicologiche responsabili del funzionamento della personalità. Insomma, l’analisi fattoriale può fornire importanti indizi sulla natura umana, ma non per questo si possono delineare i meccanismi che si trovano alla loro base.

La versione Italiana dei tratti del Big Five

Questi tratti di personalità sono definiti nella versione italiana dello strumento di misura (BFQ ecc.), come:

Energia, grado di attivazione per portare a compimento una determinata esigenza, fiducia ed entusiasmo negli atteggiamenti e nelle condotte che si adottano (non dimenticando il dinamismo e la dominanza come sottodimensioni dell’Energia);

Amicalità, riferita alla quantità e alla qualità delle relazioni interpersonali positive che la persona intraprende, attraverso azioni orientate a prendersi cura e ad accogliere l’altro, le cui sottodimensioni sono la cooperatività e l’empatia, la cordialità e l’atteggiamento amichevole; Coscenziosità, relativa alla precisione, all’affidabilità, all’accuratezza metodologica che l’individuo si impegna ad offrire attraverso la sua condotta, nonché la volontà di avere successo e la sua perseveranza, annoverando come sottodimensioni la scrupolosità e la perseveranza;

Stabilità emotiva, grado di resistenza allo stress di tipo emotivo (resilienza), quali ad esempio l’ansietà, l’instabilità, l’irritabilità, e come sottodimensioni il controllo delle emozioni e il necessario controllo degli impulsi;

Apertura mentale, la disposizione a ricercare stimoli culturali e intellettuali esterni al proprio contesto ordinario, nonché la ricerca di un contatto con un orientamento di valore diverso da quello a cui usualmente si fa riferimento, e come sottodimensioni possiamo annoverare l’apertura alla cultura e l’apertura all’esperienza.Il NEO PI-R misura 5 settori principali della personalità, così come le sei scale che definiscono ciascun dominio. Nel loro insieme, i cinque domini con le relative 30 sottodimensioni del NEO PI-R, facilita una valutazione completa e allo stesso tempo dettagliata della personalità adulta normale; questa misura viene riconosciuta internazionalmente come uno strumento fondamentale per la valutazione della personalità (Costa & McCrae, 1992; NEO PI-R: Professional manual).

Forniamo di seguito un rapido excursus dove si riassumono i tratti del modello FFM con le relative sottodimensioni.

Nevroticismo: Affettività negativa, instabilità e turbamento delle emozioni collegate ai livelli d’ansia dovuta appunto ad instabilità emotiva e affettiva. Queste variabili risultano strettamente connesse con l’emotività, che aumenta l’ansia dovuta a una incapacità nel modulare le situazioni distress negativo. Questo tratto sembrerebbe essere un indice utile per una valutazione dei sintomi depressivi, per il fatto che ansia e depressione sono strettamente collegati, e che in ogni caso presentano disagi psichici. Tra le sottodimensioni del Nevroticismo si collocano: l’ansia, tendenza a predisposizioni soggettive in vista di azioni, più o meno conosciute, ed è direttamente collegata all’instabilità emotiva e affettiva, per cui le ulteriori sottodimensioni sono correlate al senso di frustrazione e amarezza; la depressione, tendenza a provare sentimenti di colpa e tristezza, soprattutto per il fatto che si teme che le azioni possano provocare disagio agli altri, e nello stesso tempo disagio a se stessi; è una doppia condizione che per evitare i fallimenti tende alla non azione, attribuendo e colpevolizzando gli altri, e di conseguenza vi è l’insorgenza della depressione; Coscienza di sé, timidezza o ansia sociale; Impulsività, tendenza ad agire senza pensare al timore dell’impenetrabilità o delle disconferme; Vulnerabilità, grande suscettibilità allo stress.

Estroversione: intensità dei rapporti interpersonali verso il mondo sociale, bisogno continuo a riconoscere le proprie capacità e gioire delle situazioni. Le sottodimensioni dell’estroversione: Calore, simpatia verso le altre persone; Socievolezza, preferenza per la compagnia; Assertività, forza di espressione; Attività, ritmo della vita; Eccitazione, bisogno di essere stimolati; Emozione positiva, tendenza a vivere emozioni positive; Empatia, capacità di collegarsi con il pensiero degli altri per condividerne i valori.

Apertura all’esperienza: ricerca attiva e valorizzazione delle esperienze; Sottodimensioni: Fantasia, potremmo meglio definire questa sottodimensione in un continuum dove da un estremo collochiamo due poli, realtà e fantasia, di conseguenza la capacità di fantasticare/sognare e nello stesso tempo fluttuare dalla fantasia alla realtà, dove nella fantasia si crea, e nella realtà si mette in pratica ciò che si è creato nella fantasia; Estetica, apprezzamento di arte e bellezza; Sentimenti, apertura verso l’interiorità e le emozioni; Azioni, intesa come apertura verso l’esperienza ed esplorazione verso l’ignoto; Idee, curiosità intellettuale; Valori, disponibilità a rivedere i propri valori
e la figura dell’autorità.

Amicalità: in se racchiude molti significati a cui in genere ci si riferisce con la parola amicizia, e spesso vi si aggiungono altre con caratteristiche che variano tenendo conto dell’impatto emotivo. I vissuti come vicinanza, attenzione, conforto, aiuto; hanno stretta relazione positiva con questa sottodimensione, mentre quelli negativi considerano il concetto di abbandono, rimozione delle difese, negazione dell’altro. Le sottodimensioni di questo fattore: Fiducia, sincerità e buone intenzioni; Franchezza; Altruismo; Compliance, risposta a conflitti interpersonali; Modestia; Tender mentale, simpatia verso gli altri.

Coscienziosità: questo tratto si riferisce ad un asse strutturale, e fornisce l’orientamento a raggiungere e mantenere nel tempo i propri obiettivi, inoltre a organizzare il controllo e la relativa motivazione del comportamento. Il vissuto responsabile è rivolto alla focalizzazione sulle “scelte sociali”, così per meglio influire con equilibrio in un ambiente. I valori riferiti a questo tratto si collocano su due posizioni: da un lato la coscienziosità/responsabilità di tipo egocentrica, e dall’altra una altruistica. Nel primo caso l’individuo pone attenzione su di se, senza però trascurare le azioni e/o i rapporti esterni, mentre nel secondo caso, l’individuo pone attenzione sull’esterno, ma fluttua internamente senza trovare disagio. Le sottodimensioni: Competenza, fede in se stesso ed efficacia; Ordine, organizzazione personale; Dovere, importanza ad adempiere a obblighi; Raggiungimento del dovere, necessario per realizzare se stessi; Autodisciplina, capacità di risolvere compiti; Deliberazione, pensare prima di agire o parlare.

Critiche al modello dei 5 fattori

La critica principale che viene rivolta al modello “Big Five” è l’eterogeneità eccessiva dei costrutti psicologici risultanti, che sembrano in effetti riferirsi a tipi di processi psicologici molto diversi e non coerenti tra loro. Inoltre, questi 5 grandi fattori sembrano non emergere in alcuni paesi, specialmente in quelli orientali, come gli studi emici ed etici.

Tuttavia, studi recenti hanno mostrato che quest’ultimo approccio non deriva in modo lineare da quello dei tratti, ma costituisce una soluzione in cui vengono a confluire diverse tradizioni di ricerca. Oltre a ciò, occorre evidenziare che con il “Big Five” non si è ancora giunti al livello di una teoria unificante, né si pretende con essi di rispondere alla varietà dei quesiti emersi non solo sulla stessa nozione, ma anche sulle caratteristiche e sulle sfumature dei diversi aspetti della personalità nei 5 fattori, non rintracciabile a livello individuale. Per tale ragione, pur esistendo ormai un’ampia letteratura scientifica dalla quale emergono, insieme a taluni rilievi, significativi riscontri di segno positivo, si preferisce oggi parlare non di “teoria”, ma di modello dei “Big Five”.

Per quanto riguarda il BFQ, si tratta di uno strumento che mostra evidenti debolezze psicometriche: il campione di
standardizzazione non è molto grande ed è composto da soggetti di cultura medio-alta. Inoltre, non vi sono dati per giudicare gli item utilizzati, e l’analisi fattoriale che viene proposta nel manuale è stata svolta su dati aggregati, cioè sulle risposte accumulate dai soggetti nelle relative sottoscale. Oggi è entrato in vigore il BFQ2, il quale sintetizza una
lunga esperienza accumulata dal BFQ, concepito attraverso quelle teorie che hanno permesso poi di privilegiare i cinque fattori rispetto ad altri.

E’ una nuova versione che possiede importanti caratteristiche psicometriche, nel senso che è possibile migliorare la
definizione delle singole sottodimensioni, la ridefinizione della “Scala Lie”, e infine la disponibilità a realizzare un campione standardizzato finalizzato al reclutamento e alla selezione del personale (Caprara G.V., Barbaranelli C., Borgogni L., Vecchione M., “Big Five Questionnaire-2”, 2007).

Articolo di Augusto Rossi

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