Come superare il trauma con l’elaborazione cognitiva

luglio 14th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Uncategorized

Questo metodo mira ad alleviare il DPTS e i disturbi emozionali aiutando i clienti a elaborare il trauma in modo completo, ad accettare che l’evento traumatico è accaduto e ad adattare gli schemi esistenti per includervi le nuove informazioni. Un punto focale importante della terapia consiste nell’identificare e modificare gli stuck point (punti di blocco), ovvero le aree di elaborazione incompleta. Gli stuck point si manifestano spesso sotto forma di distorsioni cognitive come la negazione (per es. nel caso di una violenza sessuale, “non si è trattato veramente di uno stupro”), auto biasimo (“me la sono cercata perché ho bevuto troppo”) e ipergeneralizzazione (per es. “tutti gli uomini sono pericolosi”). La valutazione degli stuck point dura per tutto il processo terapeutico e si concentra principalmente nelle sedute della parte centrale del trattamento.

Le circostanze che possono generare degli stuck point sono varie. Di solito essi si formano perché il trauma entra in conflitto con gli schemi preesistenti.

L’elaborazione delle informazioni può restare incompiuta anche quando altre persone inculcano nella vittima informazioni conflittuali (per es. biasimano la vittima per il trauma che ha subìto). Alcuni pazienti possono essere predisposti a utilizzare l’evitamento come strategia di difesa – e anche questo può provocare un’elaborazione inadeguata del trauma. Altri pazienti possono non essere capaci di elaborare un evento quando esso gli appare del tutto estraneo e non possiedono, quindi, degli schemi validi in cui classificarlo.

Benché i sintomi possano spesso insorgere a causa del fatto che il trauma è in conflitto con gli schemi preesistenti, essi a volte possono comparire ance perché il trauma sembra confermare schemi negativi preesistenti. Le persone i cui schemi sono stati disorganizzati da traumi precedenti sviluppano convinzioni distorte e negative. I traumi successivi possono fungere da ulteriori conferme di tali visioni disadattive.

Per facilitare l’elaborazione dei traumi la CPT utilizza:

  • L’informazione,
  • L’esposizione;
  • Mezzi di ristrutturazione cognitiva.

Il terapeuta fornisce informazioni sul DPTS e dimostra la relazione esistente fra pensieri ed emozioni. Gli stuck point vengono portati alla luce sollecitando i ricordi del trauma con gli affetti connessi. Poi le convinzioni erronee o conflittuali vengono messe in discussione e risolte. Il terapeuta si concentra in modo particolare sugli effetti del trauma sulle cinque aree di funzionamento identificate da McCann e al.[1]: la sicurezza, la fiducia, il potere, la stima e l’intimità. Naturalmente traumi differenti a seconda del genere, possono intaccare in modo particolare alcune di queste aree. Secondo le osservazioni cliniche di Resick e Mechanic[2] è più facile restaurare convinzioni positive in crisi che non modificare convinzioni negative radicate.

[1] Mccann I, Sakheim D e Abrahamson D. Trauma and victimization: a model of psychological adaptation. Counseling Psychologist, 1998

[2] Resick P e Mechanic M. Brief cognitive terapie for rape victims. In Roberts A (editor). Crisis intervention and time-limited cognitive treatment. Sage Publications, Thousand Oaks; 1995

Articolo di Silvia Bartolomucci

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