Il Profilo Psicologico della Stalker

luglio 22nd, 2017 | Posted by Igor Vitale in Criminologia | Psicologia Clinica

Articolo di Salvia Gelsomina

Nonostante le ricerche nell’ambito dello stalking non hanno individuato un profilo univoco del molestatore assillante, tra lo stalker uomo e lo stalker donne esistono molte analogie riguardo il profilo psicologico: molti stalker presenterebbero i criteri per la diagnosi di BDP (Disturbo Borderline di personalità).

Le persone con suddetto disturbo hanno un senso di sé molto debole e sentono di esistere solo quando coinvolti in una relazione simbiotica con altre persone che le supportano costantemente e continuamente: “senza di te io non sono niente” è la tipica frase pronunciata da una persona con BDP nel momento in cui la relazione con l’altro è minacciata o sta per venire meno per decisione altrui.

Nel momento in cui si stringe un qualunque tipo di relazione con un soggetto borderline la dinamica è questa: la persona di riferimento affettivo diventa per questa assolutamente vitale. Per questo di fronte alla minaccia dell’abbandono la persecutrice si sente persa completamente e sente una sensazione di annientamento della propria identità in quanto il suo valore dipende dalla relazione con l’altro.

Solitamente lo stalker donna, come l’uomo, si presenta gli altri come una persona simpatica, nascondendo la sua debolezza e la sua fragilità sotto la dolcezza e la cordialità. Qualità queste che non permettono di credere che la persona in questione sia capace di atti persecutori. Ma ci sono dei segnali che possono farci andare al di là della maschera indossata da una persona di questo tipo e farci capire che qualcosa non va: il primo indizio è la sensazione di sentirsi esausti e svuotati dopo aver trascorso del tempo in compagnia di questa.

Un altro aspetto che deve far pensare subito ad un disturbo di personalità è la tendenza della persona a percepire qualsiasi cosa viene detta come una critica malevola nei suoi confronti, e che di conseguenza provocano da parte sua reazioni eccessive e inadeguate al contesto.

Nel caso dello stalking femminile verso una donna, la relazione che la molestatrice vuole andare ad instaurare non è necessariamente di tipo sentimentale, può essere anche amicale o professionale. Ciò per risolvere il problema centrale della sua esistenza: la solitudine e la mancanza di una relazione stabile nella sua vita.

Se questa relazione ha fine la stalker mette in atto una serie di comportamenti che vanno dalle minacce al tentativo di suicidio per intimare all’altro di non lasciarla sola. Lo scopo di questi comportamenti è quello di ricostruire il rapporto, o di attuare una vendetta, o entrambi.

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