Come affrontare il trauma (concretamente)

agosto 3rd, 2017 | Posted by Igor Vitale in Uncategorized

Lo Stress Inoculation training è una psicoterapia cognitivo-comportamentale messa a punto da Donald Meichenbaum. È una sorta di cassetta degli attrezzi per favorire l’apprendimento di strategie di gestione dell’ansia e dello stress. Originariamente venne sviluppato per la gestione dei sintomi d’ansia ma presto venne adattato per il trattamento delle donne che hanno subìto una violenza sessuale. Solitamente consiste nell’apprendimento e nell’applicazione di abilità di fronteggia mento e comprende training muscolare profondo, di controllo della respirazione, di assertività, di arresto del pensiero e di pensieri e autoaffermazioni positive.

Le tre fasi del SIT

Lo stress inoculation training può essere suddiviso concettualmente nelle tre fasi seguenti:

  1. La concettualizzazione, che si compone di:
    1. Informazione sullo stress
    2. Ristrutturazione delle idee errate sullo stress

 

  1. Acquisizione e prova delle abilità di fronteggiamento, in cui si apprendono e si sperimentano praticamente:
  2. Il problem solving, cioè il metodo razionale di soluzione dei problemi, che si compone delle fasi seguenti:
  • Identificazione problema: Qual è il tuo problema?
  • Selezione degli obiettivi: Che cosa voglio?
  • Individuazione alternativa: Che cosa potrei fare?
  • Analisi conseguenze: Che cosa succederebbe?
  • Decisione: Cosa è meglio fare?
  • Applicazione: Ora agisci!
  • Valutazione: Ha funzionato?
  1. Le tecniche di rilassamento
  2. Alcune strategie cognitive, fra cui la ristrutturazione
  3. Autoaffermazioni positive. Si preparano insieme al paziente delle frasi (dei ragionamenti) da ripercorrere nei momenti critici, al posto dei pensieri automatici che inducono reazioni comportamentali ed affettive disfunzionali. Se ne trovano insieme al paziente di adatte alle varie fasi di esposizione alle situazioni ansiogene, e cioè alle fasi di:
  • Preparazione alle situazioni difficili
  • Gestione dell’ansia
  • Gestione del senso di sopraffazione
  • Valutazione finale dell’esperienza di esposizione

 

  1. Applicazione e richiamo delle abilità, che si compone di
  2. Prova immaginativa (il paziente immagina di accostarsi alle situazioni difficili, identifica i punti critici e li affronta efficacemente sul piano dell’immaginazione)
  3. Prova comportamentale, role-playing e modeling
  4. Esposizione graduale in vivo
  5. Prevenzione delle ricadute

 

Vediamo di seguito come Resick e Mechanic (1995) descrivono l’uso dello stress inoculation training con le vittime di violenze. Il SIT comincia con una fase psicoeducativa o informativa, in cui si descrive al paziente lo sviluppo delle risposte di ansia. Si parlerà di condizionamento classico, stimoli e reazioni d’ansia. Il paziente viene incoraggiato ad identificare gli stimoli che suscitano in lui risposte di ansia e di evitamento. Il terapeuta spiega che l’ansia si può esprimere con reazioni fisiologiche, pensieri e comportamenti.

Il paziente apprende abilità per gestire tutte e tre le componenti dell’ansia. Impara varie tecniche di rilassamento – come il rilassamento progressivo o i metodi brevi. Queste abilità vengono combinate con approcci cognitivi, come l’arresto del pensiero e il dialogo interno guidato. Il paziente viene incoraggiato a esercitarsi nell’applicazione delle tecniche presentate in terapia. Dopo essersi esercitati nel fronteggiamento delle reazioni fisiologiche e dei pensieri indesiderati, i pazienti imparano tecniche di ripetizione immaginativa e tecniche di role-playing per esercitarsi a utilizzare metodi di fronteggiamento nelle situazioni ansiogene. Il terapeuta dovrebbe discutere con il paziente la differenza fra ansia adeguata e realistica e reazioni ansiose innescate da oggetti e circostanze associate al trauma. Per affrontare i problemi di evitamento, il paziente dovrebbe essere incoraggiato a usare le sue abilità di fronteggiamento insieme alla procedura di stress inoculation, che si compone di 5 fasi:

  • Valutare obiettivamente la probabilità che l’evento traumatico si ripeta;
  • Gestire la tendenza all’evitamento comportamentale;
  • Controllare la tendenza all’autocriticità e all’autosvalutazione
  • Eseguire i comportamenti temuti;
  • Concedersi delle ricompense per i tentativi comportamentali e per l’impiego a seguire il protocollo.

 

Il terapeuta dovrebbe analizzare il modo in cui ciascuna abilità di fronteggiamento può essere applicata per compiere con successo un determinato passo dello stress inoculation (per es. usare il dialogo interno per controllare la tendenza all’autocritica).

Per potenziare ulteriormente il paziente, il terapeuta può usare tecniche di soluzione creativa dei problemi (problem solving). In genere le persone si sentono confuse e impotenti in seguito ad un trauma. Questa componente del trattamento incoraggia a prendere decisioni e ad agire per dominare i problemi. Infine, viene introdotto il concetto di gerarchia di situazioni ansiogene, spiegando che le situazione tenute possono essere scomposte in piccoli passi. Il terapeuta aiuta il paziente a preparare le sue gerarchie di situazione ansiogene; si utilizzano il role-playing, la ripetizione immaginativa e vari abilità di gestione dell’ansia. Prima della fine del trattamento il terapeuta esamina le abilità di fronteggiamento del paziente e lo incoraggia ad utilizzarle affinché l’evitamento non si consolidi.

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