Non riconoscere le emozioni fa male alla salute

agosto 3rd, 2017 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

“ Ciò che chiamiamo Malattia è la fase terminale di un disturbo molto più profondo e perchè un trattamento possa avere davvero successo è evidente che non basterà curare la sola conseguenza senza risalire alla causa fondamentale che andrà eliminata”. Dott. Edward Bach

Le emozioni rappresentano una risposta dell’organismo agli stimoli ambientali

Le Emozioni rappresentano una risposta dell’organismo agli stimoli ambientali, sono un segno importante dell’integrazione tra mente e corpo e rivestono un ruolo centrale nella qualità della vita: la loro repressione, dovuta a fattori di diversa origine, spesso, causa disagi e malattie, mentre la loro adeguata espressione favorisce il benessere e la crescita della persona.

Il termine emozione deriva dal latino”ex-moveo”, ossia “muovere fuori”, quindi, uscire, sgorgare. L’etimologia della parola richiama quindi, un movimento che da ‘dentro’ va verso ‘fuori’.

Possiamo distinguere alcune emozioni di base, quali piacere, dispiacere, rabbia, paura, gioia, tenerezza, che evolvono in affetti, sentimenti più complessi, sfumano l’una nell’altra e, a volte, si intrecciano formando quasi dei grovigli inestricabili. L’emozione nasce nella relazione, nel rapporto con l’esterno o con le nostre immagini, ed è componente principale della nostra reazione agli stimoli ambientali, siano essi provenienti da oggetti, animali, persone o altro.

In quanto risposta dell’intero organismo all’interazione con l’esterno, non vi sono emozioni buone o cattive, ma emozioni congruenti con gli eventi oppure no, adeguate alla situazione oppure inadeguate, che possono pertanto avere conseguenze non gradevoli.

Cosa Sono le emozioni

Le emozioni possono essere definite stati affettivi intensi che insorgono improvvisamente in relazione ad uno stimolo esterno o interno e vengono sperimentate fino a quando lo stimolo non scompare. Queste caratteristiche le distinguono dai sentimenti che invece sono stati interni duraturi nel tempo, non dipendono da uno stimolo temporaneo ma dai nostri interessi, dai nostri valori.

Le emozioni quando compaiono in noi provocano una serie di reazioni a livello fisiologico e pschico. Le risposte somatiche possono essere direttamente osservate attraverso manifestazioni fisiche; a livello psicologico, una persona emozionata riduce la capacità di autocontrollo, di ragionare in modo logico e critico. Le emozioni si basano sull’attività del cervello antico, formatosi prima della neo-corteccia, sede del ragionamento e delle attività più evolute, sono la parte più istintiva e spontanea, con l’educazione culturale impariamo a reprimerle scegliendo l’intelletto.

Quali sono le emozioni

Rabbia, tristezza, gioia, paura, disgusto. Sono definite emozioni fondamentali in quanto strettamente connesse con la nostra sopravvivenza, universalmente riconosciute, quindi riconoscibili attraverso l’espressione facciale in tutte le culture, già presente nei bambini piccoli e nei primati umani.

Quale è la loro funzione nella vita

Le emozioni hanno la funzione di preservare la nostra sopravvivenza, permettendoci di valutare nell’immediato se uno stimolo ci sorprende, ci piace oppure è spiacevole, se può esserci utile o procurare danno ed infine, se siamo in grado di affrontarlo o è meglio allontanarsi da esso. Vediamo alcune: relazionandole alle logge energetiche della Medicina Cinese.

 

Paura -Rene

Il vissuto fenomenologico tipico è segnato da forte desiderio di evitare qualcosa che può essere un pericolo e procurare danno materiale, psicologico e fisico.

Altri elementi costanti dell’esperienza di paura sono: la tensione, che può giungere fino ad una sorta di immobilità e il restringimento dell’attenzione ad una parte limitata dell’esperienza.

La paura viene espressa con una particolare espressione facciale caratterizzata da: bocca semi-aperta con gli angoli verso il basso, occhi sbarrati cioè aperti e fissi. L’espressione può restare statica per qualche istante.

La paura in Medicina Cinese è associata ai Reni e quindi spinge il qi verso il basso (da qui il detto “ho avuto tanta paura che me la sono fatta addosso). Nei bambini può manifestarsi come paura notturna o enuresi. Gli adulti con deficienze renali e debolezza costituzionale possono anche essere soggetti a paure e ansie “irrazionali”, insonnia, sudorazione spontanea e secchezza delle mucose della bocca. Una paura difficile da accettare può a volte essere incosciamente trasferita in una forte pulsione ad intraprendere attività o passatempi pericolosi che giustificano il confronto con la paura. Ma se la causa profonda della paura non viene individuata, lo yang del Rene può esaurire lo yin dando origine a disturbi legati all’ascesa del fuoco nei Meridiani di Fegato e Cuore.

 

Gioia-Cuore

La gioia si manifesta in seguito alla gratificazione e appare come l’emozione che segue il soddisfacimento di una richiesta o la realizzazione di un desiderio, un’improvvisa bella notizia, l’incontro con una persona cara, un successo o un giudizio positivo, la cessazione di uno stato doloroso, l’innamoramento. E’ l’emozione del Cuore.

Calma la mente e rilassa il qi. Il meridiano detto Maestro del Cuore porta gioia e felicità al Cuore, dato che interviene come mediatore e regolatore nei rapporti interpersonali.

Si dice che un’eccessiva stimolazione dei sensi o un eccessivo e appassionato abbandono all’eccitazione e al piacere distraggono e disturbano la mente e il Cuore, facendo divampare il fuoco. Un eccessiva esuberanza suggerisce uno squilibrio del Cuore.

 

Tristezza o dolore-Polmone

La tristezza comunica che si sta vivendo uno stato doloroso; la risposta espressiva alla tristezza è caratterizzata da una postura accasciata, dall’eloquio lento o con bassa frequenza, pianto. La tristezza deriva dalla delusione o, in casi più gravi, dalla separazione e dalla perdita. Si dice che essa “dissolva” il QI e colpisca principalmente i Polmoni, esprimendosi attraverso il proprio “ suono”: il pianto.

La tristezza viene percepita e provata nel Cuore e quindi influisce su tutto il torace, producendo pesantezza, affanno respiratorio, affaticamento e depressione. Tutti abbiamo bisogno di tempo per manifestare la nostra tristezza o il nostro dolore e i rituali che consentono di affrontare i cambiamenti o le perdite probabilmente ci aiutano a superare queste emozioni.

 

Rabbia- Fegato

Insieme alla gioia, la rabbia rappresenta una delle più precoci fra le emozioni.

Ciò che può provocare rabbia sono la presenza di un impedimento al soddisfacimento di un desiderio o bisogno e il poter subire un danno. Diversamente dalla paura in cui un individuo può bloccarsi fino alla paralisi muscolare, la rabbia invece, porta all’azione ossia ad aggredire, ad andare verso l’ostacolo o verso l’oggetto fonte di pericolo per eliminarli in modo che, possa raggiungere l’obiettivo per soddisfare il suo bisogno, oppure per evitare il danno. E’ l’emozione propria del Fegato (rodersi il fegato).

Può assumere diverse connotazioni, incluse l’irritabilità, la frustrazione, la gelosia, il risentimento e la collera. La rabbia fa salire il Qi, e con esso la bile. Un sapore amaro in bocca, occhi arrosati o giallognoli, rossore sul viso e sul collo, vertigini e soprattutto mal di testa sono sintomi e segni del Qi “ ribelle” del Fegato. Se represso, lo yang dinamico della rabbia si trasforma in uno stato yin di depressione che causa stagnazione del Qi del Fegato e indolenzimento, dolore e sensazioni di oppressione, costrizione e gonfiore. Qualsiasi connotazione di questa emozione può sconvolgere lo Stomaco e la Milza-Pancreas. La sua energia Legno si espande e quindi invade gli organi Terra, causando nausea, acidità, vomito e diarrea.

 

Pensosità – Milza-Pancreas – Preoccupazione

Questa emozione è simile alla preoccupazione, ma si riferisce specificatamente alla nostra capacità di svolgere il lavoro mentale.

Il meridiano di Milza – Pancreas governa l’intelletto e può, pertanto, soffrire a causa di un eccessivo lavoro mentale, aggravato dalla mancanza di esercizio fisico e da un consumo irregolare dei pasti. Le conseguenze sono: debolezza, cattiva digestione e catarro. Una debolezza del Meridiano di Milza-Pancreas può manifestarsi sotto forma di ossessione per l’ordine e per i dettagli che porta, per esempio, a compilare liste interminabili o a contare le calorie di ogni pasto.

La preoccupazione deriva dall’insicurezza e tende a esaurire il Meridiano di Milza-Pancreas, che appartiene al movimento Terra e che, a sua volta, richiama il sostegno, il nutrimento e le cure neonatali. La preoccupazione crea “nodi” o impedimenti nello scorrere del Qi dei Polmoni, contraendo il torace e le spalle e ostacolando la respirazione. La preoccupazione può farci sentire paralizzati.

I Polmoni e la Milza – Pancreas sono fonti del vero Qi del corpo, e pertanto le preoccupazioni possono portare a un esaurimento generale del Qi.

Disgusto

Il temine disgusto trasmette il suo significato originario di sgradevolezza connessa con l’ingerimento del cibo. Si tratta di un emozione di base con distinte componenti comportamentali (tentativi di fuga e evitamento), cognitive (sensazioni di sporcizia e contaminazione) e fisiologiche ( nausea, vomito e svenimento), LA CUI FUNZIONE è QUELLA DI PREVENIRE CONTAMINAZIONI E MALATTIE.

Ciò nonostante l’emozione del disgusto insorge anche in assenza di stimolazioni delle papille gustative, in risposta ad altri stimoli visivi, olfattivi e tattili che fanno parte dell’esperienza complessa di piacere-dispiacere che è associata al cibo. E’ interessante notare che la vista, l’olfatto ed il tatto, veicoli privilegiati dell’esperienza di disgusto, sono anche i sensi che trasmettono le esperienze estetiche.

Il disgusto ha un valore funzionale, cioè protegge dal rischio di entrare in contatto o di ingerire sostanze dannose. Ciò che causa disgusto varia da cultura a cultura piuttosto che da individuo a individuo.

Articolo di Giovanna Paoletti

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