Vittima di Stalking: cosa fare, testimonianza

agosto 10th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Criminologia

Articolo di Salvia Gelsomina

“Non mi lascerà mai in pace,mi ha violentata fisicamente e psicologicamente, mi ha derubata della mia privacy e della mia libertà, dei miei amici, del mio lavoro, della mia vita e nulla di ciò che io possa fare fa la minima differenza”

Marta, molestata dall’ex fidanzato per cinque anni.

“Tende una rete intorno a m, si fa trovare dappertutto, tutte le mattine sotto casa a controllare ed impedire che io esca con la macchina (…)… le ruote tagliate, i tergicristalli rotti (…)… e sghignazza ogni volta che mi vede soffrire. È nascosto sulle scale per vedere quando rientro e ti toglie il respiro e ti spacca l’anima”

Tina, molestata per quattro anni.

“Solitamente ti fai abbindolare, lo perdoni, lo fai rientrare in casa, lui cerca di cambiare, ma dopo un po’ di tempo torna ad essere stalker ed è sempre peggio. Ti fai tremila domande e avvolte pensi, addirittura, di aver fatto tu qualcosa di sbagliato! Fino a quando non ti accorgi, che non c’è assolutamente nessun motivo per picchiare una donna, per chiuderla in casa e per minacciarla!”

Daniela

“…Ero stanca, volevo uscirne, volevo farla finita con quell’uomo che era solosinonimo di violenza e terrore…”

Anna

Quelli qui riportati sono soltanto dei frammenti di testimonianze di alcune vittime dello stalking; l’elenco potrebbe continuare all’infinito visto il già alto e crescente numero di persone che si trovano a fare i conti con un molestatore assillante.

Essere una vittima di stalking non è una condizione semplice: si vive un incubo, si soffre e nella maggior parte dei casi si manifestano anche svariate conseguenze psicofisiche, ma è pur vero che parte del trauma di alcuni di questi soggetti è sintomo di una vulnerabilità pre-esistente che potrebbe correlarsi, ma non essere causalmente connessa alla loro vittimizzazione tramite stalking.

Chiunque può divenire vittima di stalking: uomini e donne, di qualunque età e provenienza sociale, e soprattutto persone che lavorano nell’ambito delle relazioni d’aiuto: avvocati, insegnanti, terapeuti che sperimentano molestie in seguito al fraintendimento dell’aiuto e dell’empatia dimostrata al cliente come segnali di un interesse sentimentale.

La letteratura sulle vittime di tale fenomeno e il loro trattamento è limitata, ma la conoscenza dei comportamenti di molestie è migliorata e si è ampliata grazie allo studio delle persone oggetto di persecuzione; non a caso lo stalking è riconosciuto come tale proprio per il suo impatto sulla vittima.

Esso può causare stati di insicurezza, di paura, incubi notturni, flashback intrusivi in cui si ripropongono le minacce e le violenze subite.
Molte persone si sentono addirittura in colpa per la condizione che stanno vivendo, ritenendosi in qualche modo colpevoli e responsabili di aver provocato, mediante le loro parole o atteggiamenti, i comportamenti dello stalker. Giustificano quindi il comportamento del loro molestatore accusandosi di averlo provocato in qualche modo.

Comunque sia ammettere di essere una vittima di molestie e persecuzioni da parte di un’altra persona non è facile: inizialmente infatti si tende a minimizzare la cosa, a non darle troppo peso e a credere che la situazione sia sotto controllo. Inoltre sempre inizialmente la vittima cerca anche di far ragionare il molestatore assecondandolo, rispondendo ai suoi messaggi e alle sue chiamate, accettando di incontrarlo, ma così facendo si tende solo a sottovalutare il rischio e la situazione nel complesso, in quanto questi contatti non fanno altro che rinforzarlo e spingerlo a continuare, fino a quando la vittima non ne risulta esasperata e spaventata e allora cambia numero di telefono, comincia ad avere problemi di concentrazione, attua cambiamenti alle proprie abitudini ecc. fino ad arrivare ad isolarsi totalmente e a rifiutare anche l’aiuto di amici e parenti per paura di ritorsioni nei loro confronti.

La sua vita cambia completamente quando diventa vittima di uno stalker.

Chi tenta di risolvere la questione privatamente non arriverà a nessuna conclusione positiva perché questi non accetta e non accetterà mai un rifiuto, e continuerà la persecuzione nutrendosi della debolezza e della paura che induce nella vittima per mantenere con essa un contatto.

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