Sindrome di Alienazione nei Serial Killer

settembre 25th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Criminologia

Sindrome di Alienazione nei serial killer

La sindrome di alienazione è un concetto molto frequente nei serial killer, il modello SIR di De Luca, fa notare quanto spesso si tratti di soggetti assolutamente isolati. Uno degli autori di riferimento è Keniston che definisce gli undici aspetti tipici dell’alienazione nei serial killer. Ognuno di questi elementi non è strettamente necessario per poter parlare di sindrome dell’alienazione ma tutti concorrono alla definizione del costrutto:

  1. I serial killer hanno un forte senso di sfiducia nei confronti del mondo esterno e delle proprie possibilità. Spesso ciò è causato da un trauma da ricercare in età infantile. Trauma e sfiducia alimentano la frustrazione, motore di base del killer seriale;
  2. Gran parte dei serial killer alienati non pensa di poter giocare un ruolo centrale nella società per cui decidono di compiere il crimine. Vi è una connessione tra pessimismo e scarsa fiducia in sé;
  3. Ostilità confessa. Diversi serial killer sono mossi da un senso di collera nei confronti di singoli target o della società tutta. Spesso vi è un simbolismo nel modo in cui operano il crimine, ovvero, spesso vi è un messaggio nel loro agire;
  4. Alienazione interpersonale. Si tratta di soggetti con bassa capacità di intraprendere relazioni e in alcuni casi scarsa abilità sociale;
  5. Alienazione sociale. La vita sociale dei serial killer è assolutamente rarefatta;
  6. Alienazione culturale. Questo requisito è da codificare nel caso in cui il serial killer abbia uno scarso livello di istruzione;
  7. Disprezzo di sé. Si tratta di uno dei requisiti certamente più pericolosi in quanto si tratta di un fattore associato alla scarsa fiducia in sé e ad una destrutturazione dell’Io;
  8. Si tratta di una tendenza a rimandare le decisioni. Spesso questo incrementa il livello di frustrazione
  9. L’omicidia seriale è spesso interessato alla comprensione degli esseri umani;
  10. Estraneità. I killer seriali si sentono spesso persone a parte, separate dalla società assolutamente diversi, o perché si ritengono nettamente migliori (sono narcisisticamente convinti della loro grandezza) oppure perché si sentono fortemente inferiori;
  11. Non strutturazione dell’universo. Il mondo del serial killer è assolutamente disordinato e manca di organizzazione, un po’ come se la persona fosse sempre al limite tra reale e fantasia.

Articolo di Arianna Leone

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