Come riconoscere chi mente con la comunicazione non verbale

ottobre 12th, 2017 | Posted by Igor Vitale in Criminologia | Linguaggio del Corpo

Articolo di Cecilia Marchese

Nel proseguire con la nostra analisi è bene quindi ricordare primariamente che non esistono quindi segni inconfondibili e specifici di menzogna ma solo indizi che possono indurci a sospettare.

Questo perché non esistono segnali universali di inganno ma solo individuali. In questo senso è opportuno ricordarsi anche che qualsiasi segnale non verbale può essere interpretato come segnale di menzogna: un inganno in corso può essere indicato dalla presenza di segnali di ansia, fastidio, piacere, poiché contraddicono quanto espresso dalla parola.

I primi potrebbero rivelare la paura di essere scoperti o il desiderio di evadere da una situazione incriminante; per quanto riguarda i secondi potrebbero esprimere l’atto del liberarsi dal senso di colpa quando si è consapevoli di affermare il falso. Infine gli ultimi potrebbero essere prodotti involontariamente quando si nega di trovare attraente qualcosa o qualcuno (Pacori, 2012).

Come afferma Mastronardi criminologo e psichiatra forense: «essendo le possibilità espressive infinite, non sempre queste possono essere specifiche. In particolare, l’atteggiamento ed il gesto raramente hanno un significato specifico» (1996, 125). Una teoria dell’espressione va incontro a difficoltà che risalgono sia all’oggetto da osservare che all’osservatore. Difatti, il modo di reagire ad uno stesso stimolo si presenta diverso da soggetto a soggetto anche se ha lo stesso fine e d’altro canto più osservatori possono dare valutazioni o dissimili tra loro o diverse rispetto alla reale situazione emotiva del soggetto.

Nel tentativo di scoprire segni sintomatici, la semiotica ha anche fatto ricorso all’esame delle singole parti del corpo, ma ne consegue inevitabilmente un risultato poco significativo se la parte del corpo esaminata non viene inserita in un contesto generale sia corporeo che situazionale (luogo in cui si svolge l’azione) (Mastronardi, 1996).

Gli ”stili emotivi” sono spesso soggettivi: per quanto possiamo affermare l’esistenza di segnali universali è importante ricordarsi della presenza ingente di differenze individuali nella manifestazione di un sentimento. Dunque queste differenze possono manifestarsi
anche nel modo di tradire la menzogna soprattutto quando l’indizio deriva da un’alterazione emotiva. Diversi studi sono stati condotti sulla differenza individuale nella manifestazione emozionale e di conseguenza dei segnali della menzogna, contribuendo a dare fondatezza scientifica ad uno dei più importanti presupposi per stabilire se uno mente: analizzare i suo comportamento abituale per poi cogliere le alterazioni quando si affrontano gli argomenti critici.

E’ consigliabile quindi stabilire quale sia il modo di fare standard della persona per poi cogliere variazioni comportamentali quando è interrogato sui fatti di nostro interesse.

Conclusione e riassunto

Da quanto fino ad ora analizzato emerge con chiarezza come i nostro corpo veicoli costantemente e tacitamente una molteplicità di messaggi che, se correttamente individuati ed interpretati, possono fornire informazioni rilevanti circa il nostro vissuto intrapsichico, i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre volontà, quegli aspetti spesso volontariamente taciuti o nascosti perché contestualmente “scomodi” o perché fonte di rischio per noi stessi e gli altri.

Ci si è occupato quindi di spiegare, supportando le spiegazioni con opportuni studi sull’argomento, perché ed in che misura la menzogna provochi degli effetti visibili e misurabili difficilmente trascurabili; si è accennato all’abilità di scoprire le bugie, in stretta relazione alla capacità di mentire ed in ultimo luogo alle difficoltà alle quali va incontro chiunque si cimenti nell’interpretazione degli indizi menzogneri.

Nel secondo capitolo entreremo quindi nello specifico della trattazione, muovendoci da un discorso teorico e sociale ad uno più pratico, ci
soffermeremo più specificatamente su quali siano le basi fisiologiche e neurologiche dell’atteggiamento falso in modo da valutare quali siano i mezzi più efficaci per riconoscere e rilevare atteggiamenti simili.

Conoscere approfonditamente il funzionamento di un fenomeno vuol dire anche acquisire la possibilità di saperlo riconoscere, padroneggiarlo e conseguentemente prevederlo.

Corso Comunicazione Non Verbale

 

Comments

Comments

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 Responses are currently closed, but you can trackback.