La spiegazione completa degli ormoni in gravidanza

dicembre 31st, 2017 | Posted by Igor Vitale in Benessere

Endocrinologia della gravidanza e del post-partum
Una gravidanza normale e un normale periodo post-partum è caratterizzato da una serie di cambiamenti endocrini che preparano la donna e l’infante. Gli effetti fisiologici riguardano innanzitutto il blocco dell’ovulazione e lo sviluppo e la crescita dell’utero, placenta e feto. Per permettere quanto appena asserito è fondamentale determinare un cambio metabolico e immunologico dell’organismo femminile. Tali cambiamenti sono dettati dalla variazione dei livelli ematici di ormoni e neurotrasmettitori.

I cambiamenti endocrini sono caratterizzati da un continuo incremento del livello ormonale ematico che è seguito da un drastico decremento dopo il parto. Gli estrogeni, il progesterone e il testosterone nonché il fattore rilasciante la corticotropina e il cortisolo sono essenziali per determinare tali cambiamenti endocrini (Dorr HG, Heller A, Versmold HT;1989).

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Le variazioni neuro-endocrine riguardano numerosi ormoni:

1. Cortisolo

Il cortisolo è un ormone prodotto dalla ghiandola surrenale , più precisamente dalla zona fascicolata della porzione corticale. È un ormone di tipo steroideo derivante dal colesterolo. Il cortisolo viene sintetizzato su stimolazione dell’ormone adrenocorticotropo (ACTH) a volte associato allo stress, prodotto dall’ipofisi. La sua azione principale consiste nell’indurre un aumento della glicemia. Nel periodo della gravidanza il cortisolo subisce un picco di concentrazione nelle ultime settimane di gestazione. Esso è prodotto dalle ghiandole surrenali del feto probabilmente come segnale della maturazione degli organi dell’infante. Durante il terzo trimestre di gravidanza il cortisolo triplica le sue concentrazioni rispetto ad una donna non in gravidanza, inoltre,mentre i livelli di cortisolo basilari ritornano alla normalità entro un paio di giorni; dopo il parto l’iperesponsività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene persiste nelle donne in allattamento. (Altemus M, Deuster PA, Galliven E, Carter CS, Gold PW;1995). I livelli di cortisolo raggiungono un picco durante la gravidanza a seguito della produzione del fattore di rilascio della corticotropina e cede bruscamente nel post-partum; infatti il cortisolo agisce mediante feedback positivo sulla produzione di CRH placentale (Ishimoto H, Jaffe RB;2011). Un eccesso di cortisolo può avere anche azioni negative, poiché inibisce la sintesi di DNA, RNA, proteine, GH (ormone della crescita), testosterone, nonchè l’enzima desiodasi che catalizza la conversione dell’ormone tiroideo T4 nel più attivo T3, aumenta la concentrazione sanguigna di sodio, diminuisce quella di potassio, catabolizza la massa cutanea, muscolare,ossea e quella delle mucose gastro-enteriche. Il cortisolo pertanto, contribuisce in numerose azioni dello sviluppo fetale e della produzione placentale.

2. GABA

L’acido γ-aminobutirrico (GABA) è il principale neurotrasmettitore inibitorio presente nel sistema nervoso centrale (S.N.C) dei mammiferi (Bernard et al.1998 Mehta and ticku,1999). Nell’uomo il GABA è anche direttamente responsabile per la regolazione del tono muscolare. Viene rilasciato da neuroni dei circuiti locali presenti nel cervello (neuroni gabaergici), i quali presentano un piccolo corpo neuronale e arborizzano a breve distanza formando principalmente sinapsi assoassoniche con i neuroni di proiezione (eccitatori). Durante la gravidanza il GABA risulta essere un ormone fondamentale in quanto promuove il rilascio dell’ormone della crescita (GH– growth hormone), uno degli ormoni più importanti
dell’organismo, che viene prodotto nell’ipofisi e distribuito in tutto il corpo. Il GH è importante, tra l’altro, per la formazione della muscolatura del nascituro.
L’ormone GABA è uno dei maggiori responsabili dei cambiamenti neuro-endocrini del periodo post-partum durante il travaglio, le elevate concentrazioni di glucocorticoidi, pregnanolone solfato ed estrogeni, agendo sinergicamente, riducono la densità dei recettori GABA-A a livello centrale. Questo porta ad un deficit della trasmissione GABA-ergica, che si pensa possa persistere per tutta la durata del puerperio. La rapida diminuzione dei livelli di allopregnanolone ( un metabolita del progesterone e un potente modulatore dei recettori del GABAA) dopo il parto, unita alla riduzione della densità dei recettori GABAA, può produrre un quadro clinico peculiare che si manifesta con insonnia, tratti ansiosi, agitazione e fenomeni depressivi (Paoletti AM, Romagnino S, Contu R et al. 1998).

3. Gonadotropina corionica (HCG)

La gonadotropina corionica ha il compito del mantenimento del corpo luteo.
L’HGC è stato il primo ormone placentale ad essere descritto. Tale ormone svolge un ruolo luteotropico nelle fasi della gravidanza, cioè mantiene il corpo luteo mestruale, permettendone la trasformazione in corpo luteo della gravidanza ed assicurando così la produzione di progesterone necessaria fino al momento in cui la produzione di adeguate quantità di ormone non viene assicurata alla placenta. L’HGC è stato ampiamente utilizzato come test standard di gravidanza fin che fa seguito alla cessata funzione del corpo luteo, ricominciano a salire progressivamente verso l’8a-10a settimana e raggiungono verso il termine della gravidanza concentrazioni attorno ai 150 ng/ml (L.Mazzanti,2012).

4. Estrogeni

Gli estrogeni sono ormoni biologicamente attivi di cui fanno parte l’estradiolo e l’estriolo; ossia forme di estrogeni che vengono prodotte dalla placenta e le cui
concentrazioni aumentano durante la gravidanza di 100-1.000 volte,
rispettivamente. La sintesi di estradiolo parte dal feto a livello epatico, tale modalità di sintesi spiega il perché l’estradiolo aumenti durante la gravidanza. Il ruolo dell’estradiolo nella gravidanza è molto controverso, infatti gravidanze caratterizzate da bassissimi livelli di estradiolo evolvono regolarmente fino al termine. Probabilmente l’estradiolo come gli altri estrogeni, ha la funzione di aumentare il flusso sanguigno utero-placentare e di fornire la sintesi di nuove proteine da parte delle cellule bersaglio. Le concentrazioni di estriolo nelle urine e nel sangue materno aumentano con il progredire della gravidanza. In passato, il dosaggio dell’estriolo veniva utilizzato per monitorare il benessere fetale. Oggi l’unico caso in cui il dosaggio è ancora utile è il caso della gravidanza protratta,
nella quale una sua riduzione è predizione di una sofferenza fetale (L.Mazzanti,2012).

5. Prolattina

La preparazione della mammella per la lattazione è un altro importante cambiamento durante la gravidanza. L’ormone che per eccellenza causa la lattazione è la prolattina, il quale aumenta le sue concentrazioni plasmatiche nei primi mesi di gravidanza per raggiungere a seguito del parto una concentrazione dieci volte superiore rispetto alle donne non gravide. Dopo il parto i livelli di progesterone diminuiscono causando la produzione di latte indotta dalla prolattina. (Pang WW;2007). A seguito dello stimolo di suzione è possibile indurre la secrezione del latte, non ad opera della prolattina che ne attua la produzione, bensì ad opera dell’ossitocina. VII. Ossitocina
L’ossitocina è un nonapeptide prodotto dai neuroni magnocellulari del nucleo paraventricolare e dal nucleo sopraottico dell’ipotalamo. Questi neuroni proiettano i loro assoni terminali nella neuroipofisi, rilasciando di lì l’ormone nel torrente sanguigno. L’ossitocina è l’ormone fondamentale per determinare le contrazioni uterine durante il travaglio; essa infatti agisce sulla muscolatura liscia uterina e in maniera concertata sulla muscolatura liscia dei dotti galattofori garantendo l’eiezione del latte. L’ossitocina è, inoltre, l’ormone fondamentale nella creazione di una diade stabile madre-figlio. L’azione dell’ossitocina verrà discussa in seguito in quanto oggetto fondamentale dell’elaborato.

6. Ormoni tiroidei

Durante la gravidanza avvengono alcune modifiche fisiologiche della funzionalità tiroidea. La proteina legante gli ormoni tiroidei aumenta in modo variabile durante la gravidanza (Glinoer D; 1997). Tale aumento altera l’equilibrio tra tiroxina libera e legata causando un calo di FT4 (free T4) e la conseguente attivazione della contro regolazione ipotalamo-ipofisi con incrementata secrezione di TSH e successiva stimolazione della sintesi e secrezione ormonale tiroidea. Questo ultimo evento permette il ripristino di normali concentrazioni plasmatiche di FT4 a costo di livelli plasmatici più alti di tiroxina totale.
Gli ormoni tiroidei svolgono inoltre un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso del feto; donne ipotiroidei, infatti, possono dar vita a figli con disturbi con disfunzioni neurologiche. Gli ormoni tiroidei sono, infatti in grado di andare a determinare lo sviluppo e la differenziazione del sistema nervoso centrale del feto nelle prime settimane di vita. Essi assicurano una corretta mielinizzazione delle strutture nervose. Deficit della funzionalità tiroidea in epoca precoce comportano gravi ripercussioni sul SNC e possono compromettere il quoziente intellettivo del nascituro.

Articolo di Carmen Marino

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