Le emozioni negative hanno sempre un messaggio, ma la felicità è meglio

aprile 27th, 2018 | Posted by Igor Vitale in Psicologia Clinica

Tutte le emozioni negative contengono in sé un messaggio, un avvertimento, un prezioso tesoro da usare per imparare dagli errori. Ok, tutto vero, ma massimizzare la felicità è semplicemente meglio e in questo articolo ti dimostrerò perché non sono le emozioni negative ad aiutarti, ma l’aiuto concreto deriva solo dal fatto di incorniciare quelle emozioni in modo positivo.

Quante volte in modo zen si afferma che l’emozione negativa non è mai davvero negativa perché contiene un messaggio?

In realtà, però, non sempre questo messaggio è utile, penso a tutti i casi di depressione, attacchi di panico o condizioni bloccanti in psicologia che – si, avranno anche qualcosa da dire – ma non ci aiutano in definitiva.

Vediamo in questo articolo perché, anche se le emozioni negative portano a un messaggio, la felicità è (sempre) meglio.

1. A volte, le emozioni negative non dovrebbero neanche essere un’opzione

Immagina di dover fare qualcosa di complesso: una gara sportiva, presentare un progetto, presentare una tesi, parlare in pubblico. In questi casi, la paura non dovrebbe neanche essere un’opzione. Dovrebbe esistere solo una cosa nella tua mente, come puoi ottimizzare ciò che fai. La paura non ti aiuta per niente. Dicono: “si, ma, l’ansia, l’attivazione comunque ti aiuta a stare etc.”

Falso. La paura è paura, deriva dal nostro passato primitivo, quando dovevamo sfuggire al rischio di un’aggressione fisica, di un danno permanente. Nessun progetto, gara sportiva o tesi di laurea ti farà così male, per cui il tuo focus dovrebbe essere solo su come ottimizzare ciò che fai.

2. Quando si lavora, bisogna essere serissimi (ma sarà così?)

La nostra cultura ci ha insegnato che il gioco e il lavoro sono cose diverse, opposte, si contraddicono a vicenda. Da qui in poi, quando lavoriamo usiamo vestiti diversi, parole serie, linguaggio formale, espressioni di serietà e sorrisi finti. Questi concetti fanno parte di una serie di norme sociali che siamo portati a rispettare. Entriamo all’interno di un set di regole, di script sociali e ci adeguiamo come se fossero una forza insormontabili.

Eppure, la scienza ha dimostrato che lo stato in cui si lavora meglio è la felicità. Pensaci, consideriamo il gioco come una distrazione, un divertimento, qualcosa di diverso dal lavoro. Eppure la parola divertimento ha una radice in comune con diversione, spostamento dell’attenzione. Non è un caso se la maggioranza delle tecniche di comunicazione comica si basano sullo spostamento dell’attenzione. E’ quello che accade in qualsiasi caso di pensiero laterale e creativo. Per risolvere un problema tante volte dovrai vederlo da un angolatura diversa, le tecniche di divertimento sono alla base della risoluzione creativa dei problemi.

Il cervello felice memorizza e lavora meglio.

3. La comunicazione di massa ti vuole infelice

Parliamoci chiaro, se da una parte oggi si dice che viviamo in un mondo complesso, d’altra parte dobbiamo ammettere che nel passato le persone hanno vissuto in sistemi totalitari, dove esisteva la schiavitù, dove i beni di prima necessità erano un problema serio.

Una vita più semplice, ma anche più noiosa. Oggi non possiamo lamentarci, almeno in teoria viviamo nella società del benessere e la sopravvivenza non è un problema primario per la grandissima maggioranza delle persone in Europa.

Eppure la depressione è considerato tra i principali problemi di salute. Oggi siamo soppressi da una comunicazione che punta a creare uno squilibrio tra noi stessi e modelli ideali. La pubblicità ti sottopone modelli inarrivabili per creare in te uno squilibrio finalizzato all’acquisto di un prodotto. I telegiornali ti sottopongono tutti i giorni esempi negativi di disastri, guerre, problemi. Queste comunicazione continue non fanno altro che metterti in difficoltà mediante un meccanismo che si chiama confirmation bias, ed in buona sostanza ti fa sovrastimare le probabilità che qualcosa di negativo accada.

E’ arrivato il momento di ignorare buona parte di questi messaggi e puntare a te stesso mediante gli esercizi di immaginazione guidata, qui ne ho collezionati 7 per te e sono gratuiti >>> Clicca per accedere.

4. La natura della realtà è comica

John Vorhaus, uno dei massimi autori di comunicazione comica, afferma che la comicità è “osservazione attenta della realtà”. In ognuno di noi c’è un lato comico che può essere utilizzato per potenziare le emozioni positive.

5. La felicità è solo un differenziale

Paradossalmente le persone più tristi che ho conosciuto sono persone che nella vita hanno avuto tutto: fama, soldi, successo, relazioni. Persone che sono state molto visibili per un lungo periodo, star televisive, atleti famosi e che ad un certo punto hanno dovuto gestire la chiusura della propria carriera.

La condizione era così positiva che qualsiasi variazione dal proprio picco di successo si trasformava in un peggioramento da gestire. Questo accade perché la nostra mente è associativa, funziona operando paragoni, cercando le differenze tra gli stati mentali in noi stessi (prima/dopo) o mediante confronto sociale (io/altro).

L’unico modo per iniziare davvero ad essere felici è puntare a se stessi con gli esercizi della mente, ne ho preparati 7 e sono guidati. >>> Puoi trovarli qui

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