Psicologia del piacere sessuale

giugno 9th, 2018 | Posted by Igor Vitale in Sessuologia

Il piacere sessuale è, tra i vari tipi di piacere sperimentati dall’uomo, il più intenso ed il più coinvolgente. Nell’esperienza comune il piacere sessuale viene percepito essenzialmente come il prodotto di una stimolazione degli organi genitali, e viene, quindi considerato come una specifica sensazione corporea (Jannini et al., 2007).

Il piacere sessuale sembra essere soprattutto il prodotto di una elaborazione, da parte del nostro cervello, degli stimoli che derivano dal contatto con il partner. Non è, quindi, lo stimolo in sé che determina il piacere sessuale ma il significato che il nostro cervello attribuisce allo stimolo (Bear et al., 2006).

In altre parole, la stessa stimolazione dei genitali può essere erotica o meno a seconda del contesto o dello stato emotivo del soggetto che la vive.

Il cervello raccoglie tutte le stimolazioni che si producono durante il rapporto sessuale, le elabora a livello della sua parte più nobile, la corteccia, le arricchisce di una forte componente emotiva e… il gioco è fatto: mente e corpo uniti nel piacere (Carlson, 2002).

Del resto è ben noto che tanto più intensa è la passione, ossia il coinvolgimento emotivo, tanto maggiore è il piacere che deriva dall’attività sessuale. Il coinvolgimento delle strutture del cervello che sono coinvolte nel fenomeno della ricompensa, fa si che più si prova piacere e più se ne vuole provare (Jannini et al., 2007)

Il piacere sessuale ha, dunque, una componente fisica e una psicologica perché nasce dal contatto fisico ma viene alimentato dal pensiero e dalla capacità emozionale. Senza benessere psicofisico l’esperienza sessuale è poco soddisfacente (Capodieci e Boccadoro, 2012).

L’insieme dei fenomeni fisici e psichici che si susseguono tumultuosamente in risposta ad uno stimolo erotico viene definito ciclo di risposta sessuale e comprende essenzialmente 5 fasi: desiderio, eccitazione, plateau, orgasmo e risoluzione (Jannini et al., 2007)

L’intensità e la durata di queste fasi variano molto da un soggetto all’altro, soprattutto per il diverso peso della componente psicologica che influenza notevolmente la riposta sessuale, ora potenziandola ora deprimendola. E’, quindi, importante sapersi abbandonare all’istinto e alle sensazioni, rilassandosi e diminuendo il livello di ansia e le inibizioni (Bear et al., 2006).

Dunque, deve esserci desiderio, in primis, al quale solo successivamente potranno seguire le altre fasi. Solo un adeguato atteggiamento psicologico assunto nei confronti dello stimolo percettivo legato al desiderio permette l’avvio della seconda fase, quella dell’eccitazione, fatta di stimoli erotici sia di tipo sensitivo (ad esempio carezze, stimolazione genitale, odore della pelle) che di tipo psicologico (ad esempio pensieri erotici) (Gazzaniga et al., 2015).

Se la tensione sessuale perdura si raggiunge la fase di plateau che consiste nella persistenza dell’eccitazione fisica fino al raggiungimento della fase successiva, quella dell’orgasmo. L’intensità di questa fase è notevolmente influenzata sia dall’efficacia degli stimoli che hanno portato all’eccitazione, sia dalle motivazioni e dall’atteggiamento psicologico dei partner (Jannini et al., 2007).

L’orgasmo è un picco di piacere involontario; nell’uomo questa fase è molto intensa e culmina con l’eiaculazione mentre nella donna si può manifestare in modo diverso, ora con un culmine evidente, ora con una culmine più debole a carattere ondulatorio, ora con un progressivo incremento della tensione sessuale (Jannini et al., 2007).

Nella quinta fase, quella di risoluzione, si osserva la progressiva diminuzione della tensione sessuale. Nell’uomo segue un fisiologico periodo refrattario di durata molto variabile da soggetto a soggetto. La donna, invece, se riceve un’adeguata stimolazione, spesso può ricominciare il ciclo e avere successivi orgasmi (Jannini et al., 2007).

giochi erotici sono uno step fondamentale in un rapporto sessuale sano. Qualcuno crede che siano solo dei diversivi per riaccendere una sessualità un po’ spenta, ma in realtà in qualsiasi fase del rapporto è consigliato accendere un po’ la fantasia e concedersi qualche diversivo, a patto di farlo seguendo l’istinto di coppia e rispettando i gusti del partner e quelli personali.

Per riscoprire il piacere e liberarlo dai tabù e dalla noia, bisognerebbe imparare a giocare in modo erotico. Spesso, infatti,  la routine, la monotonia e gli stereotipi fanno dimenticare fantasie e desideri, fondamentali per tenere viva la passione tra le lenzuola, e non solo (Quattrini, 2013).

Si può partire da idee soft, che per esempio insegnino a stimolare i cinque sensi, passando per nuove posizioni e luoghi sessuali, arrivando alla scoperta dei sex toys.

Inoltre, chi vuole imparare ad esprimere con estrema libertà la propria sensualità, può dedicarsi alla scoperta della trasgressione e del sesso estremo (cfr. BDSM), concetti che verranno poi riaffrontati nel capitolo IV.

Il gioco aiuta a far meglio l’amore. Giocare è fondamentale per divertirsi mentre si fa sesso. Le coppie solitamente tendono a farlo nella fase iniziale, quella dell’innamoramento, per conoscersi e per sperimentare con l’altro il proprio godimento (Quattrini, 2013).

Giocare attraverso la sessualità procura alla coppia diminuzione dell’ansia, allontana i pensieri negativi e permette di godere dell’espressione più naturale e importante che ognuno può e ha il diritto di sperimentare: il piacere dell’orgasmo! (Quattrini, 2013).

Con il tempo arriva la routine e man mano l’aspetto giocoso viene a scemare, trasformando spesso la sfera sessuale in dovere e non più in piacere. Tutto diventa ritualizzato e schematizzato, ostacolando la serena espressione del sé sessuale. Con il gioco, si possono rompere queste dinamiche, rinnovando l’intesa di coppia (Quattrini,2013).

Come ogni gioco, anche quello erotico ha le sue regole. Quelle fondamentali possono essere riassunte in questo modo:

  1. Imparare a sentire. Bisogna partire da se stessi, per conoscere quello che realmente piace, senza autocensure. Questo è il solo modo per passare a quello che sarà lo step successivo, ovvero quello di aprirsi all’altro senza giudizio e/o pregiudizio, conoscendo il proprio modo di provare piacere;
  2. Non dare mai nulla per scontato. Liberarsi dai pregiudizi, da quello che si da per scontato e certo. Ogni persona è un mondo a sé e per fare del buon sesso è necessario chiedere e capire le esigenze intime dell’altro, che possono essere ben lontane dai luoghi comuni e dai consigli delle amiche e/o degli amici;
  3. Puntare sul rispetto. Avere riguardo di sé stessi e dell’altro permette di giocare divertendosi, arrivando anche a trasgredire o a fare del sesso estremo abbandonandosi con fiducia e serenità. Il segreto più importante risiede nell’imparare a comunicare sempre le proprie sensazioni e a trovare il giusto compromesso tra ciò che piace ad entrambi, senza mai forzare l’altro (Quattrini, 2013).

Ogni momento è quello giusto per poter giocare e per farlo al meglio è importante vivere a pieno ogni atto erotico, senza necessariamente giungere ad un rapporto completo. Tanto i preliminari che il sesso orale devono essere visti come momento di piacere completo poiché anch’essi prevedono Desiderio, Eccitazione e Orgasmo (Lowen, 2013).

Dunque, non bisognerebbe focalizzarsi solo sul sesso in sé, ma imparare a divertirsi anche con giochi diversi.

Inizialmente ci si può dedicare alla riscoperta del piacere dei sensi dedicandosi poi alla scoperta del corpo dell’altro e scovando nuove zone erogene. Successivamente, come già detto, scoprire quelle che sono le sensazioni realmente importanti per il nostro amante, tralasciando dunque gli stereotipi. Per questo motivo, sarà necessario imparare a chiedere se quello che si sta facendo corrisponde alla sua visuale di piacere, cosa percepisce, senza quindi mai dare nulla per scontato (Quattrini, 2013).

Dunque, non c’è solo il Kamasutra per mettere un po’ di pepe nella propria vita sessuale! I giochi erotici sono l’ideale per scoprire nuovi piaceri, da soli, o, meglio ancora, con il proprio partner (Lowen, 2013).

Nel post-orgasmo invece risiede il momento ideale delle coccole per ritrovarsi, successive al momento un po’ più egoistico riservato precedentemente all’orgasmo. Una delle idee può risiedere, ad esempio, nel far la doccia assieme.

Articolo di F.V. Cassano

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