La relazione madre figlio secondo Melanie Klein

settembre 10th, 2018 | Posted by Igor Vitale in Psicologia della Famiglia | Psicologia dello Sviluppo

Articolo di Gabriella Scafini

Melanie Klein analizzò il mondo degli oggetti interni in riferimento alle fantasie del bambino. Riprese i punti che aveva già toccato Freud, ampliando la ricerca verso l’universo che Freud non aveva potuto raggiungere, perché non aveva mai effettivamente analizzato i bambini a parte i suoi, ed era giunto alla formulazione delle sue teorie “a ritroso”, studiando gli adulti. Melanie Klein ebbe come base del lavoro la fantasia inconscia riferita al bambino (che era anche uno dei concetti principali di Freud), per lei la fantasia e la vita istintuale andavano assieme.

Melanie Klein anticipò le date degli stadi di Freud per spiegare le angosce che provavano i bambini piccoli. La relazione oggettuale definita da Melanie Klein in contrasto con Freud iniziava nella vita post-natale; una relazione con la madre anche se concentrata sul seno era piena di amore, odio, fantasia, angosce e difese. (Melanie Klein 1952 le origini della traslazione, in scritti 1921- 1958 p. 527).

“Questi processi… portano all’insediamento, dentro di noi, di oggetti amati e odiati. Tali oggetti sono sentiti come buoni e cattivi e sono connessi tra loro e con l’Io; costituiscono, cioè, un modo interiore. Questo insieme di oggetti interiorizzati si organizza e si struttura di pari passo con lo strutturarsi dell’Io e negli stati superiori della psiche, si presenta come Super-io. Pertanto a costituire il fenomeno individuato da Freud non sono, detto genericamente, i richiami e l’autorità dei genitori reali insediati nell’io, ma è secondo quanto da me riscontrato, un mondo oggettuale complesso che, negli strati profondi dell’inconscio, l’individuo avverte concretamente esistente dentro di sè. Appunto per questo motivo io e alcuni miei colleghi vi facciamo riferimento usando espressioni quali oggetti interiorizzati e mondo interiore. (Melanie Klein il lutto e la sua connessione con gli stati maniaco-depressivi, p. 346)

La Klein in riferimento agli oggetti interni si riferiva a qualcosa di più del pensiero interno in merito ad oggetti esterni dove questi pensieri venivano distorti dall’influenza dell’angoscia. Il bambino era invaso nella sua fantasia da oggetti buoni e oggetti cattivi dove gli oggetti non sono totali ma parziali, un prototipo è il seno della madre. La malvagità del seno è la proiezione della propria aggressività che ha il bambino e la proietta nel seno, quel seno che viene introiettato o incorporato è cattivo. Il bambino concepisce questo seno veramente pericoloso , persecutorio, che lo divorerà, lo taglierà a pezzi . Al contrario il seno buono sembra che dipenda dai fattori esterni e di conseguenza dalla soddisfazione orale. Per la Klein attraverso il passaggio che fa il bambino dalla relazione con oggetti parziali alla relazione con oggetti totali; “l’Io del bambino si identifica, più con un oggetto buono diventando dipendente dall’oggetto e da quello che corrisponde al suo interno e questa nuova forza porterà a far diventare sinonimi la salvaguarda dall’oggetto buono e sopravvivenza dell’Io”. (Klein contributo alla psicogenesi degli stati maniaco-depressivi p. 299).

Così facendo il bambino raggiunge la posizione depressiva (questo termine per Winnicott è fuorviante,.. il termine sembra indicare bambini sani attraverso una fase di depressione o di malattia dell’umore), ma la Klein non descrive bambini depersonalizzati, a questi bambini manca una relazione con l’oggetto buono totale per entrare nella posizione depressiva (Winnicott, 1954, la posizione depressiva nello sviluppo emozionale normale in dalla pediatria alla psicoanalisi ,Martinelli Firenze 1975 p.316).

L’angoscia di questa posizione è il timore di perdere l’oggetto buono perché il bambino si sente minacciano continuamente nel possesso degli oggetti buoni introiettati ed è angosciato per la possibile morte di questi oggetti.

Sia l’odio che l’amore per questi oggetti lo mette in pericolo perché amarlo e divorarlo sono per lui connessi; il bambino piccolo quando la madre scompare crede d’averla divorata e distrutta (per amore o per odio) ed è tormentato dall’angoscia (Klein contributo alla psicoanalisi degli stati maniaco-depressivi p. 301).

Anche la colpa e il rimorso accompagnano quest’angoscia. A questo punto la riparazione è l’unica risposta data dalla Klein che introduce questo concetto nel suo primo articolo del 1929 “situazioni d’angoscia infantile espresse in un’opera d’arte e nel racconto di un impeto creativo”.

Il superamento della posizione depressiva, rappresenta per la Klein la pietra miliare dello sviluppo emotivo precoce, e l’insuccesso poteva sfociare in malattia depressiva, la mania o la paranoia (Klein il lutto e la sua connessione con gli stati maniacodepressivi p.333). Quando si accresce nel bambino la fiducia nelle proprie capacità di amare e di restaurare l’onnipotenza maniacale si riduce e diminuisce l’ossessività degli impulsi alla restaurazione. Di norma questo significa che la nevrosi infantile è superata. (ibid p. 335).

Parenting e’ l’atto di allevare un bambino da parte dei genitori ma anche il diventare genitore o prendersi cura di qualcuno come se fosse il genitore. La funzione del genitore per la psicologia dinamica è parte integrante della personalità di ciascuno attraverso l’interiorizzazione dei comportamenti messi in atto dalle figure di accudimento. L’Infant Research ha esplorato i sistemi di comunicazione tra genitori e bambini evidenziando le competenze del bambino fin dalla nascita e nello stesso tempo le ricerche neurobiologiche hanno evidenziato i cambiamenti strutturali e funzionali che avvengono nel cervello materno a partire dallo stato di attesa del bambino e per tutto il primo anno di vita per definire le competenze genitoriali.

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