Le Origini e la Storia del Criminal Profiling

settembre 26th, 2018 | Posted by Igor Vitale in Criminologia

Articolo di Francesca Federica Falcone

Sulla Criminologia si è ampiamente dibattuto durante il secolo XIX allorquando il sistema penalistico era ancora impregnato dei concetti illuministici che costituivano l’innovazione in un epoca in cui i principi sanzionatori dell’ancien Regime sovrapponevano il concetto di peccato a quello di reato. Noto è il tono cruente delle pene corporali alle quali venivano sottoposti i criminali, tanto da coniare l’espressione “ splendore dei supplizi”. Diverse scuole di pensiero fecero propri tali principi illuministici, anche in Italia, dove si sviluppò la c.d. scuola classica il cui maggior esponente fu Francesco Carrara. Egli fu il primo, infatti, a ravvisare nella struttura del reato due componenti: l’elemento obiettivo o materiale ( forza fisica) e l’elemento psicologico ( forza morale). La corrente di pensiero della scuola classica sosteneva che il delitto non scaturisse dalle circostanze del caso o dell’ambiente, ma che avesse origine da una scelta individuale di un soggetto dotato di libero arbitrio (in accordo con lo spiritualismo cattolico del tempo) quindi capace di autodeterminarsi. Nel corso del secolo però nacque un ulteriore scuola di pensiero, la scuola positiva, all’interno della quale il reato viene visto come un fenomeno naturale, bio-psicologico e sociale, ovvero: l’ uomo delinquente non sarebbe libero di scegliere tra il bene e il male, ma sarebbe “determinato” al delitto in forza della sua inclinazione naturale causata da caratteristiche antropologiche.

Fermo sostenitore di tale filosofia, denominata determinismo biologico, fu Cesare Lombroso il quale nella sua celebre opera L’uomo delinquente (1876) sottolineava il ruolo decisivo dei tratti fisici del criminale, sostenendo che tali individui fossero biologicamente degradati o minorati e che alcune peculiarità antropometriche (ad esempio l’ampiezza del cranio e del lobo occipitale) li identificassero. Anche William H. Sheldon elaborò una teoria simile a quella del Lombroso, studiando la devianza intesa come: “ comportamento che si discosta dalle norme di un gruppo”. Lo statunitense, infatti distinse in tre categorie le costituzioni fisiche:

  1. tipo endomorfo: corpo soffice e tondeggiante, easy gainer, grasso, carattere socievole, accomodante e indulgente
  2. tipo mesomorfo: corpo duro ed angolare, carattere attivo, dinamico, irrequieto, instabile
  3. tipo ectomorfo: corpo sottile e fragile, carattere introverso, nervoso, insonne

ravvisando nel tipo mesomorfo il soggetto con più probabilità di diventare criminale rispetto agli altri due. Sarà solo nel 1905 che tale visione antropologica verrà superata grazie all’opera Criminologia del napoletano Raffaele Garofalo ( 1851-1934), il quale rigettò l’approccio anatomico di Lombroso riversando l’attenzione sulla personalità dell’autore del reato e le sue presunte anomalie psichiche. Una intuizione che troverà conferma nell’ individuazione delle c.d. scienze forensi, ad opera di Edmund Locard (1877-1966) e Paul Kirk (1902-1970), tra le quali vi era appunto la psicologia e la psichiatria. La criminologia diventa cosi una scienza multidisciplinare, pur restando autonoma, che si occupa dello studio del reato, del reo e della vittima. Proprio delle caratteristiche psicologiche del reo si occupa il criminal profiling.

Più specificatamente si tratta di una tecnica investigativa che permette di ricostruire attraverso le c.d. tracce comportamentali il profilo psicologico di un soggetto ignoto detto UNSUB. Tale metodologia ha lo scopo di supportare le attività investigative, il profiler analizza infatti il modus operandi del criminale deducendolo dall’analisi della scena criminis. È fuor di dubbio però, che il criminal profiling non fornisce il nome e cognome del colpevole ma solo le sue caratteristiche mentali, l’individuazione nella lista dei sospettati è compito del personale di polizia. Inoltre è necessario che il bagaglio culturale del profiler sia principalmente di matrice psicologica poiché gli ambiti di applicazione della metodologia riguardano i crimini violenti come ad esempio i delitti a sfondo sessuale (dove va ravvisata la presenza di eventuali parafilie), ma non solo.

Unitamente a ciò vi dovrebbero essere delle peculiarità fondamentali. Roy Hazelwood , noto profiler americano, le individua:

  1. nell’esperienza di vita
  2. nell’apertura mentale (il profiler deve essere disposto a vagliare anche opinioni differenti dalla propria)
  3. nel buon senso ( o per meglio dire intelligenza pratica)
  4. nell’intuizione
  5. nella capacità di allontanare i sentimenti personali riguardanti il crimine, il criminale e la vittima
  6. nella grande logica analitica e pazienza
  7. nella capacità di vedere il crimine dalla prospettiva del criminale.
  8. Vari sono i modelli di criminal profiling nel panorama internazionale ma i più utilizzati appartengono alla scuola americana.
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